Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoElezioni comunaliMaldiveScontri
ESTERI

Global Sumud Flotilla: «Il convoglio di Terra è attualmente sotto attacco, attivisti picchiati e caricati sui mezzi. Alcuni sono feriti»

25 Maggio 2026 - 22:28 Stefania Carboni
global sumud flotilla
global sumud flotilla
I fermi sarebbero stati fatti «da forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale»
Google Preferred Site

Global Sumud Flotilla annuncia che i suoi attivisti che provavano a entrare in Libia sono stati attaccati. «Il convoglio di Terra è attualmente sotto attacco. A quanto riferito – spiegano – veicoli non identificati stanno speronando le tende e le persone vengono picchiate e trascinate con la forza all’interno di auto e autobus». «Uomini e donne vengono aggrediti violentemente e costretti ad abbandonare il sito – aggiunge il movimento -. Sebbene non sia chiaro chi ci sia dietro gli attacchi, stiamo ricevendo segnalazioni secondo cui sarebbero perpetrati dalle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale».

«Nonostante le difficoltà di comunicazione abbiamo saputo che nella violenta aggressione subita dal convoglio di terra in Libia ci sono feriti. Qualcuno tra gli attivisti stranieri ha ricevuto colpi talmente forti da perdere i sensi», ha dichiarato la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla Maria Elena Delia. «Pare li stiano portando con i pullman verso ovest, forse a Misurata», aggiunge. 

I fermi di ieri a Sirte

Dieci attivisti della coalizione internazionale “Global Sumud Flotilla”, tra cui due cittadini italiani, sono stati fermati e arrestati ieri in Libia dalle forze del generale Khalifa Haftar nei pressi del checkpoint di Sirte. Hanno registrato un video prima di oltrepassare il confine che separa la Tripolitania dalla Cirenaica. Le immagini sono state pubblicate questa sera sulla pagina Instagram di Maghreb Sumud Organization. Tra di di loro c’è anche il pugliese Domenico Centrone e la piemontese Leonarda Dina Alberizia. «Se state guardando questo video – dicono mostrando il passaporto – sono stato arrestato nel tragitto verso Gaza. Ho preregistrato questo video perché potrebbero interrompere qualsiasi comunicazione prima del mio arresto. Faccio parte di un convoglio umanitario non violento che attraversa il nord Africa fino al valico di Rafah per consegnare aiuti, rompere l’assedio ed esprimere solidarietà al popolo di Gaza. Il nostro arresto – continua – è un ulteriore tentativo di fermare una missione umanitaria e di permettere che l’assedio e il genocidio del popolo palestinese continuino indisturbati. Il mondo deve insorgere. Se la comunicazione con me venisse interrotta vi prego di fare pressione sul nostro governo, sui media e sulle piazze affinché si pongano dalla parte della giustizia e dell’umanità. Fermiamo la macchina di guerra. Free Palestine».

La situazione per recuperare i nostri connazionali

Gli attivisti sono stati trasferiti a Bengasi. Le autorità della Libia orientale li stanno trattando formalmente come immigrati clandestini per violazione dei visti di ingresso. Il Ministero degli Affari Esteri italiano, guidato da Antonio Tajani, ha attivato i propri canali diplomatici per chiederne la loro incolumità e espulsione immediata.