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Il processo alla docente di Castellammare accusata di aver violentato i suoi alunni

10 Aprile 2026 - 09:33 Alba Romano
castellammare prof molesta alunni
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La prof di sostegno è stata rinviata a giudizio con accuse che riguardano comportamenti a sfondo sessuale nei confronti di alcuni studenti

«Mio figlio mi ha raccontato tutto quello che accadeva quando era a scuola e quando aveva il cellulare tra le mani. Chat, video pornografici e racconti intimi che ci hanno aperto le porte dell’inferno». A parlare è la madre di una delle vittime delle violenze sessuali nella saletta della scuola di Scanzano a Castellammare. Il Mattino ricorda che una docente di sostegno è stata rinviata a giudizio con accuse che riguardano comportamenti a sfondo sessuale nei confronti di alcuni studenti.

L’aggressione all’insegnante

Ieri nell’aula Giancarlo Siani del tribunale di Torre Annunziata si è parlato dei sette bambini che frequentavano quella stanza. Lì si sarebbero verificati chat, conversazioni esplicite, visione di video pornografici e comportamenti descritti come apertamente sessuali. Episodi che scatenarono l’aggressione di un gruppo di 11 genitori ai danni dell’insegnante. Gli 11 affrontranno un processo per lesioni aggravate in concorso, minacce, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, tra l’altro commessi ai danni di un pubblico ufficiale e in presenza di minori. La docente di sostegno invece sarà processata per violenza sessuale.

Le testimonianze

Le testimonianze dei ragazzini hanno descritto le prime discussioni sull’educazione sessuale e poi i contenuti sempre più espliciti. In uno dei video mostrati, secondo quanto dichiarato in aula, comparirebbe anche la stessa insegnante. La «saletta», però, non sarebbe rimasta confinata all’interno dell’istituto. I racconti resi ieri al pm Bianca Maria Colangelo e ascoltati dal collegio presieduto dal giudice Mariarosaria Salzano, parlano anche di una prosecuzione sui social, in particolare su Instagram, dove sarebbe stata creata una chat tra la professoressa e i ragazzi.

Gli audio

Sono stati ascoltati anche alcuni audio attribuiti alla docente e inviati agli alunni. ra le testimonianze più forti, quella di una madre il cui figlio oggi ha 13 anni. Il ragazzo era seguito proprio dalla docente di sostegno. Affetto da problematiche fisiche ma con capacità cognitive nella norma, necessitava di un supporto costante anche sul piano didattico. È dopo un episodio avvenuto a scuola che il ragazzo si apre con la madre: «Ci ha fatto vedere cose “zozze” nella saletta».

La difesa

L’insegnante era presente in Aula ed è difesa dall’avvocato Francesco Cappiello. Secondo la sua tesi la donna è stata diffamata perché aveva scoperto due ragazzini che fumavano una sigaretta elettronica e che poi sono stati sospesi.