«Abbattuto drone americano», l’annuncio della Tv iraniana. Si torna a sparare nello Stretto di Hormuz. L’accordo Usa-Iran, Trump chiede due giorni – La diretta

Nel novantesimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro siti iraniani in risposta a una serie di droni lanciati da Teheran. Una soldata dell’Idf è stata uccisa da un drone di Hezbollah. Teheran ha risposto all’attacco colpendo una base americana mentre i negoziati di pace ancora languono.
Nuove sanzioni Usa contro il petrolio iraniano
Il Dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro l’Iran e le sue vendite di petrolio, usate da Teheran per finanziare la ricostituzione delle forze armate e di continuare a rappresentare una minaccia per Stati Uniti e i suoi partner nella regione.
«Continueremo ad accrescere la pressione per privare il regime e le sue forze armate delle risorse finanziarie necessarie a minacciare gli alleati e i partner Usa in Medio Oriente», ha commentato il segretario al Tesoro Scott Bessent. «Non consentiremo a Teheran di incrementare le entrate petrolifere per ricostituire le proprie forze armate e capacità militari», ha aggiunto.
Abbattuto un drone Usa dall'Iran
La difesa aerea iraniana avrebbe intercettato e distrutto un «aereo ostile» nella provincia costiera di Bushehr, nel sud del Paese. A riferirlo è Masoud Tangestani, governatore della contea di Jam, citato dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim: «L’incidente avvenuto questa sera è legato all’abbattimento di un drone ostile», ha dichiarato, precisando che «la situazione in città è ora tornata alla normalità». L’emittente di Stato IRIB riferisce che l’intercettazione è avvenuta poco dopo le 22 in Italia.
Missili e spari di avvertimento nello Stretto di Hormuz
Dalle aree meridionali dell’Iran le forze armate avrebbero poi lanciato missili verso bersagli non meglio precisati, con alcune fonti che ipotizzano scontri nelle acque del Golfo Persico. Lo scrive su X l’agenzia Fars. Tasnim parla di «suoni di esplosioni legati a uno scambio di fuoco e spari di avvertimento per le navi in violazione nello Stretto di Hormuz», mentre l’agenzia Mehr aggiunge: «Le forze armate iraniane hanno aperto il fuoco di avvertimento in direzione di 4 navi in violazione vicino allo Stretto di Hormuz».
Media Iran: «Accordo con Usa né finalizzato né confermato»
Una fonte vicina alla squadra negoziale iraniana ha riferito all’agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, che il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti non è stato né finalizzato né confermato. Le notizie diffuse dai media occidentali secondo cui il memorandum sarebbe stato finalizzato “non sono vere”, ha aggiunto Tasnim, citata da Iran International. L’agenzia ha inoltre riferito che l’Iran non ha informato il mediatore pachistano che il testo è stato finalizzato e che informerà sia il mediatore che il pubblico una volta raggiunto l’accordo.
Axios: «Annuncio dell'accordo possibile domenica»
L’accordo tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto, riaprire lo Stretto di Hormuz e mettere fine al programma nucleare iraniano potrebbe essere annunciato domenica. Lo riporta Axios. All’accordo, come riferito in precedenza, mancherebbe ancora il via libera definitivo del presidente Trump
Axios: «Leadership Teheran dò ok alla bozza». Media Israele: «Nessun via libera da Khamenei»
La leadership di Teheran avrebbe dato il proprio assenso all’ultima versione del memorandum d’intesa con Washington. A riportarlo è Axios, che parla di un testo concordato dai negoziatori per prorogare di 60 giorni il cessate il fuoco, riaprire lo stretto di Hormuz e avviare una trattativa sul programma nucleare iraniano. Stando ai funzionari statunitensi citati dal sito, i contenuti del documento erano stati definiti in larga parte già martedì, ma mancavano le ratifiche dei vertici politici. Poche ore dopo gli iraniani avrebbero richiamato i propri interlocutori per comunicare di avere ottenuto le approvazioni necessarie e di essere pronti alla firma. Diversa la posizione di Donald Trump: il presidente americano, informato dalla squadra negoziale, ha chiesto un paio di giorni per riflettere prima di pronunciarsi.
Khamenei non ha ancora firmato: il ruolo del Pakistan come mediatore
A complicare il quadro c’è però la ricostruzione del Jerusalem Post, secondo cui la guida suprema iraniana non avrebbe ancora dato il proprio benestare alla bozza. Il quotidiano israeliano riconosce l’esistenza di un’intesa tra i negoziatori di Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf, con l’inviato statunitense Steve Witkoff e il suo staff, ma rimarca come «la leadership iraniana di alto livello non ha ancora concordato un cessate il fuoco». Tradotto: esattamente come Trump, anche Khamenei deve ancora dare l’ok definitivo. L’emittente al Arabiya ha intanto confermato la struttura in due tempi dell’accordo: prima la firma del memorandum, con Islamabad nel ruolo di mediatore e garante, poi sessanta giorni di trattative concentrate soprattutto sul dossier nucleare.
Pezeshkian: «Non negoziamo in condizioni umilianti»
L’Iran non vuole armi nucleari e non tratta in condizioni umilianti, A ribadirlo è stato il presidente Massoud Pezeshkian, citato dall’agenzia Isna. “Non puntiamo alle armi nucleari”, ha detto, “i disordini nella regione sono causati da Israele”. Quanto alle trattative in corso, “non negoziamo in condizioni umilianti”, ha assicurato.
Da Netanyahu ordine di occupare il 70% della Striscia
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. “Stiamo attualmente soffocando Hamas. Controlliamo ora il 60% del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70%”, ha affermato Netanyahu parlando in conferenza da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, diffusa in video dall’emittente israeliana Channel 12.
Intesa tra Iran e Stati Uniti: serve ancora il via libera di Trump
Iran e Stati Uniti avrebbero trovato un accordo di massima su un memorandum d’intesa, ma manca l’ok finale di Donald Trump. A riferirlo è Axios, attraverso il giornalista Barak Ravid, che su X e poi alla Cnn ha delineato i contorni dell’accordo. Il testo, stando alle fonti citate dal sito americano, prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco e l’apertura dei negoziati sul programma nucleare di Teheran. L’intesa sarebbe stata raggiunta martedì e poi sottoposta alla leadership iraniana, che si sarebbe detta pronta a firmare. Trump, però, ha fatto sapere ai negoziatori di volersi prendere qualche giorno per studiare il dossier prima di pronunciarsi.
Cosa prevede l’accordo su nucleare e Stretto di Hormuz
Sul piano strategico, Axios spiega che il memorandum impegna Teheran a non sviluppare armi nucleari. Le prime questioni da affrontare nella finestra dei due mesi riguarderanno lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito e la gestione complessiva del programma atomico iraniano. Un capitolo specifico è dedicato allo Stretto di Hormuz, dove il transito marittimo dovrà essere «illimitato», ovvero senza pedaggi secondo le fonti americane sentite dal sito. Spetterà all’Iran rimuovere tutte le mine presenti nello Stretto entro 30 giorni, mentre il blocco navale imposto da Washington verrà sciolto in modo graduale, in parallelo al ripristino della navigazione commerciale.
Aiuti umanitari, sanzioni e tempi della firma
Il memorandum, riferisce ancora Axios, contempla anche un confronto su un meccanismo per far arrivare a Teheran beni e aiuti umanitari. Nel quadro dei negoziati, gli Stati Uniti si impegnerebbero a discutere l’allentamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati. Resta ora la decisione di Trump, da cui dipende l’attivazione formale dell’intesa: la dirigenza iraniana ha già dato il proprio assenso politico, mentre i negoziatori americani attendono il via libera definitivo della Casa Bianca.
Attaccata Beirut
L’Idf comunica che poca fa è stata attaccata Beirut.
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver condotto un raid mirato a Beirut con l’obiettivo di eliminare Ali al-Hasani, indicato come responsabile del comparto missilistico della Divisione Imam Hussein di Hezbollah. La conferma è arrivata da un portavoce militare israeliano, che ha precisato come l’operazione fosse diretta contro una figura considerata strategica all’interno del movimento sciita libanese.
Nel frattempo, fonti locali riferiscono di nuovi bombardamenti nella zona di Al-Shuwayfat, alle porte della capitale libanese. Nelle ultime ore, ulteriori raid israeliani hanno colpito diverse aree del sud del Libano, causando almeno 14 vittime, tra cui tre bambini, soprattutto nelle città di Sidone e Tiro.
L’intensificazione degli attacchi arriva in un contesto di crescente tensione lungo il confine israelo-libanese, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, formalmente ancora in vigore ma sempre più fragile.
Khamenei: «Usa e Israele cercano di mettere in ginocchio l'Iran»
Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha accusato Stati Uniti e Israele di voler destabilizzare la Repubblica Islamica. In un messaggio scritto trasmesso dalla televisione di Stato, Khamenei ha sostenuto che Washington e Tel Aviv stiano portando avanti una strategia mirata a indebolire il Paese attraverso pressioni militari, economiche e mediatiche.
«Il piano cieco del nemico, dopo la guerra imposta, la pressione economica e l’assedio politico e propagandistico, è creare divisioni interne e frammentazione per compensare le sconfitte militari e mettere in ginocchio la nazione», si legge nel messaggio.
Khamenei, che non compare in pubblico da prima del suo insediamento alla guida del Paese avvenuto a marzo, ha quindi ribadito la necessità di mantenere l’unità nazionale di fronte alle minacce esterne.
Iran: colpita base americana per rappresaglia
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira una base americana «in rappresaglia agli attacchi statunitensi nel sud del Paese», secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib. «A seguito dell’aggressione di questa mattina da parte delle forze militari statunitensi contro una località alla periferia dell’aeroporto di Bandar Abbas, con l’uso di proiettili aerei, la base aerea americana da cui è partito l’attacco è stata presa di mira alle 4:50 del mattino (01:20 GMT)», hanno dichiarato i Pasdaran, secondo quanto riportato dall’Irib. Non sono stati forniti dettagli sulla posizione della base, anche se il Kuwait, alleato degli Stati Uniti, ha dichiarato di aver risposto agli attacchi missilistici e con droni di giovedì mattina.
Soldata israeliana uccisa da un drone di Hezbollah
Una donna soldato dell’Idf è rimasta uccisa e due riservisti sono rimasti feriti ieri in un attacco con un drone di Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Lo rende noto l’esercito, citato da Times of Israel. La donna uccisa è stata identificata come il sergente Rotem Yanai, 20 anni. Secondo una prima ricostruzione, i due droni lanciati da Hezbollah sono esplosi in una zona militare al confine. Uno dei droni ha ucciso Yanai mentre correva verso un rifugio. Il secondo drone ha ferito gravemente un riservista e ne ha ferito un altro in modo meno grave.
Israele colpisce le strutture di Hezbollah a Tiro
L’esercito israeliano annuncia di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nei dintorni di Tiro, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per i residenti della città nel sud del Libano. «L’Idf è costretta a intraprendere un’azione decisa contro di esso», si legge nell’ordine dell’esercito israeliano, in riferimento al gruppo sostenuto dall’Iran. Ha aggiunto che i residenti della zona intorno a determinati edifici dovrebbero allontanarsi e dirigersi a nord del fiume Zahrani, e che rimanere nell’area «vi mette a rischio».
«L’Idf ha iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nell’area di Tiro», ha pubblicato l’esercito in un successivo comunicato su Telegram. L’agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha riferito che questa mattina si sono verificati due attacchi israeliani sulla città e su un’area a est di essa, che hanno colpito un edificio e provocato un incendio a Tiro.
L'Iran spara contro quattro navi a Hormuz
I media iraniani, secondo quanto riporta Al Jazeera, riferiscono che quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro. La notizia è stata confermata dalla tv di Stato iraniana. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim riferisce che quattro imbarcazioni sono state intercettate dalle forze navali mentre tentavano di attraversare lo Stretto senza aver coordinato la manovra con le autorità iraniane. Le imbarcazioni hanno ricevuto ma ignorato un primo avvertimento dalle forze navali iraniane, che hanno aperto il fuoco.
Sanzioni Usa all'agenzia iraniana per Hormuz
Gli Stati Uniti stringono la morsa sull’Iran e impongono sanzioni nei confronti della Persian Gulf Strait Authority, l’organismo creato per gestire le richieste di transito attraverso lo Stretto di Hormuz. «Il Tesoro mantiene la massima pressione sull’Iran», ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Usa, attacchi contro siti iraniani
Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi in Iran contro un sito militare iraniano che minacciava le truppe statunitensi e la navigazione commerciale.b Lo afferma un giornalista della Reuters su X citando un funzionario americano, secondo il quale gli Stati Uniti hanno anche intercettato droni lanciati dall’Iran. Secondo quanto riferito da un funzionario americano ad Axios, l’Iran ha lanciato quattro droni unidirezionali contro una nave commerciale statunitense. Le forze armate statunitensi hanno abbattuto i droni e attaccato un’altra unità iraniana di lancio a terra prima che effettuasse il lancio.

