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Gianmarco Mazzi, la mossa della premier. Il «fedelissimo» al Turismo per serrare i ranghi

03 Aprile 2026 - 14:20 Luca Graziani
mazzi meloni
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I dubbi, la carta Caramanna e l’idea di aspettare l’informativa in Aula dopo Pasqua. Poi il caso Piantedosi e l’accelerazione per chiudere la casella

A una settimana dalle dimissioni dell’ormai ex titolare del Turismo Daniela Santanchè, un nuovo ministro giura al Colle. È Gianmarco Mazzi, attuale sottosegretario alla Cultura, definito in ambienti FdI un «fedelissimo della premier». L’annuncio arriva in mattinata ed è una sorpresa, perché in questi giorni le quotazioni di Gianluca Caramanna, nome che in FdI è un’autorità sulla materia, restavano alte. Nel partito era il più papabile secondo molti e l’idea che circolava era quella di attendere per la nomina l’informativa in Aula della premier, giovedì 9. Caramanna è considerato, però, più vicino a La Russa di quanto non sia alla premier, ma è comunque un profilo affidabile per il partito.

Qualcosa sarebbe cambiato, nei tempi e nella scelta del profilo, dopo il caso Piantedosi e le rivelazioni della giornalista pubblicista Claudia Conte su una sua relazione con il numero uno del Viminale, nuova tegola sull’esecutivo. Un cambio di scenario che avrebbe spinto Meloni a serrare rapidamente i ranghi, raccontano, puntando su una figura a lei molto vicina.

Perché Mazzi

Dopo il fiasco del referendum sulla Giustizia, Via della Scrofa aveva scelto di prendersi del tempo per individuare il profilo adatto a riempire la casella lasciata vuota dall’addio forzato della ‘Santa’. La ministra era stata costretta alle dimissioni in un repulisti generale voluto dalla premier, che aveva investito anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

Il ritardo nella sostituzione, come ammettevano ad Open fonti parlamentari di Fratelli d’Italia, era da ricondurre alla difficoltà di individuare tra le fila del partito deputati e senatori adatti al ruolo. Si cercava un profilo ‘politico’ e alla fine è stato individuato, ma in una figura che apparentemente con il turismo ha poco a che fare. Il ritardo nella sostituzione, dicono ad Open fonti parlamentari di Fratelli d’Italia, sarebbe stata dovuta alla difficoltà di scegliere qualcuno che, oltre ad essere del settore, fosse molto vicino a Meloni e di sua totale fiducia.

Nonostante non risulti un passato di militanza tra le fila del Fronte della Gioventù, mentre sarebbe stato iscritto alle giovanili universitarie, chi lo conosce da vicino descrive Mazzi come un uomo «di destra fino al midollo» e soprattutto «fidato». «Simpatico, dagli infiniti aneddoti», al Mic si era dato come missione «cercare di abbattere il sistema culturale della sinistra». «Ma ora che ci fa al Turismo?», sorride qualcuno. Visto il lungo curriculum del sottosegretario in ambito culturale, che lo ha visto anche alla direzione artistica di Sanremo, la domanda sorge spontanea. Una scelta che in queste ore e in questa fase di assedio, sembra spiegarsi soprattutto con la volontà della premier di trincerarsi nel suo cerchio magico e archiviare il prima possibile le voci di un possibile rimpasto o ‘rimpastino’, che negli ultimi giorni hanno tirato in ballo anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso.

Le altre deleghe

Sono state ridistribuite, infatti, anche le deleghe lasciate da Delmastro, ora divise tra gli altri sottosegretari alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto di Forza Italia e Andrea Ostellari della Lega, seppur non tramonta l’ipotesi di un coinvolgimento in via Arenula della deputata di FdI Sara Kelany. Sul fronte Viminale intanto, i Fratelli passano al setaccio ogni elemento legato al caso Conte ed “escludono”, fatto salvo l’emergere di fatti gravi, passi indietro da parte di Piantedosi. Con Mazzi al Turismo, dunque, la squadra di governo prova a ricomporsi per mettere un punto alle fibrillazione.

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