L’Iran respinge la proposta Usa definita «eccessiva» e rilancia cinque punti. Tra questi «lo stretto di Hormuz sia iraniano» – La diretta

Nel 26esimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran l’Idf è tornato a bombardare Teheran mentre gli iraniani hanno colpito un deposito di carburante in Kuwait con i droni. I pasdaran hanno annunciato di aver lanciato missili contro Israele e le basi Usa, mentre secondo i negoziatori Teheran sta facendo richieste irrealistiche per chiudere la guerra. Intanto proprio l’Iran deride Donald Trump: «Sta negoziando da solo».
Nyt: «I soldati Usa in Medio Oriente combattono da remoto»
Gli attacchi iraniani alle basi americane in Medio Oriente stanno costringendo i soldati americani a trasferirsi in hotel e spazi adibiti a uffici in tutta la regione. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali la maggior parte del personali militare di terra sta combattendo la guerra lavorando da remoto, ad eccezione dei piloti e di chi è impegnato nella manutenzione degli aerei.
Guterres (Onu): il modello Gaza non sia replicato in Libano
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha messo in guardia contro il rischio che gli scontri tra Israele e Hezbollah non condannino il Libano alla stessa sorte di Gaza. «Il modello Gaza non deve essere replicato in Libano» ha dichiarato, esortando Hezbollah a cessare gli attacchi e chiedendo la fine dei raid dell’Idf.
Teheran rilancia un nuovo piano agli Usa: con soli 5 punti
L’Iran avrebbe respinto il piano in quindici punti proposto dagli Stati Uniti per mettere fine al conflitto e presentato una controproposta che prevede cinque condizioni. Lo riporta la televisione iraniana Press Tv, citando fonti governative di Teheran. Tra i punti citati la cessazione degli attacchi e degli assassinii, garanzie contro futuri conflitti, il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti i fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento dell’autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
Iran: proposta Usa è eccessiva
Non saranno gli Stati Uniti a dettare i tempi della fine del conflitto in Iran. Lo chiarisce un alto funzionario iraniano dalla tv di Stato. «L’Iran metterà fine alla guerra quando deciderà di farlo e quando le proprie condizioni saranno soddisfatte», ha detto. L’Iran continuerà a difendersi e a infliggere «colpi pesanti». La proposta Usa è definita «eccessiva e scollegata dalla realtà del fallimento dell’America sul campo di battaglia».
La russa Rosatom evacua l'impianto iraniano di Busher, attaccato ieri
La holding di Stato russa, Rosatom, che gestisce l’impianto di Bushehr in Iran, ha avviato l’evacuazione di parte del suo personale dalla centrale nucleare colpita ieri da un attacco. L’amministratore delegato di Rosatom, Aleksei Likhachev, ha annunciato l’evacuazione di 163 persone dirette verso il confine tra Iran e Armenia.
Iran: la proposta di Trump è ennesima menzogna e va ignorata
L’Iran sembra bocciare ogni ipotesi di negoziato. «I nemici hanno elencato le aspirazioni che non sono riusciti a realizzare con il loro attacco», ha dichiarato Elias Hazrati, presidente del Consiglio per l’informazione del governo, a quanto riportano i media iraniani. «La proposta in 15 punti all’Iran è l’ennesima menzogna di Trump e va ignorata», ha ammonito. «La notizia dei negoziati è falsa», ha assicurato.
Per l'Iran nessun cessate il fuoco
L’Iran non accetterà alcun cessate il fuoco e d’altronde non sarebbe logico negoziare una tregua con delle controparti che non rispettano gli accordi. Lo riporta riporta l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando fonti governative di Teheran. Gli Stati Uniti avrebbero intensificato le iniziative per ottenere uno stop ed avviare dei negoziati indiretti con la Repubblica Islamica. Ma il cammino è in salita
Idf chiama a un massimo di 400mila riservisti
Il governo israeliano ha approvato la chiamata alle armi di un massimo di 400.000 riservisti, nel contesto dei conflitti in corso con l’Iran e Hezbollah. «Il quadro di riferimento è concepito per affrontare le sfide nei vari ambiti, in particolare nel contesto dell’Operazione Leone Ruggente», sostiene l’Idf. A dicembre il limite era di 280.000.
Lanciato missile iraniano contro l'Abramo Lincoln
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di avere lanciato un missile contro la portaerei americana Abraham Lincoln. Lo informa una nota diffusa dai media iraniani con le immagini del lancio.
Islamabad: entro 48 ore possibile svolta sui colloqui
Una «svolta» sui possibili colloqui fra Iran e Stati Uniti per la fine alla guerra arriverà entro 48 ore, anticipano fonti del ministero degli Esteri in Pakistan all’agenzia turca Anadolu. Sempre secondo le fonti, «in assenza di alcune garanzie» – la garanzia prima di tutto che non ci saranno operazioni militari future contro l’Iran, contro il suo programma missilistico e la richiesta di risarcimenti. «Sono in corso sforzi da parte di Pakistan, Turchia ed Egitto, con tutte le parti», ha aggiunto la fonte per cui esponenti di spicco pachistani, fra cui il Premier Shehbaz Sharif e il ministro degli Esteri Ishaq Dar, sono in contatto con la leadership iraniana per convincere Teheran a partecipare ai colloqui.
Iran ribadisce: stretto Hormuz chiuso a Usa e Israele
«Alle navi appartenenti agli Stati Uniti, a Israele e ad altri Paesi che in qualsiasi modo partecipano all’attacco contro l’Iran o lo assistono non è consentito il transito attraverso lo Stretto di Hormuz». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ismail Baghaei. «Le navi appartenenti ad altri Paesi che non hanno alcun legame con questo attacco contro l’Iran possono invece transitare», ha aggiunto il funzionario, riferisce Isna.
Da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran, Teheran ha fortemente limitato il passaggio nello Stretto di Hormuz, il canale da cui passa circa un quinto delle esportazioni di petrolio a livello mondiale, e secondo siti di geolocalizzazione che monitorano lo Stretto il blocco interessa circa il 95% di quello che era il traffico in condizioni normali, prima che esplodesse il conflitto.
Sánchez: guerra in Medio Oriente peggio dell'Iraq
Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez descrive l’attuale conflitto in Medio Oriente come uno scenario “di gran lunga peggiore” rispetto alla guerra in Iraq del 2003. Rivolgendosi ai parlamentari spagnoli, Sánchez ha affermato che “Non ci troviamo affatto nella stessa situazione della guerra illegale in Iraq” del 2003, ma “Ci troviamo di fronte a qualcosa di molto peggio. Molto peggio”, ha sottolineato. “Con il potenziale di conseguenze ben più gravi e profonde.”
L'Iran ha ricevuto la proposta Usa
L’Iran ha ricevuto la proposta in 15 punti degli Stati Uniti per porre fine all’attacco israelo-americano: lo riporta l’Associated Press citando due funzionari pakistani. I funzionari pakistani hanno accennato al contenuto della proposta, affermando che include: alleviamento delle sanzioni; cooperazione sul nucleare civile; un passo indietro nel programma nucleare iraniano; monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica; limiti al programma missilistico iraniano; accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
290 militari Usa feriti da inizio guerra
Circa 290 militari statunitensi sono rimasti feriti dall’inizio dell’operazione militare congiunta israelo-americana lanciata il 28 febbraio contro l’Iran. Lo ha riferito all’Nbc News un funzionario statunitense a conoscenza delle operazioni. Dei militari feriti, 255 sono già rientrati in servizio, mentre 10 sono gravemente feriti. Tredici militari statunitensi sono rimasti uccisi nel conflitto, e altri due sono morti per cause non legate al combattimento, aggiunge l’Nbc.
Iran: Trump che vuole dialogo non è credibile
L’affermazione del presidente Donald Trump di voler avviare un dialogo non è credibile. Lo ha affermato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministro degli Esteri iraniano, in dichiarazioni a India Today. «Guardate i fatti. L’Iran è costantemente sotto bombardamento e lancio di missili da parte di Stati Uniti e Israele. Quindi la loro affermazione di voler avviare un dialogo e mediare non è credibile. Perché sono stati loro a iniziare questa guerra e continuano ad attaccare l’Iran. Quindi, qualcuno può davvero credere che la loro affermazione di voler mediare sia credibile?», ha dichiarato Baghaei.
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha riferito, inoltre, che molti Paesi hanno contattato l’Iran, offrendosi di mediare con gli Stati Uniti. «Da qualche giorno circolano messaggi in tal senso. Abbiamo risposto a questi messaggi. Il nostro messaggio è molto chiaro. Continuiamo a difenderci», ha affermato. Interrogato sul ruolo del Pakistan Baghaei ha risposto che l’Iran ritiene che Islamabad abbia «buone intenzioni». «Quindi, questo tipo di colloqui sono in corso tra l’Iran e i suoi vicini e altri Paesi amici. Comprendiamo che i Paesi della regione, i Paesi limitrofi, siano preoccupati per le conseguenze e che tutti stiano cercando in qualche modo di contribuire a riportare la situazione alla calma», ha dichiarato Baghaei.
Barghaei ha anche detto che la casa del regista defunto di fama mondiale Abbas Kiarostami e’ stata colpita durante i bombardamenti israelo-americani sull’Iran. «La casa di Kiarostami faceva forse parte della presunta ‘minaccia imminente’ per gli Stati Uniti?! La verità è che questa guerra arbitraria tra americani e israeliani non è diretta solo contro uno Stato, ma contro una cultura, una civiltà e un’identità profondamente radicate», ha scritto Baghaei su X. Il portavoce non ha pero’ precisato l’entità dei danni materiali né fornito un bilancio di eventuali feriti o vittime. Kiarostami, morto a Parigi nel 2016, ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes per “Il sapore della ciliegia” nel 1997; è noto per numerosi altri film tra cui “Close-Up” e “Dov’è la casa del mio amico?”.
Israele colpisce sito per missili navali
L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito un impianto di produzione di missili da crociera navali operante sotto il ministero della Difesa iraniano a Teheran. «Nei giorni scorsi, l’aviazione israeliana, agendo sulla base di informazioni dell’intelligence delle Forze di Difesa israeliane, ha colpito due importanti impianti di produzione di missili da crociera navali a Teheran», ha dichiarato l’Idf.
Secondo la stessa fonte, l’impianto veniva utilizzato per «sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio, in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra». Gli attacchi «rappresentano un ulteriore passo nell’aggravare i danni arrecati all’infrastruttura di produzione militare del regime», ha sottolineato l’Idf.
Israele, colpi su Hadera: smentiti danni a centrale elettrica
Tre siti di impatto sono stati segnalati nella zona di Hadera, nel nord di Israele, in seguito a un attacco missilistico iraniano. La compagnia elettrica israeliana ha smentito danni alle infrastrutture dopo che era circolata la notizia di un colpo caduto nelle immediate vicinanze della centrale elettrica in città.
L'Iran deride Trump: «State trattando da soli»
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi Usa di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. «Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati ;;al punto in cui state negoziando con voi stessi? La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai».
In un video preregistrato trasmesso mercoledì dalla televisione di Stato, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si è trasformata in un fallimento strategico. La dichiarazione dell’alto ufficiale iraniano è giunta poco dopo che l’amministrazione Trump ha inviato all’Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco in 15 punti.
Iran: Trump instabile
Secondo un funzionario iraniano, il presidente Usa Donald Trump «è instabile nelle sue dichiarazioni». Ismail Kouthari, membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, ha commentato in questi termini l’annuncio del presidente Trump riguardo ai presunti contatti in corso con Teheran nel tentativo di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta il sito israeliano YNet. Kouthari ha affermato, inoltre, che «qualunque azione intraprenda il nemico, siamo pronti a rispondere. Quella stessa prontezza ha costretto il nemico alla ritirata».
Gli Usa inviano paracadutisti in Medio Oriente
Due funzionari del Pentagono hanno dichiarato al New York Times che il Dipartimento della Difesa statunitense ha ordinato l’invio di circa 2 mila paracadutisti dell’82esima Divisione Aviotrasportata in Medio Oriente. Una decisione per fornire al presidente Donald Trump ulteriori opzioni militari, per una possibile un’invasione di terra dell’Iran o dei suoi alleati, mentre al contempo sta portando avanti i negoziati per porre fine alla guerra.
Wsj: le richieste dell'Iran sono «ridicole»
In vista di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti, un funzionario americano ha dichiarato al Wall Street Journal (Wsj) che le richieste dell’Iran per un accordo che ponga fine alla guerra sono «ridicole e irrealistiche». Secondo la fonte, tra le richieste avanzate dalle Guardie Rivoluzionarie c’è la chiusura di tutte le basi americane in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran, un “nuovo regime” di gestione nello Stretto di Hormuz in cui l’Iran potrebbe riscuotere tasse dalle navi che attraversano la strategica via navigabile come fa l’Egitto nel Canale di Suez.
Il regime di Teheran chiederebbe, inoltre, garanzie che la guerra non riprenda in futuro, la rimozione di tutte le sanzioni contro l’Iran e il rifiuto di accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, opponendosi del tutto a qualsiasi negoziato su questa prospettiva.
I Pasdaran lanciano missili contro Israele e basi Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato missili contro Israele e contro basi militari che ospitano forze statunitensi in Kuwait, Giordania e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. In una dichiarazione diffusa dall’emittente statale Irib, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che «obiettivi nel cuore dei territori occupati», ovvero Israele, e basi militari statunitensi nella regione «sono stati colpiti da sistemi missilistici a guida di precisione a propellente liquido e solido e da droni d’attacco».
Droni contro deposito di carburante in Kuwait
L’Autorità Generale dell’Aviazione Civile del Kuwait ha reso noto che diversi droni hanno colpito un serbatoio di carburante all’Aeroporto Internazionale del Kuwait, provocando un incendio nella zona. Il portavoce ufficiale dell’ente, Abdullah Al Rajhi, ha segnalato in un post su X che, secondo i rapporti preliminari, i danni registrati sono unicamente materiali e non sono state segnalate vittime. Le autorità competenti hanno attivato immediatamente i protocolli di emergenza e hanno inviato squadre di vigili del fuoco e altri enti specializzati per controllare le fiamme, mentre continua la presenza delle autorità nella zona dell’incidente. Le circostanze dell’evento restano ancora tutte da chiarire, tuttavia, quello di oggi si aggiunge a una serie di incidenti registrati negli aeroporti e nelle infrastrutture strategiche del Golfo nel contesto dell’escalation legata alla guerra in Iran.
L'Idf bombarda Teheran
L’esercito israeliano ha annunciato nuovi bombardamenti di Teheran, al 26esimo giorno della guerra in Medio Oriente. Dopo aver segnalato, poche ore fa, missili iraniani diretti verso Israele, l’Idf scrive sul suo account Telegram di aver «lanciato una serie di attacchi mirati alle infrastrutture del regime terrorista iraniano a Teheran».
