«Nessuno dovrebbe credere a loro», la Casa Bianca contro la Tv iraniana: la frenata sulla bozza d’accordo per la riapertura di Hormuz – La diretta

La televisione di Stato iraniana ha diffuso i contenuti dell’ultima bozza dell’intesa in costruzione tra Washington e Teheran, il cosiddetto Memorandum di Islamabad. Secondo quanto riportato dall’Ansa e dai media internazionali, il documento prevede il ritiro delle forze militari statunitensi schierate in prossimità del territorio iraniano e la revoca del blocco navale ai porti del Paese. In cambio, l’Iran si impegna a riportare i flussi mercantili nello Stretto di Hormuz ai volumi precedenti al conflitto entro 30 giorni, con una gestione condivisa insieme all’Oman. La bozza fissa anche una tempistica politica: qualora le parti chiudessero un accordo definitivo entro 60 giorni, l’intesa dovrà essere ratificata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu come risoluzione vincolante.
Perché i Paesi arabi frenano sugli Accordi di Abramo
La richiesta di Donald Trump di estendere gli Accordi di Abramo ai Paesi arabi nell’ambito del negoziato con Teheran, intanto, non sta trovando riscontro. Secondo fonti citate da Politico e riprese dall’ANSA, nelle capitali del Golfo la pressione del presidente viene letta come una mossa tattica per rassicurare l’ala falco repubblicana, contrariata dal dialogo con l’Iran. Ex funzionari americani descrivono reazioni che oscillano tra stupore, risate e frustrazione. «È una mossa intelligente per placare la sua base arrabbiata. Continuerà a portarla avanti ma non sarà parte dell’intesa», ha confidato a Politico un diplomatico del Golfo. A inquadrare la situazione è anche Michael Ratney, ex ambasciatore statunitense in Arabia Saudita: «I Paesi del Golfo stanno cercando di negoziare la fine della guerra senza contraddire Trump ma anche senza piegarsi ai suoi interessi». L’iniziativa della Casa Bianca, mentre prosegue il nuovo attacco americano nel sud dell’Iran tra le minacce di rappresaglia di Teheran, rischia di accrescere l’incertezza attorno al negoziato.
Casa Bianca, non credere alle notizie dei media iraniani
Nessuno dovrebbe credere alle notizie diffuse dai media statali iraniani. È una completa invenzione”. Lo ha detto la Casa Bianca. Intanto, alle 17 Donald Trump presiderà alle 11 (le 17 in Italia) una riunione di gabinetto. La riunione, inizialmente prevista nella residenza di Camp David, è stata convocata alla Casa Bianca per ragioni di maltempo.
Iran: «Negoziati con l'Oman per un nuovo meccanismo di gestione di Hormuz»
L’Iran e l’Oman stanno negoziando congiuntamente un nuovo meccanismo per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri, che ha spiegato come «le condizioni e le procedure saranno completamente diverse da quelle precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti». Sulal richiesta degli Usa di riaprire lo Stretto di Hormuz ha affermato: «I contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti continuano. Possiamo raggiungere un accordo su questa questione specifica solo se concordiamo su tutte le questioni in sospeso». Lo riporra l’agenzia Isna, parlando con i giornalisti a Mosca.
Tv Iran: accordo non ancora definitivo
La televisione di stato iraniana ha descritto il «Memorandum di Islamabad» come «non ancora definitivo» e ha affermato che la Repubblica Islamica «non intraprenderà alcuna azione senza una verifica concreta” di quanto riportato all’interno del documento».
Media Iran: «Per il ritiro delle truppe Usa dalla ragione necessari altri negoziati»
L’agenzia di stampa iraniana Mizan ha riportato ulteriori dettagli sulla bozza di accordo fra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. In particolare, il documento afferma che «gli Usa si sono impegnati a ritirare le proprie forze belliche dall’area circostante l’Iran», tuttavia saranno necessari ulteriori negoziati per stabilire se ciò «includa i militari schierati nella regione o quelli di stanza nelle basi».
Pasdaran: «Oltre 20 navi hanno attraversato Hormuz nelle ultime 24 ore»
Ventitré navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 oe dopo aver ottenuto i permessi necessari. Lo ha dichiarato la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, riportato da Al Jazeera e Iran International.
Tv Iran: cosa c'è nella bozza sull'accordo con Trump
La televisione di Stato iraniana ha reso nota l’ultima bozza di un accordo tra Washington e Teheran volto alla normalizzazione della viabilità marittima e all’allentamento delle tensioni militari. Secondo il testo, gli Stati Uniti ritireranno le forze armate situate in prossimità dell’Iran e revocheranno il blocco navale sui porti del Paese; in cambio, il governo di Teheran si impegna a riportare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai volumi prebellici entro il termine di trenta giorni.
Le operazioni di transito navale nello stretto saranno amministrate in collaborazione con le autorità dell’Oman. Il documento, formalmente definito «Memorandum di Islamabad», specifica inoltre che, in caso di raggiungimento di un’intesa definitiva entro sessanta giorni, l’accordo dovrà essere sottoposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per essere approvato sotto forma di risoluzione vincolante.
«Paesi Arabi scettici su Accordi di Abramo»
I Paesi arabi valutano con scetticismo la richiesta del presidente statunitense Donald Trump di aderire agli Accordi di Abramo nell’ambito delle trattative in corso con l’Iran. Secondo quanto riferito da ex funzionari americani, la proposta ha suscitato stupore e frustrazione nel mondo arabo, dove viene interpretata unicamente come una mossa tattica volta a rassicurare l’ala più intransigente del Partito Repubblicano in merito alle intese con Teheran.
La richiesta di Washington rischia di alimentare l’incertezza in un contesto regionale già instabile, aggravato da un recente attacco americano nel sud dell’Iran e dalle dichiarazioni ostili di Teheran. Un diplomatico del Golfo ha definito l’iniziativa presidenziale una «mossa intelligente per placare la sua base arrabbiata», escludendone l’inclusione nell’accordo finale. Parallelamente, l’ex ambasciatore americano in Arabia Saudita, Michael Ratney, ha evidenziato che «i Paesi del Golfo stanno cercando di negoziare la fine della guerra senza contraddire Trump ma anche senza piegarsi ai suoi interessi».
Consigliere Khamenei: «Hormuz garanzia per accordo con Usa»
«Questa volta la linea rossa dell’Iran è chiara: documenti e firme da soli non sono una garanzia. Il garante concreto della sopravvivenza dell’accordo è lo Stretto di Hormuz». Lo ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere per gli Affari internazionali della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. «La storia testimonia che tutti gli invasori giunti con desideri egemonici, da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Donald Trump, sono stati assorbiti nell’abbraccio dell’antica civiltà iraniana», ha affermato, aggiungendo che «la geografia non mente ed è il giudice finale dei trattati scritti su carta».

