Iran, Trump torna ad attaccare la Nato: «Non ha fatto nulla, non lo dimenticherò». Il Pentagono: «4 piani per l’invasione di terra» – La diretta

Nel 27esimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran Teheran si prepara all’invasione americana minando l’isola di Kharg. Si vocifera di uno sbarco anfibio di truppe americane sull’isola, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ribadisce che i negoziatori stanno trattando ma temono di essere uccisi. Intanto l’Iran prepara anche una legge per riscuotere un pedaggio dalle navi che passano per lo stretto di Hormuz e l’Idf continua ad attaccare Teheran, che risponde con bombe a grappolo sul territorio israeliano.
Trump contro la Nato: «Non ha fatto nulla, non lo dimenticherò»
«I Paesi della Nato non hanno fatto assolutamente nulla per aiutarci contro la folle nazione, ora decimata militarmente, dell’Iran. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di niente dalla Nato, ma non dimenticheremo mai questo momento molto importante!»: lo scrive il presidente americano, Donald Trump, in un post tutto in maiuscolo su Truth.
https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116294956989451533
«Il Pentagono ha quattro piani per l'invasione di terra dell'Iran»
Il Pentagono sta lavorando a opzioni militari per un «colpo finale» in Iran che potrebbe includere l’uso delle forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti. Lo riferisce Axios citando due funzionari statunitensi e due fonti a conoscenza del dossier. Quattro gli scenari elencati da Axios. «Invadere o bloccare l’isola di Kharg, il principale hub di esportazione di petrolio dell’Iran» oppure l’isola di Larak, fondamentale per il controllo dello stretto di Hormuz, «avamposto strategico che ospita bunker iraniani, imbarcazioni d’attacco in grado di far saltare in aria navi da carico e radar che monitorano i movimenti nello stretto».
Terza possibilità, prendere il controllo dell’isola «di Abu Musa e di due isole minori, che si trovano vicino all’ingresso occidentale dello stretto» di Hormuz contese tra Iran ed bEmirati Arabi Uniti. Infine, «bloccare o sequestrare navi che stanno esportando petrolio iraniano sul lato orientale dello stretto di Hormuz». Secondo alcuni nell’amministrazione, «una dimostrazione schiacciante di forza» servirebbe sia a creare «più leva nei colloqui di pace» sia a dare al presidente Trump qualcosa «per dichiarare la vittoria».
L'Iran chiede anche lo stop della guerra al Libano
L’Iran ha posto tra le condizioni per una tregua, in vista della fine della guerra, anche la cessazione dell’attacco israeliano in Libano. Lo sottolinea l’agenzia iraniana Tasnim Tra le cinque condizioni dettate ieri, Teheran aveva inserito «la conclusione della guerra su tutti i fronti e di tutti i gruppi di resistenza coinvolti in tutta la regione». Nei contatti con i mediatori, L’Iran ha insistito sullo stop al conflitto in Libano, ha rimarcato oggi la Tasnim citando anche media regionali e internazionali.
Missili su Tel Aviv e il centro di Israele
Da questa mattina l’Iran ha lanciato sette diversi attacchi contro Israele, le sirene sono scattate a Tel Aviv, nel centro del Paese e a nord, dove una bambina di 11 anni ha avuto un attacco cardiaco mentre correva nel rifugio ed è in gravi condizioni. Per il momento nel centro di Israele risultano sette feriti non gravi e molta distruzione. Tre persone sono rimaste lievemente ferite a Tel Aviv, in zone diverse della città israeliana, per la caduta di frammenti dopo un attacco missilistico.
L'Iran chiede ai paesi vicini di segnalare le posizioni delle truppe Usa
Il portavoce del Comando Centrale di Khatam al-Anbiya, il quartier generale delle forze armate iraniane, ha invitato i residenti dei Paesi della regione a «segnalare dove si trovano i soldati americani e a chiedere l’espulsione delle forze statunitensi dalla regione per la loro stessa sicurezza. I comandanti e i soldati americani sono fuggiti e si sono rifugiati in nascondigli al di fuori delle basi che sono state distrutte dall’Iran. Li stiamo cercando», ha aggiunto, secondo quanto riportato da Mehr.
Israele: ucciso il comandante della marina dei Pasdaran
Il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri, e’ stato ucciso in un attacco a Bandar Abbas. Lo ha riferito una fonte israeliana, citata dalla stampa. Secondo quanto riferito dal funzionario, Tangsiri era responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz. Non c’è stato ancora alcun commento da parte dell’Iran o dell’esercito israeliano in merito all’attacco.
La petroliera turca colpita nel Mar Nero
Il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu ha dichiarato che una petroliera per il trasporto di greggio gestita dalla Turchia, con a bordo 27 membri dell’equipaggio turchi, è stata colpita da un drone nel Mar Nero. Lo riporta Al Jazeera Non si registrano vittime, secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu. Il canale televisivo turco NTV ha riferito che la nave è di proprietà della società turca Besiktas e batte bandiera della Sierra Leone. Secondo quanto riportato dai dati di tracciamento delle navi, la nave era partita dal porto russo di Novorossiysk con circa un milione di barili di petrolio greggio. Sul posto sono intervenute le unità di soccorso Rescue 11 e Rescue 12 della Direzione generale per la sicurezza costiera turca, insieme alla motovedetta veloce Coastal Safety 5.
Iran: Israele rimuove Araghci e Ghalibaf dalla lista degli obiettivi
Israele ha rimosso il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf dalla sua lista di obiettivi da colpire dopo che il Pakistan ha chiesto a Washington di non prenderli di mira. Lo ha riferito un funzionario pakistano a Reuters. «Gli israeliani volevano eliminarli. Abbiamo detto agli Stati Uniti che se anche loro fossero stati eliminati, non ci sarebbe stato nessun altro con cui parlare, quindi gli Stati Uniti hanno chiesto agli israeliani di desistere», ha affermato il funzionario.
Abu Dhabi, due morti per attacco dell'Iran
Due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite ad Abu Dhabi a causa di un attacco missilistico iraniano sugli Emirati. Lo hanno riferito le autorità emiratine, precisando che il missile è stato intercettato ma i frammenti sono caduti su Sweihan Road, facendo vittime e danni.
Iran: bombe a grappolo su Israele
Due persone sono rimaste leggermente ferite a Kafr Qasim, città abitata in prevalenza da arabi nel centro di Israele, a causa di una bomba a grappolo iraniana. Lo hanno riferito i paramedici, che hanno prestato soccorso a un uomo e una donna, entrambi di 55 anni, rimasti feriti dall’esplosione di una piccola bomba che ha colpito un edificio nel centro della città. I soccorritori stanno ispezionando altre zone della città colpite dalle munizioni sganciate dal missile balistico iraniano.
La legge per il pedaggio dello stretto di Hormuz
Il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim citate dall’agenzia Ap. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell’Assemblea legislativa.
«Secondo questo piano, l’Iran deve riscuotere delle tariffe per garantire la sicurezza delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz», ha dichiarato il funzionario. «È una cosa assolutamente naturale. Come in altri corridoi, quando le merci attraversano un Paese, si pagano i dazi; lo Stretto di Hormuz è anch’esso un corridoio. Noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino i relativi dazi», ha aggiunto. L’Iran chiede il riconoscimento internazionale del suo diritto di esercitare l’autorità sullo Stretto di Hormuz come una delle cinque condizioni per porre fine alla guerra in corso.
L'Idf: nuovo attacco all'Iran
L’esercito israeliano annuncia di avere sferrato una serie di attacchi in tutto l’Iran, compresa la città centrale di Isfahan. In un breve comunicato militare si legge che le forze israeliane «hanno portato a termine una serie di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in diverse zone dell’Iran».
Trump: i negoziatori temono di essere uccisi
Durante la cena di finanziamento annuale Nrcc, Donald Trump ha detto che i negoziatori iraniani temono di essere «uccisi dalla loro stessa gente». L’Iran, ha spiegato Trump, vuole raggiungere un accordo, ma negano per paura di «venire uccisi dalla propria gente» e perché teme anche di essere «uccisi» dagli Stati Uniti. Trump ha insistito sul fatto che la Repubblica Islamica desidera raggiungere un accordo, ma che per paura di essere uccisi lo negano in pubblico, durante la cena annuale del Comitato Nazionale Repubblicano del Congresso che si sta svolgendo alla Union Station di Washington.
Trump ha insistito sul fatto che l’Iran stia prendendo parte a colloqui di pace, suggerendo che le smentite di Teheran siano dovute al timore dei negoziatori iraniani di essere uccisi dai propri connazionali. «Stanno negoziando e vogliono concludere un accordo a tutti i costi. Ma hanno paura di dirlo, perché immaginano che verrebbero uccisi dalla loro stessa gente», ha dichiarato il presidente americano. Trump ha ribadito la sua convinzione che l’Iran «era a due settimana dal produrre l’arma nucleare quando ho attaccato». Parlando alla cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso ha poi insistito che gli Stati Uniti hanno «vinto la guerra» contro l’Iran «nei primi due giorni» dell’operazione ‘Epic Fury’.
L'Iran mina l'isola di Kharg
L’Iran si sta preparando all’invasione di terra sull’isola di Kharg e sta piazzando trappole e mine in tutta la zona. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. L’isola dispone di difese a piu’ livelli e, secondo le fonti, nelle ultime settimane gli iraniani vi hanno trasferito ulteriori sistemi missilistici guidati terra-aria a spalla, noti come Manpad. L’Iran ha inoltre disseminato trappole, tra cui mine antiuomo e anticarro, intorno all’isola, hanno riferito le fonti, anche lungo la costa dove le truppe statunitensi potrebbero eventualmente effettuare uno sbarco anfibio qualora il presidente Trump decidesse di procedere con un’operazione di terra.
