Caso Delmastro, la Dda di Roma: «Dietro le 5 Forchette i soldi del clan Senese». E ora l’ex sottosegretario sarà sentito dall’Antimafia

L’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare antimafia ha approvato all’unanimità l’avvio di un ciclo di audizioni riguardanti il caso Delmastro, inserito nel contesto dell’indagine sul clan Senese, già esaminata nell’ambito del filone “Affari di famiglia e Hydra”. La Commissione, come confermato a Open, procederà a richiedere l’audizione della Procura di Roma, delle forze dell’ordine (Polizia e Guardia di finanza), del Dap, dell’Ucis, della scorta coinvolta e dello stesso ex sottosegretario, Andrea Delmastro, nel rispetto dei principi di rigore, trasparenza e tempestività che ne guidano l’azione istituzionale.
Secondo fonti della presidenza, la decisione è stata condivisa pienamente dalla maggioranza, in particolare da Fratelli d’Italia, che ha sottolineato l’esigenza di chiarire come informazioni relative a un’indagine in corso, particolarmente delicata, siano state diffuse alla stampa. Nell’ambito delle proprie attività, la Commissione effettuerà inoltre una missione a Milano il 16 aprile, durante la quale saranno approfonditi anche gli aspetti legati all’indagine “Hydra”. Viene infine ribadito l’impegno a garantire un accertamento completo dei fatti, nel rispetto delle prerogative dell’autorità giudiziaria e della correttezza delle istituzioni.
«Dietro le 5 Forchette i soldi del clan Senese»
Mauro e Miriam Caroccia, indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla società “Le 5 Forchette” di cui è stato azionista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Delmastro, hanno «trasferito e reinvestito» nella società proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. È quanto emerge dagli atti dell’indagine della Dda di Roma in cui si ipotizzano i reati di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Una attività illecita aggravata dal fatto di averla «commessa al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso» facente capo al gruppo dei Senese. Secondo l’impianto accusatorio i due indagati, nel dicembre del 2024, hanno investito nella Srl al fine di «permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche» e «di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni».
