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Il Fatto, Claudia Conte e la lettera anonima alla moglie del politico Pd: «Un’attricetta di paese, si fa aiutare dai vecchi»

claudia conte lettera anonima deputato pd renzo lusetti
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Il politico aveva aperto una srl con la giornalista. Poi ne è uscito dopo la missiva. Piantedosi è sicuro: «Non farò la fine di Sangiuliano»

Nelle more della vicenda di Claudia Conte, che ha rivelato di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, c’è anche una storia che riguarda un ex deputato del Partito Democratico. La racconta oggi Il Fatto: Renzo Lusetti nel luglio 2021 ha aperto con la giornalista una società di eventi chiamata Shallow Srl. Poi ne è uscito dopo pochi mesi. A causa di una lettera anonima arrivata alla moglie del politico, che ha anche lui due figlie come Piantedosi. La missiva indicava in Conte l’amante del marito. E la definiva così: «È un’attricetta di paese… non è riuscita a sfondare e ora per farlo si fa aiutare da uomini vecchi…».

La storia di Claudia Conte e della srl con l’ex deputato Pd

Lusetti ha confermato la storia al Fatto Quotidiano, compresa la lettera anonima. Ma ha negato di aver avuto relazioni sentimentali con la 32enne. Nato a Castelnuovo di Sotto nel 1958, è stato deputato per cinque legislature dal 1987 al 2013. Esponente della Margherita e poi del Pd (eletto nel 2008), ha aderito all’UdC nel 2010 per poi tornare al PD nel 2015. Ha ricoperto il ruolo di segretario di presidenza alla Camera.

Anche Conte ha negato in un’occasione molto specifica: nell’aula di un tribunale. L’occasione è la denuncia per stalking nei confronti dell’allora fidanzato, il calciatore Angelo Paradiso, che verrà assolto nel dicembre 2023. A luglio, durante il processo, il giudice Lorenzo Ferri chiede alla donna: «Che lavoro fa?». Lei replica: «Conduttrice di iniziative…». Il pm insiste: «In concreto cosa faceva?». «Sempre il mondo della cultura», è la risposta. «Non è difficile. Che lavoro faceva nel 2020 e 2021?», insiste il Pm.

«Non farò la fine di Sangiuliano»

Nel frattempo il ministro Piantedosi resiste. «Nessuna variazione in agenda né oggi né nei prossimi giorni», dice il Viminale di buon mattino mentre dalla rassegna stampa del ministero dell’Interno, fa sapere Repubblica, non c’è traccia della vicenda. «Non finirò come Sangiuliano», avrebbe avvertito chi gli chiedeva se volesse dimettersi. Secondo il quotidiano Giorgia Meloni sapeva della nuova grana in arrivo «un giorno prima». Sulla trasmissione Rai che Conte conduce su Radio 1 e ha ottenuto quando direttore era Francesco Pionati, c’è una curiosa circostanza: il giornalista è stato compagno di scuola di Piantedosi ad Avellino, anche se il ministro è nato a Napoli.

Il messaggio del Viminale

«Mai favoritismi, incarichi, favori o interessamenti nei confronti di nessuno e chi ha sostenuto e sostiene il contrario ne risponderà nelle sedi competenti», fa sapere informalmente il ministro. Che evidentemente non teme sorprese in stile Maria Rosaria Boccia: niente chat, mail con documenti e lettere di incarico come quelle che hanno portato all’addio di Sangiuliano. In ogni caso Piantedosi non risulta separato dalla moglie Paola Berardino, prefetta di Grosseto. Il ministro non crede nemmeno a complotti della maggioranza dietro le rivelazioni: a dimostrarlo è la solidarietà ricevuta dall’intero centrodestra dopo le rivelazioni di Conte.