Ultime notizie Crisi Usa - IranDonald TrumpGiorgia MeloniPapa Leone XIV
ATTUALITÀArrestiDomiciliariGiovaniInchiesteLombardiaNeonazismoPavia

La chat di neonazisti che si preparavano all’azione. Cosa era «Terza posizione», il blitz tra ragazzini reclutati da un 19enne

22 Aprile 2026 - 12:59 Giovanni Ruggiero
Terza posizione
Terza posizione
Il nome ispirato ai movimento eversivo di estrema destra fondato, tra gli altri, da Roberto Fiore nel 1978. Nel gruppo circa 100 membri, tra cui diversi minorenni che preparavano in varie zone d'Italia gli «Squadroni d'Azione Rivoluzionaria»

Un ragazzo di 19 anni residente a Pavia è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver fondato e amministrato una rete online di giovani estremisti neonazisti e antisemiti. L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni, con il supporto della Digos di Milano e di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, ha portato anche a 15 perquisizioni in tutta Italia, nove delle quali a carico di minorenni. Il 19enne è ritenuto dagli investigatori il promotore e l’amministratore dell’intera rete distribuita in tutta Italia. È lui, secondo l’accusa, ad aver strutturato la chat, reclutato gli utenti e coordinato la produzione e la diffusione dei contenuti tra coetani e ragazzi più giovani.

Cos’era la chat «Terza Posizione»: propaganda razzista, apologia del genocidio e «white jihad»

Al centro dell’indagine c’è una chat chiamata «Terza Posizione» accessibile a circa 100 persone. Il nome si ispirava chiaramente al movimento eversivo di estrema destra fondato nel 1978, tra gli altri, da Roberto Fiore. Nella chat circolavano materiali neofascisti e neonazisti, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico, insieme all’esaltazione di autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant, responsabile dell’attacco di Christchurch del 2019, e Stephan Balliet, autore dell’attentato di Halle dello stesso anno. Tra i contenuti emersi anche la cosiddetta «white jihad», un mix ideologico tra simboli dell’estrema destra radicale e propaganda jihadista, accomunati dall’antisemitismo.

Il «Manifesto della Terza Posizione» e il progetto degli «Squadroni d’Azione Rivoluzionaria»

Il 19enne avrebbe inoltre creato un canale parallelo chiamato «Centro Studi Terza Posizione» e redatto, insieme ad altri indagati, un documento in cinque punti intitolato «Manifesto della Terza Posizione», con contenuti antisemiti e propositi eversivi. Secondo l’accusa, la propaganda online puntava anche a trascinare il gruppo all’azione concreta, organizzando sul territorio «Squadroni d’Azione Rivoluzionaria» e invocando aggressioni, che però non sarebbero mai state realizzate.

Le perquisizioni in tutta Italia

Le perquisizioni hanno interessato giovani residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Viterbo. A Pescara è stato inoltre controllato un 22enne che sui social avrebbe mostrato armi da fuoco, definendosi responsabile locale di un altro gruppo chiamato «Nuova Italia». Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati telefoni, computer, materiale di propaganda e diverse armi bianche. In un caso sono stati trovati anche materiali ritenuti compatibili con la fabbricazione di esplosivi.