Trump posta il video della distruzione di Isfahan. L’Iran attacca una petroliera in Kuwait – La diretta

Nel 32esimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran le forze israelo-americane hanno distrutto un deposito di munizioni di Teheran a Isfahan. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth il filmato dell’attacco, che mostra una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno. L’attacco è arrivato dopo la notizia che l’Iran aveva colpito una petroliera del Kuwait causando grandi danni. Intanto il prezzo del petrolio schizza in alto e sempre Trump fa sapere che potrebbe concludere la guerra entro le prossime due settimane senza liberare lo Stretto di Hormuz.
Trump pronto a finire la guerra senza riaprire Hormuz
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all’operazione contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite.
Isfahan: gli Usa distruggono un deposito di munizioni
Gli Usa hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan usando un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Un video privo di didascalia, pubblicato su Truth dal presidente Donald Trump e raffigurante una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno, ha immortalato l’attacco, ha precisato il funzionario. Le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l’Iran, durato un mese, concentrandosi prevalentemente su siti volti a degradare le capacità offensive del Paese.
4 feriti a Dubai dopo l'attacco di un drone
Quattro persone sono rimaste ferite a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a causa della caduta di detriti provocata da un’azione della difesa antiaerea. «Le autorità di Dubai sono intervenute per spegnere un incendio in una casa abbandonata ad Al Badaa, provocato da detriti caduti in seguito a un’intercettazione della difesa aerea. Sono stati segnalati quattro feriti lievi tra le persone che si trovavano nelle vicinanze dell’abitazione», ha scritto l’ufficio stampa di Dubai in un comunicato, in cui non si specifica l’origine dei detriti.
— WorldAffairsNow (@worldaffairr) March 31, 2026
Il prezzo del petrolio cresce dopo l'attacco
I prezzi del petrolio hanno avuto un’impennata nelle prime battute delle contrattazioni in Asia, dopo che le autorità di Dubai hanno comunicato di essere impegnate a domare un incendio a bordo di una petroliera kuwaitiana colpita da un drone iraniano. Il Brent è balzato del 2,4% all’apertura dei mercati asiatici di martedì, toccando i 115,49 dollari al barile. Il West Texas Intermediate (Wti), il riferimento per il mercato statunitense, ha guadagnato fino al 3,9%, a quota 106,86 dollari.
L'Iran colpisce una petroliera del Kuwait
Un attacco iraniano ha provocato un incendio su una petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai. Lo riportano i media statali del Kuwait, specificando che non ci sono stati feriti. «La gigantesca petroliera kuwaitiana è stata oggetto di un attacco iraniano diretto e doloso mentre si trovava nell’area di ancoraggio del porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti», ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Kuna, citando fonti della compagnia petrolifera statale del Kuwait.
«La petroliera Al Salmi era a pieno carico al momento dell’incidente. L’attacco ha causato danni materiali allo scafo della nave e un incendio a bordo, e ora c’è il rischio di una fuoriuscita di petrolio nelle acque circostanti», ha scritto ancora l’agenzia Kuna, riportando una comunicazione della Kuwait Petroleum Corporation. Anche l’esercito del Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree stanno rispondendo ad «attacchi ostili con missili e droni».
Con blocco Hormuz sale il traffico nel canale di Panama
La guerra in Medio Oriente ha determinato un aumento del numero di navi che attraversano il Canale di Panama. A seguito degli attacchi statunitensi e israeliani, l’Iran blocca lo stretto di Hormuz, attraverso il quale transita solitamente circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (Gnl) destinato ai mercati mondiali. Questa situazione ha causato uno spostamento di parte del traffico marittimo verso il Canale di Panama. «Avevamo previsto circa 34 transiti (di navi nel canale) al giorno» per quest’anno, ma nelle ultime due settimane «ne abbiamo avuti 38, 39, 40», ha affermato Ilya Espino de Marotta, una responsabile dell’Autorità del Canale di Panama (ACP), in un’intervista al canale Telemetro.
Gli Stati Uniti e la Cina sono di gran lunga i maggiori utenti del Canale di Panama, attraverso il quale transita circa il 5% del commercio marittimo mondiale. «Il Canale di Panama è una via sicura, breve e che, con i prezzi del carburante», offre rendimenti migliori, ha sottolineato la responsabile dell’ACP, l’ente pubblico autonomo panamense che gestisce il canale. Espino de Marotta ha tuttavia avvertito che il passaggio di oltre 40 navi al giorno non è «sostenibile nel lungo periodo».
