Ladri di auto sì, ma con le ferie e lo stipendio. Il welfare della banda di Cerignola: la concorrenza sui weekend liberi e le offerte di lavoro

Duecento euro al giorno di paga, riposo garantito nel weekend e ferie estive concordate in anticipo. Come in un comune annuncio di lavoro su Linkedin, così si sviluppava il modello organizzativo di una banda di ladri d’auto attiva tra Cerignola e Barletta e smantellata dalla procura di Trani nell’ambito dell’operazione Stolen III. Un’associazione a delinquere strutturata come una vera impresa, con gerarchie interne, separazione dei ruoli e persino una logica di carriera: chi non era soddisfatto dello stipendio poteva trasferirsi presso altre organizzazioni criminali in cerca di compensi migliori.
Gli arresti nella zona dei «cimiteri di auto»
Le indagini, condotte dagli agenti della squadra mobile della questura di Andria con il supporto della polizia locale di Barletta, hanno portato all’esecuzione di quindici misure cautelari: dodici degli indagati sono finiti in carcere, altri tre agli arresti domiciliari. Il gruppo operava su diversi comuni del nord barese, tra cui Barletta e Trinitapoli, dove gli investigatori hanno individuato quelli che definiscono «cimiteri di auto» nelle campagne della zona, scoperti monitorando un’Audi Q3 utilizzata dalla banda tramite i sistemi di lettura delle targhe.
Come funzionava la banda
L’organizzazione era divisa in ruoli precisi. C’era chi si occupava dei furti sul campo, chi gestiva i garage e i capannoni sparsi nel territorio dove le vetture rubate venivano portate, e infine gli specialisti del disassemblaggio, chiamati internamente «terminator», capaci di smontare un’auto in tempi rapidissimi per piazzare i pezzi nel mercato illegale, sia in Italia che all’estero. Il meccanismo era ormai ampiamente rodato: l’Audi Q3 agganciava le auto bersaglio con un cavo, le trascinava nei depositi e in giornata erano già smontate e impacchettate. Secondo il capo della Mobile di Andria, Gianluca Gentiluomo, il gruppo riusciva a colpire anche sette o otto vetture per notte, per un giro d’affari che definisce «milionario».
