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Milano città dei single e delle app di incontri: più di 140mila cercano il partner ogni giorno su Tinder e Hinge

29 Marzo 2026 - 21:42 Bruno Gaetani
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L'anagrafe del Comune conferma che più di metà dei nuclei familiari (il 57%) è composto da una sola persona

Milano è abitata sempre più da single. E l’amore, sempre più spesso, si cerca con un’app. Nel capoluogo lombardo, cresce anno dopo anno il numero di persone che vivono da sole. Nel 2025, scrive l’edizione cittadina di Repubblica, i single hanno raggiunto quota 449.223, circa mille in più rispetto all’anno precedente, con un incremento di circa 40mila unità negli ultimi cinque anni. Oggi i nuclei composti da una sola persona rappresentano il 57% delle 780.935 famiglie milanesi.

Sempre più single, calano le famiglie numerose

In altre parole, più della metà dei residenti vive da sola. E il dato diventa ancora più evidente allargando lo sguardo: almeno otto milanesi su dieci abitano da soli o con una sola altra persona. Ad arretrare sono le famiglie numerose: i nuclei da tre componenti sono circa 88 mila, quelli da quattro poco più di 60 mila, mentre quelli oltre i cinque membri si fermano a 21 mila. Anche le famiglie da due persone (159.194) sono in lieve calo e non sempre rappresentano coppie: spesso si tratta di coinquilini, studenti o genitori con un figlio.

Lo swipe come abitudine quotidiana

In questo contesto, l’amore passa sempre più dalle app di incontri. Secondo il report Norton Insights Report: Artificial Intimacy, in Lombardia il 28% delle persone ha utilizzato almeno una dating app e l’11% la usa attivamente. Tradotto su Milano, significa oltre 390mila utenti che hanno provato queste piattaforme e circa 140mila attivi. Ogni giorno si generano centinaia di migliaia di match e una quantità enorme di contatti, che però non sempre si trasformano in incontri reali. Anzi, i dati indicano che nella maggior parte dei casi le conversazioni si interrompono dopo pochi messaggi.

Tinder resta l’app più diffusa

Tra le app di dating, Tinder resta la più diffusa, mentre Badoo punta sulla visibilità dei profili. Bumble introduce una dinamica diversa, lasciando alle donne la prima mossa, e Hinge si propone come spazio orientato a relazioni più serie. Grindr, invece, è da anni un punto di riferimento per la comunità Lgbtq+. A cambiare è anche il modo in cui ci si presenta. Secondo i dati Norton, riportati da Repubblica Milano, il 50% degli utenti ha utilizzato strumenti di AI per migliorare le proprie foto, mentre il 54% si dice disposto a usarla per scrivere un messaggio iniziale. Resta però una forte asimmetria di genere: gli uomini rappresentano circa il 75% degli iscritti, contro il 25% delle donne.

Foto copertina: EPA/Sascha Steinbach

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