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Gioielli, collane, bracciali, smeraldi: il tesoro di Zapatero che fa tremare i socialisti in Spagna

27 Maggio 2026 - 05:05 Alessandro D’Amato
josé luis zapatero tesoro corruzione venezuela nicolas maduro
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L'indagine a carico dell'ex premier parte da una compagnia aerea low cost e arriva fino in Venezuela. Con ramificazioni fino in Cina. E fa tremare il governo di Madrid
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Gioielli per un valore tra i due e i tre milioni di euro. Collane, bracciali di smeraldi, zaffiri. E un girocollo con 14 rubini. Oltre a orologi Omega e Longines. È il tesoro di José Luis Rodriguez Zapatero, l’ex premier spagnolo (2004-2011), oggi inquisito in Spagna per organizzazione criminale, falso e traffico di influenze. Nel mirino c’è Plus Ultra, compagnia aerea low cost che secondo gli inquirenti iberici avrebbe usato illecitamente i fondi per il suo salvataggio durante la pandemia. Il giudice istruttore José Luis Calama lavora su un dossier dell’Unità per i reati economici della polizia.

Il tesoro di Zapatero

Secondo l’accusa il premier spagnolo degli anni 10 sarebbe al vertice di un network che dalla Spagna arriva fino al Veezuela. E ha ricevuto da varie società 2,6 milioni di euro. Oltre al tesoro. Fatto da orecchini, collane, bracciali, orologi. Dovrà chiarirne la provenienza. La sua segretaria ha detto che alcuni gioielli erano «eredità della moglie o regali di viaggio». Zapatero ha promosso da premier una legislazione avanzata sui diritti civili in Spagna, diventando un simbolo per il mondo Lgbtqia+. Poi si è speso con Nicolàs Maduro per una transizione democratica in Venezuela. E secondo El Confidencial proprio a Caracas era pronto a fuggire. Quando il suo nome ha iniziato a girare negli ambienti giudiziari ha acquistato un biglietto aereo per Santo Domingo, da dove avrebbe proseguito con un aereo privato fino alla capitale venezuelana.

L’indagine

L’indagine nasce da una denuncia della Procura Anticorruzione spagnola nell’ottobre del 2024. Sette persone sono state accusate di aver creato un sistema di riciclaggio di denaro dal Venezuela. Poi è arrivato il salvataggio da 53 milioni di euro della Plus Ultra. I soldi sembravano troppi per una compagnia con una quota di mercato inferiore allo 0,1%. L’indagine di Calama ha portato alla luce i legami tra il proprietario della compagnia Julio Martínez e il regime dell’ex dittatore venezuelano. Con legami che arrivavano fino alla Cina. Martínez è stato arrestato l’11 dicembre 2025. Avrebbe versato tra il 2020 e il 2025, 490.780 euro a Zapatero e 239.755 euro a Whathefav, la società di marketing delle sue due figlie, Laura e Alba Rodríguez Espinosa.

L’ordinanza

«La documentazione sequestrata, le e-mail analizzate e i flussi economici rilevati ci permettono di affermare che questa società non svolge una normale attività commerciale, ma agisce piuttosto come veicolo strumentale per la generazione di fatture ad hoc, la ridistribuzione di fondi e la copertura formale di operazioni economiche legate alla rete», si legge nell’ordinanza del tribunale datata 18 maggio. Secondo l’Unità per i crimini economici e fiscali della polizia (Udef), Analisis Relevante avrebbe versato bonifici per importi superiori a 447.000 euro sui conti personali delle figlie di Zapatero. Un’altra società, Inteligencia Prospectiva, aperta nel 2020 dai due fratelli venezuelani Amaro Chacón, avrebbe poi trasferito un milione di euro alla società delle figlie di Zapatero, alla società Analisis Relevante di Martínez e al think tank Gate Center presieduto dallo stesso ex premier.

Gli Usa

Ad assistere la polizia spagnola nell’indagine anche il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti. Un portavoce del DHS ha dichiarato che «pur non potendo commentare i dettagli dell’indagine penale in questo momento, l’HSI rimane impegnata a collaborare con i suoi partner internazionali per combattere la criminalità globale, proteggere le nostre comunità e difendere lo stato di diritto». Nei giorni scorsi il premier spagnolo Pedro Sánchez ha espresso il suo sostegno a Zapatero ed ha escluso la possibilità di indire elezioni anticipate. Tra le contestazioni dei parlamentari dell’opposizione, ha dichiarato alla Camera bassa del Parlamento di rispettare pienamente la magistratura e la presunzione di innocenza, aggiungendo: «Tutto il mio sostegno al Primo Ministro Zapatero».

La Spagna

Il leader dell’opposizione Alberto Núñez Feijoo ha accusato Sánchez di essere salito al potere per «saccheggiare tutto» e ha affermato che il paese è governato da corrotti. «Dove finisce il lobbying e inizia il traffico di influenze? Se questo è vero, è una schifezza», ha detto Gabriel Rufian del partito catalano di sinistra ERC, alleato chiave di Sánchez. Il governo trema.