Ultime notizie Crisi Usa - IranDonald TrumpGuido CrosettoMondiali 2026
ATTUALITÀBambiniImmigrazioneLampedusaSicilia

Naufragio a Lampedusa, 19 migranti morti per «ipotermia»: cinque in condizioni critiche. Un’altra tragedia nel Mar Egeo

01 Aprile 2026 - 16:42 Alessandra Mancini
migranti-morti-mar-mediterraneo
migranti-morti-mar-mediterraneo
Il secondo naufragio è avvenuto lungo il fiume Sava, al confine tra Bosnia e Croazia: decine di migranti risultano ancora dispersi

Respira a fatica e trema per il freddo, ma continua a chiedere del bambino che ha accudito durante la traversata. Tra i migranti soccorsi al largo di Lampedusa, una giovane donna è ricoverata per ipotermia e intossicazione da fumi di idrocarburi. Non distoglie lo sguardo dal piccolo, di circa un anno, salvato insieme a lei e portato sull’isola. Secondo il suo racconto, la madre del bambino non ce l’ha fatta. Sarebbe tra i 19 corpi senza vita sbarcati a molo Favarolo. È una giornata drammatica lungo le rotte migratorie: altri diciannove morti si registrano nel Mar Egeo e resta incerto il numero dei dispersi nell’ennesimo naufragio lungo il fiume Sava, al confine tra Bosnia e Croazia. 

Il naufragio a Lampedusa

Il soccorso al largo dell’isola siciliana è avvenuto nella notte, intorno alle 3, quando una motovedetta della Guardia costiera ha intercettato un barcone in grave difficoltà a circa 85 miglia dalla costa, in area Sar libica. A bordo, persone ancora in vita e diversi cadaveri. Tutti sono stati trasbordati, ma durante il trasferimento verso l’isola altre persone – tra cui diverse donne – hanno perso la vita. Secondo le prime informazioni, a causare i decessi sarebbe stata l’ipotermia, aggravata dal peggioramento delle condizioni meteo. L’arrivo a molo Favarolo, poco dopo le 13, ha dato avvio alla macchina dei soccorsi. I corpi saranno trasferiti nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, mentre i sopravvissuti sono stati assistiti sul posto.

Cinque migranti, tra cui un bambino, sono in condizioni gravi e ricoverati al presidio sanitario locale. Secondo una prima ricostruzione, il gruppo sarebbe partito dalla Libia due giorni fa, quando il mare era ancora calmo. Il repentino peggioramento del tempo avrebbe trasformato la traversata in una trappola mortale. Sul molo è arrivato anche il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che ha parlato di «scene di pietà». «Un conto è vedere questo strazio, un altro è raccontarlo». I 58 sopravvissuti, dopo un primo controllo sanitario, sono stati trasferiti all’hotspot di Contrada Imbriacola, mentre proseguono le indagini per ricostruire con precisione l’accaduto.

L’altra tragedia nell’Egeo

Un secondo naufragio è avvenuto nel Mar Egeo, dove un gommone si è capovolto al largo di Bodrum mentre cercava di sfuggire a un inseguimento della Guardia costiera. Il bilancio, ancora provvisorio, è di 19 vittime, tra cui un neonato. A bordo viaggiava un gruppo di rifugiati afghani partiti dalla Turchia, Paese che negli ultimi giorni sta registrando un aumento degli arrivi dall’Iran. Secondo le prime ricostruzioni, le persone a bordo erano molte di più e si teme che il numero dei morti possa aumentare. Uno scenario simile potrebbe essersi verificato anche lungo la rotta balcanica, tra Croazia e Bosnia, dove decine di migranti provenienti da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh risultano dispersi dopo aver tentato di attraversare il fiume Sava, nei pressi di Babina Greda, a circa 240 chilometri da Zagabria. Alcuni sarebbero rimasti intrappolati nelle paludi della zona. Trenta persone sono state tratte in salvo, ma otto di loro sono ricoverate in gravi condizioni per ipotermia, mentre di molti altri si sono perse le tracce.

Nel 2025, oltre 12.500 migranti diretti in Europa hanno percorso la rotta balcanica, secondo i dati dell’agenzia europea per le frontiere Frontex. Dal 2014, oltre 400 persone risultano morte o disperse lungo questa rotta, secondo l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni dell’Onu. Una serie di tragedie che conferma, ancora una volta, quanto siano sempre più rischiose le rotte migratorie e il costo umano altissimo sostenuto da chi cerca di raggiungere l’Europa in cerca di salvezza.

Foto copertina: ANSA/ELIO DESIDERIO | Lo sbarco delle salme a Lampedusa, dopo che la Guardia costiera ha soccorso una barca con cinque migranti in condizioni critiche e diciotto morti, 1 aprile 2026

leggi anche