Mark Zuckerberg si clona: i dipendenti di Meta potranno parlare con la versione AI del loro capo

Continua la corsa di Meta verso l’AI: la compagnia starebbe lavorando allo sviluppo di una nuova funzionalità al servizio del suo staff: una versione AI del suo presidente e amministratore delegato, Mark Zuckerberg, da interpellare in tempo reale in caso di bisogno di assistenza. Secondo il Financial Times, Zuckerberg sarebbe sempre più attivo nella supervisione dell’impegno di Meta nel campo dell’intelligenza artificiale, oltre a quello per lo sviluppo funzionalità di AI Character.
Meta VS OpenAI e Google
Fonti vicine a Zuckerberg riferiscono che il fondatore di Facebook stia riservando sempre più tempo della sua agenda a implementare progetti di AI in azienda, dedicando loro dalle cinque alle dieci ore alla settimana, nonché alla partecipazione a revisioni tecniche. Al centro della sua attenzione ci sarebbe un personaggio 3D fotorealistico basato sull’IA del tutto a lui somigliante. Il modello verrà messo a disposizione dei dipendenti Meta, e dovrebbe interloquire con loro replicando in tutto e per tutto le conversazioni che avrebbero se stessero parlando direttamente con Zuckerberg. Sono state a tal proposito analizzate tutte le sue dichiarazioni pubbliche, oltre alle sue recenti riflessioni sulle strategie aziendali, per rendere il modello più verosimile e coerente possibile. Così la voce, il modo di parlare ma anche di argomentare del proprietario del gruppo da 1,6 trilioni di dollari sono oggetto di studio per poter inserire queste features nel personaggio 3D.
L’assisente AI Mark Zuckerberg
Nel mirino di Meta ci sarebbero grandi competitor, del calibro di OpenAI e Google, e l’obiettivo sarebbe quello di raggiungerli o, meglio, di superarli con un maggiore e diverso sviluppo della superintelligenza personale. Zuckerberg aveva infatti dichiarato: «La superintelligenza personale ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi, a creare ciò che desideriamo vedere nel mondo, a vivere qualsiasi avventura, a essere amici migliori per le persone a cui teniamo e a crescere fino a diventare la persona che aspiriamo a essere». Aveva poi specificato come il suo progetto di distinguesse da quelli promossi da OpenAI e Google «che ritengono che la superintelligenza debba essere indirizzata centralmente verso l’automazione di tutto il lavoro di valore», quando Meta punta invece su un suo impiego personalizzato da parte dall’utente per sostenere le sue aspirazioni individuali.
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Chatbot basati sull’AI
Era il 2023 quando Meta si lanciava nello sviluppo di una serie di chatbot basati sull’AI che mostravano diverse personalità ispirate a celebrità come Snoop Dogg, dopo il recente successo nel campo registrato dalla compagnia Character AI, diffusa soprattutto tra i giovani. Aveva quindi lanciato il progetto
AI Studio, che permetteva agli utenti di creare personaggi AI e permetteva a creator di sviluppare delle sorta di avatar AI di loro stessi che comunicassero con il loro fan. Il progetto aveva, però, presto mostrato delle criticità, a causa del suo impiego per creare “personaggi sessuali” e i discussi possibili rischi di un loro impiego da parte di bambini. Da gennaio 2026, Meta aveva quindi scelto di limitare l’accesso alla funzionalità per gli adolescenti.
Le nuove sfide di Meta
Per quanto determinati nel loro intento, gli sviluppatori AI di Meta continuano ad affrontare sfide: anzitutto, la nuova funzionalità richiederebbe un’elevata potenza di calcolo per ottenere realismo ed evitare ritardi nelle interazioni con gli utenti. Buona parte degli sforzi verrebbe poi riservata nell’implementare leinterazioni vocali con i personaggi, attraverso le tecnologie delle aziende recentemente acquisite dalla holding e specializzate nella tecnologia vocale: PlayAI e WaveForms. Un’ulteriore sfida sarebbe quella rimessa ai singoli dipendenti Meta: a loro sarebbe stato richiesto di utilizzare strumenti agentici dal software open-source OpenClaw per progettare i propri agenti per automatizzare le attività. Come è facile immaginare, però, molti di loro temono che questo possa essere solo il primo passo verso una loro sostituzione da parte dell’AI che porterà a tagli di posti di lavoro.
