Insulta e minaccia la moglie ma viene assolto: la sentenza shock a Taranto. «È successo solo una volta»

È destinata a far discutere la sentenza con cui un uomo di 50 anni, sottufficiale della Marina, è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. La decisione del tribunale di Taranto, spiega il Corriere di Bari, è arrivata dopo che la persona offesa, ossia la moglie del 50enne, ha ridimensionato le accuse iniziali. I fatti contestati risalgono al 26 marzo 2024. Quella sera, l’uomo avrebbe iniziato a offendere e minacciare la moglie: «Non vali a niente, sei un’infame, ti faccio scoppiare, devi fare una brutta fine». Il 50enne, inoltre, avrebbe strattonato la moglie e le avrebbe sputato addosso.
Le accuse e la denuncia
Secondo la denuncia presentata il giorno successivo, la lite sarebbe scoppiata dopo un rimprovero alle figlie di sei e otto anni. La moglie, intervenuta in loro difesa, sarebbe stata insultata e minacciata. Sempre stando al primo racconto, l’uomo l’avrebbe anche strattonata e le avrebbe sputato addosso. A quel punto, la donna si sarebbe spaventata e avrebbe chiamato il fratello, a sua volta insultato dal 50enne. Solo l’arrivo dei carabinieri interruppe la situazione e contribuì a riportare la calma.
Il divieto di avvicinamento
Nella querela, la donna parlò di altri comportamenti analoghi avvenuti negli anni. Spesso dovuti, secondo la sua versione, all’uso di alcol e sostanze stupefacenti da parte del marito. Quella sera, sempre secondo quanto riferito, l’uomo – che già da tempo viveva con la moglie ma da separati in casa – avrebbe bevuto elevate quantità di alcolici. In una prima fase, per lui fu disposto il divieto di avvicinamento nei confronti della moglie, mentre il procedimento penale venne avviato per maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza delle minori.
La nuova versione in aula e l’assoluzione
Nel corso del processo, però, la donna ha ridimensionato il contenuto della denuncia, sostenendo di aver avuto paura solo in quell’occasione e che in passato ci sarebbero stati esclusivamente insulti, mai percosse o minacce. L’accusa, dunque, è stata riqualificata in minacce gravi, con la procura che ha comunque chiesto la condanna. Dopo la camera di consiglio, invece, i giudici hanno assolto il militare con la formula piena. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.
