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Contro di lui i tifosi della Lazio hanno fatto lo sciopero del voto al referendum. Eppure è stato proprio Claudio Lotito a guidare la purga post voto nei confronti di Maurizio Gasparri

26 Marzo 2026 - 18:57 Fosca Bincher
Lo sciopero del voto dei tifosi della Lazio contro Claudio Lotito
Lo sciopero del voto dei tifosi della Lazio contro Claudio Lotito
Il presidente della squadra biancoceleste ha raccolto le firme contro il capogruppo di Forza Italia in Senato. Ma per colpa sua i tifosi erano andati sotto l’ufficio di Antonio Tajani a minacciare: «voteremo tutti no»

Tre settimane prima del referendum agli inizi di marzo un gruppetto di tifosi della Lazio è andato a Roma in piazza San Lorenzo in Lucina davanti alla sede di Forza Italia a srotolare uno striscione. «Forza Italia», era scritto a caratteri cubitali, «il laziale voterebbe sì, ma vota no. Ringraziate Lotito senatore del vostro partito!». Lo sciopero del voto al referendum del tifo laziale ha tenuto banco anche nelle settimane successive. Non allo stadio, dove gran parte degli spalti durante le partite della Lazio sono restati deserti sempre per protesta contro il proprietario della squadra. Eppure, è stato proprio Claudio Lotito a raccogliere le firme per destituire Maurizio Gasparri da capogruppo di Forza Italia in Senato, per farne il capro espiatorio dell’insuccesso referendario.

Il tweet del giorno del referendum che accusava Lotito per la disfatta del Sì

A puntare il dito proprio contro Lotito per il flop del sì al referendum era stato poco dopo i primi exit poll Alberto Ciapparoni, giornalista parlamentare di Rtl 102.5 nonché tifosissimo della Lazio: «È ancora troppo presto per dirlo, troppo, troppo», aveva scritto su X, «ma la protesta dei tifosi della Lazio potrebbe aver avuto un peso, per quanto piccolo, comunque determinante, nella vittoria del No. Purtroppo. Lo dico da convinto assertore del Sì». Su quel post si è discusso molto, ed è evidente a tutti come quella protesta dei tifosi laziali, che pure c’è stata, non avesse numeri per contare molto nella sfida referendaria. Resta comunque singolare che sia proprio Lotito, che aveva fatto scatenare lo sciopero dei laziali contro il sì, a intestarsi la punizione post referendaria contro Gasparri.

Maurizio Gasparri e Claudio Lotito

Questione di tifo e non solo: ecco perché Lotito e Gasparri non si sono mai amati

I due forzisti a dire il vero non si sono mai amati. Un po’ per tifo calcistico: se Lotito da anni è presidente della Lazio, Gasparri è da sempre acceso tifoso della Roma. Il derby fra i due è esploso nella scorsa legislatura, quando Lotito fece inutilmente ricorso contro la sua mancata elezione in Senato proprio alla giunta delle elezioni all’epoca presieduta da Gasparri. Il patron della Lazio ha dovuto aspettare le nuove elezioni del 2022 per entrare finalmente a palazzo Madama. Poi nello scorso novembre, quando Lotito accusò Gasparri di avergli tagliato una sfilza di suoi emendamenti alla manovra di bilancio (anche quelli sul mondo del calcio), che erano spariti dalla lista di quelli “segnalati” al governo dalla maggioranza. Eppure, quando alla vigilia del referendum i carabinieri di Roma hanno scoperto a Marino (nei Castelli romani) una tipografia che stampava manifesti per contestare Lotito, il primo ad offrire la sua solidarietà al presidente della Lazio è stato proprio Gasparri: «Esprimo sconcerto», ha detto l’allora capogruppo di Forza Italia in Senato, «per gli esiti delle indagini di Marino su atti e iniziative a danno del senatore Lotito. Auspico vengano accertate dagli inquirenti legami territoriali e di altra natura. Deve cessare un clima di tensione intollerabile». Ma evidentemente Lotito non ha ringraziato.

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