Si spezza il braccio della gru, morti due operai dopo un volo di dieci metri: «Lavoravano in nero». La tragedia a Palermo

Erano sul cestello di una gru impegnata in lavori sotto un balcone al nono piano di un edificio a Palermo, quando il secondo braccio del mezzo si è spezzato. I due operai, Daniluc Tiberi Un Mihai, romeno di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41, sono precipitati da un’altezza di decine di metri, morendo sul colpo. Durante la caduta, il cestello e il braccio della gru hanno sfondato la tettoia del rivenditore di pneumatici “Gammicchia”, ferendo un dipendente di 35 anni. I due lavoratori – stando alle prime indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro – sarebbero stati impiegati in nero, senza contratto, secondo quanto riferito anche dai familiari, e non risulterebbero iscritti agli enti previdenziali di settore.
L’indagine per «omicidio colposo»
La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Tra gli indagati figurano il titolare della ditta Edil Tech, per cui lavoravano gli operai, e il proprietario dell’appartamento interessato dai lavori. Si tratta di un atto dovuto che consentirà ai soggetti coinvolti di nominare consulenti in vista dell’autopsia, prevista per lunedì 13 aprile. Nel frattempo, proseguono le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Gli inquirenti stanno verificando anche lo stato di manutenzione della gru, l’eventuale utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e il possesso delle abilitazioni necessarie per lavori in quota. Verranno ascoltati, oltre ai familiari delle vittime, anche l’operatore della gru, il direttore dei lavori, il responsabile della sicurezza e i titolari delle imprese coinvolte.
Le testimonianze
I residenti, che hanno assistito alla tragedia, sono sotto ancora shock. Una donna ha racconta all’Ansa di aver udito «un boato, come se fosse crollato un palazzo». Gli operai lavoravano sul posto da circa due settimane e, secondo alcuni abitanti, le condizioni di lavoro in quota erano fonte di preoccupazione. Un altro residente ha riferito che la gru era impegnata sui balconi dell’edificio e che la caduta del cestello sulla tettoia del gommista avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi.
Sulla vicenda sono intervenuti Cgil, Cisl, Uil e l’Usb, che ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore a Palermo e provincia. Le organizzazioni sindacali chiedono maggiori controlli su sicurezza, formazione, tutele contrattuali e rispetto delle normative sul lavoro. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalle istituzioni locali, mentre il sindaco Roberto Lagalla ha sottolineato come non sia più accettabile morire sul posto di lavoro.
Foto copertina: ANSA/Ignazio Marchese | Il luogo dove è avvenuto l’incidente a Palermo, 10 aprile 2026
