Smart working, scattano le nuove sanzioni per le aziende: cosa rischia chi non informa i dipendenti sui rischi del lavoro da casa

Cambiano le regole sul lavoro agile. Domani, martedì 7 aprile, entra in vigore una norma che introduce sanzioni per i datori di lavoro che non forniscono l’informativa sulla sicurezza ai dipendenti in smart working. In realtà, spiega un articolo del Corriere, l’obbligo è stato introdotto quasi dieci anni. In particolare, con l’articolo 22 delle legge 81 del 2017. In base a quel provvedimento, l’azienda è obbligata a consegnare un’informativa scritta sui rischi connessi alla prestazione lavorativa svolta fuori dai locali aziendali. Ma è solo dalle prossime ore che scatteranno le sanzioni per chi non rispetta questo obbligo.
Cosa rischiano i datori di lavoro
Da martedì 7 aprile, i datori di lavoro che non trasmetteranno l’informativa ai lavoratori in modalità agile e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) potranno incorrere in guai molto seri, con pene che vanno da due a quattro mesi di arresto, oltre a sanzioni amministrative fino a quasi 7.500 euro.
Cosa c’è scritto nell’informativa
L’informativa non deve essere un documento formale e scritto in burocratese. Anzi, l’esatto contrario: dev’essere un insieme di indicazioni sui rischi generali e specifici connessi al lavoro agile, con particolare attenzione all’utilizzo dei videoterminali e a tutti i possibili effetti correlati, a partire dall’affaticamento visivo e dai problemi posturali. L’informativa, inoltre, deve essere fornita ai lavoratori almeno una volta all’anno, così da restare aderente alle modalità concrete di svolgimento dell’attività.
Foto copertina: Dreamstime/Worawee Meepian
