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Nasce la banca dati sui medici specialisti: ecco a cosa servirà

08 Aprile 2026 - 16:59 Olga Colombano
È stata realizzata una nuova banca dati nazionale che raccoglie informazioni dettagliate sui medici specialisti in Italia, suddivisi per singola specializzazione

È nata una nuova banca dati nazionale che raccoglie informazioni sui medici specialisti in Italia, organizzate per singola specializzazione. Il progetto è frutto della collaborazione tra il Ministero della Salute, l’Istituto Nazionale di Statistica e il Co.Ge.A.P.S. e rappresenta un importante passo avanti nel miglioramento dell’informazione statistica sull’offerta di professionisti sanitari. La banca dati consente un’analisi approfondita non solo del numero complessivo degli specialisti, ma anche della loro distribuzione per età, genere e area geografica di esercizio. Si tratta di informazioni fondamentali per la pianificazione sanitaria e per stimare il fabbisogno futuro di professionisti in base alle esigenze reali del sistema.

I principali risultati 2023-2024

Nel 2024 i medici specialisti attivi in Italia, tra pubblico e privato, sono quasi 217 mila, pari a 368 ogni 100.000 abitanti, con quasi la metà (46,3%) rappresentata da donne. La distribuzione per area evidenzia una prevalenza dell’ambito medico, seguito da quello dei servizi e da quello chirurgico. Le specializzazioni più diffuse si concentrano nelle malattie cardiovascolari e nella medicina interna, nell’anestesia e rianimazione e nella radiodiagnostica, oltre che nella ginecologia e ostetricia e nella chirurgia generale, delineando con chiarezza le aree a maggiore concentrazione di professionisti.

Età, genere e prospettive

Accanto alla distribuzione per discipline, i dati mettono in luce differenze significative nella struttura anagrafica. Gli uomini presentano un’età media più elevata e una forte concentrazione nelle fasce oltre i 60 anni, mentre le donne risultano mediamente più giovani e meno presenti tra gli specialisti più anziani. Anche tra le singole specializzazioni emergono variazioni rilevanti, con ambiti caratterizzati da età medie più alte e altri da una presenza più giovane. In questo contesto, la banca dati si conferma uno strumento strategico per comprendere l’evoluzione della professione medica e supportare scelte mirate in termini di formazione, ricambio generazionale e organizzazione del sistema sanitario.

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