Il lavoro accanto al marito, la 15enne sempre solare. Chi erano Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate dalla ricina

I Di Vita erano una famiglia ben conosciuta a Pietracatella, piccolo centro del Molise, di circa 1200 anime, in provincia di Campobasso. Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte dopo il Natale 2025 in quello che ora si configura come un duplice omicidio, erano stimate e benvolute da tutti. Sara, 15 anni, studiava al liceo classico. La ricordano tutti come una ragazza, gentile, studiosa e solare. Mentre la madre, Antonella Di Ielsi, aveva da poco compiuto 50 anni. Vivevano con il padre e marito, Gianni Di Vita, unico sopravvissuto ai malori. Di Vita, commercialista, è stato sindaco di Pietracatella per due mandati.
Una coppia unita
La moglie Antonella lo aiutava nel suo studio. Una coppia inseparabile. «Erano una famiglia molto unita, educata, ed erano molto rispettati», spiegano alcuni concittadini a Repubblica. I coniugi hanno anche un’altra figlia, sorella di Sara, Alice, di 20 anni, che però quella sera, in cui sarebbero stati tutti avvelenati, non era con loro. La famiglia di Gianni Di Vita aveva un mulino proprio accanto alla casa in cui abitavano, riporta Repubblica e in cui hanno mangiato prima del malore, senza la sorella di 20 anni, la sera del 23 dicembre. La famiglia di Antonella aveva invece un forno in una piazzetta al centro del borgo.
La casa ancora sotto sequestro. Gianni e l’altra figlia rimasta vivono altrove
La morte della 50enne Antonella e della giovanissima Sara ha lasciato sgomenti gli abitanti di Pietracatella. L’abitazione della famiglia, riporta Il Quotidiano del Molise, resta sotto sequestro, mentre Gianni Di Vita e l’altra figlia 19enne vivono da tempo lontano da casa.
