Anche Vance contro il Papa: «Si attenga a questioni morali». Da Xi piano di pace nel Golfo in 4 punti. Una petroliera cinese rompe il blocco a Hormuz – La diretta

Nel 45esimo giorno della guerra del golfo tra Usa, Israele e Iran una petroliera cinese ha attraversato lo stretto di Hormuz nonostante il blocco degli Stati Uniti. Intanto Donald Trump ha rifiutato la proposta di sospendere il programma nucleare iraniano per cinque anni, e il vicepresidente JD Vance ha detto che la palla delle trattative adesso è nel campo dell’Iran. Le Borse in Asia hanno aperto in territorio positivo, i future a New York sono poco mossi.
Xi Jinping propone piano di pace in 4 punti per il Medio Oriente
A margine di un incontro a Pechino con Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, il presidente cinese Xi Jinping ha illustrato una proposta articolata in quattro punti per favorire pace e stabilità in Medio Oriente. Secondo quanto riporta l’agenzia Xinhua, il piano poggia su altrettanti principi: coesistenza pacifica, rispetto della sovranità nazionale, adesione al diritto internazionale e coordinamento tra sviluppo e sicurezza.
Medio Oriente, Xi Jinping: «La sovranità dei paesi del Golfo va rispettata»
Il presidente cinese ha poi dichiarato che «la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dei Paesi del Golfo in Medio Oriente dovrebbero essere sinceramente rispettate», un passaggio che suona come un messaggio rivolto tanto ai partner regionali quanto agli attori globali che operano nell’area.
Pakistan si propone per ospitare secondo round di negoziati Usa-Iran
«Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco»: lo scrive l’agenzia Ap sul suo sito citando due funzionari pachistani. I funzionari, hanno aggiunto che la proposta dipenderà dalla richiesta, da parte delle parti, di una sede diversa. Uno dei funzionari ha sostenuto che, «pur essendosi conclusi senza un accordo, i primi colloqui si sono inseriti in un processo diplomatico in corso, piuttosto che essere un’iniziativa isolata».
Wall Street: future poco mossi
I future a Wall Street viaggiano poco mossi dopo una sessione positiva, con gli investitori che hanno ignorato le crescenti tensioni in Medio Oriente per concentrarsi sui prossimi utili bancari.
I future S&P 500 avanzano dello 0,2%, quelli sul Nasdaq salgono dello 0,19% e i future Dow Jones segnano un +0,02%.
Una petroliera cinese attraversa lo stretto di Hormuz
La petroliera Rich Starry, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l’attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. E’ quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic.
La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall’ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell’Oman.
Trump ha bocciato la proposta iraniana di sospendere per 5 anni il programma nucleare
L’Iran, in una risposta formale inviata lunedì, hanno offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell’uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l’offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull’opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo.
Lo stesso funzionario americano ha aggiunto che gli Usa hanno chiesto anche a Teheran di rimuovere dal Paese l’uranio altamente arricchito. Gli iraniani, tuttavia, hanno insistito perché il materiale fissile resti nel Paese, ma hanno offerto, in compenso, di diluirlo in modo significativo in modo da non poter essere usato per la produzione di un’arma nucleare.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito lunedì all’omologo francese, Jean-Noel Barrot, che le richieste di Washington – definite eccessive e in continuo mutamento – hanno ostacolato il raggiungimento di un accordo nella tornata di colloqui in Pakistan, secondo i media statali iraniani. Tuttavia, Araghchi ha affermato che vi sono stati «progressi su molte delle questioni discusse», un commento non dissimile da quello rilasciato dal vicepresidente americano JD
Vance in un’intervista a Fox News.
Vance al Papa: «Si attenga a questioni morali»
Dopo l’attacco durissimo di Donald Trump contro papa Leone XIV e la risposta dal potenfice, tocca al vicepresidente Usa aggiungersi allo scontro. JD Vance, cattolico convertito nel 2019, ha criticato Prevost per le sue dichiarazioni di contrarietà sulla guerra in Iran. Senza dimenticare le posizioni del Papa sulle politiche di repressione dell’immigrazione da parte della Casa Bianca. Così Vance spiega al pontefice cosa dovrebbe fare. Secondo lui, il Vaticano dovrebbe «attenersi alle sole questioni morali».
Vance: tocca all'Iran
«La palla è davvero nel loro campo». Il vicepresidente Usa, JD Vance, parlando a Fox News sul mancato accordo con l’Iran nei negoziati avuti a Islamabad, ha affermato che malgrado gli Usa avessero definito le proprie linee rosse per un «grande accordo», alla delegazione iraniana mancava l’autorità di finalizzare i termini senza l’approvazione di Teheran. «L’unica cosa che gli iraniani sono riusciti a fare – non ci hanno certo sconfitti militarmente e le loro forze armate sono state decimate – è stata quella di non riuscire a prevalere sul piano delle armi da guerra. Ciò che hanno fatto, invece, è stato compiere questo atto di terrorismo economico contro il mondo intero», ha accusato Vance parlando al programma ‘Special Report with Bret Baier’ di Fox News.
Il vicepresidente ha ammesso che i prezzi dell’energia, “dolorosi” nel contesto della guerra in Iran, non dureranno per sempre: «Sappiamo che il popolo americano sta soffrendo; ecco perché stiamo negoziando con tanta determinazione nel tentativo di fare scendere i prezzi. Continueremo a lavorare in tal senso», ha aggiunto.
