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Gravina e la toppa peggio del buco. La frase fa infuriare i social (e non solo): «Il calcio sport professionistico, gli altri dilettantistici» – Il video

01 Aprile 2026 - 19:00 Stefania Carboni
giuseppe gravina dilettantistici
giuseppe gravina dilettantistici
Dallo schermitore Marini alla pugile Testa fino all'oro Paltrinieri: le reazioni degli azzurri nelle altre discipline. «I veri professionisti siamo noi»

Il presidente della Figc Gabriele Gravina, all’indomani della terza eliminazione consecutiva degli azzurri dai mondiali, cerca di spiegare a modo suo perché l’Italia non vince nel calcio ma in tutti gli altri sport. Pronuncia un concetto che fa discutere, non solo sui social, ma anche tra gli altri atleti nazionali.

Gravina e la frase sugli sport dillettantistici

Durante la conferenza stampa post sconfitta, Gravina è stato il primo a prendere la parola. Davanti alla domanda sul fatto che i nostri calciatori non sfondino rispetto ad altri sportivi italiani in altre discipline dichiara: «Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici, e dobbiamo fare dei rapporti su basi di equità. Perché negli sport dilettantistici si possono adottare tutta una serie di scelte che in sport professionistici non si possono attuare. Mi riferisco anche all’utilizzo di tanti giovani all’interno degli under, all’interno dei propri tornei. Per non parlare degli sport di Stato, come lo sci, Arianna Fontana, tutti gli altri sono dipendenti del nostro Stato. Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva, che non spetta solo alla federazione, spetta al mondo della politica italiana che ho visto immediatamente si prodiga e accelera solo per la richiesta di dimissioni, però vorrei chiedere almeno un provvedimento utile che abbiamo chiesto se c’è stata una disponibilità a sostenere una crescita del movimento calcistico italiano e questo è un quesito che anche in sede politica dovremo affrontare». «Siamo ingessati», spiega Gravina. Parla di responsabilità oggettive che si assume ma ci sono riflessioni che «non devono intaccare il grande lavoro e dignità di chi in questi mesi ha profuso energie».

Lo schermidore e medagliato Marini: «Fiero di far parte dei ‘dilettantistici’»

La divisione fra professionismo e chi ha portato medaglie alle Olimpiadi fa discutere. Non solo in rete ma tra gli addetti del settore. Lo schermidore azzurro Tommaso Marini, argento olimpico a Parigi nel fioretto a squadre ha commentato: «Ci tengo solo a dire che sono fiero di far parte dei ‘dilettantistici’ che soffrono e danno l’anima per conquistare medaglie con la maglietta azzurra pur non ricevendo milioni in cambio». «Vi garantisco che le ore di allenamento sono le stesse se non di più – ha aggiunto -. E sono fiero di essere un atleta dello Stato, perché senza quest’ultimo molti giovani sognatori dilettantistici non avrebbero potuto vivere di sport. Detto questo sempre Forza Italia».

La pugile Irma Testa: «I veri professionisti siamo noi»

Irma Testa è la prima donna pugile italiana ad aver vinto una medaglia olimpica (bronzo a Tokyo 2020) e in una story su Instagram ha postato il video del presidente Gravina, scrivendo: «I veri professionisti siamo noi, gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando i giocatori milionari fare brutte figure». «Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate, nonostante questo quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un’intera Nazione che comunque non mi chiede niente perche’ impegnata a guardare il calcio… Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno», ah aggiunto. A condividere il post della Testa è stata Federica Pellegrini, la ‘Divina’ del nuoto. Mentre Gregorio Paltrinieri, oro olimpico dei 1500 stile libero a Rio 2016, ha affermato: «Dispiace vedere quello che dice Gravina, ho visto spezzoni, io quando perdo penso a me stesso e faccio un’analisi di quello che sbaglio io e che faccio io, senza buttare in mezzo altri, secondo me è un’arma a doppio taglio, ti va poi contro. Il senso della discussione è cercare di trovare un modo per far migliorare il calcio italiano». E infine l’olimpionico dello short track Pietro Sighel: «Se può aiutare qualche calciatore, mi metto a disposizione per fare cambio».

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