Le monete da due euro false fatte a Prato e finite in tutta Europa

Monete da due euro false. Ma talmente simili alle originali da “bucare” i sistemi antifrode della Zecca di Stato e della Centrale Antifrode europea. A indagare è la procura di Prato del procuratore Luca Tescaroli. E, fa sapere oggi Il Fatto Quotidiano, finora sono stati individuati 5 cittadini cinesi. Organizzati secondo una struttura gerarchica con falsari, corrieri, intermediari e distributori incaricati di immettere le monete nel mercato. Spesso attraverso cambiamonete di sale slot e bingo.
Le monete da due euro false made in Prato
Ma secondo gli investigatori i cinque fanno parte di un’organizzazione molto più ampia. Lo dimostrano gli investimenti e il livello tecnologico delle monete. L’inchiesta arriva fino in Croazia, dove i profitti sarebbero stati riciclati, mentre i truffatori pensavano di scappare in Serbia. Le monete erano perfette a partire dal conio per passare alle dimensioni e alle caratteristiche magnetiche. «Di fatto – scrivono gli investigatori – erano riusciti a riprodurre integralmente le caratteristiche di sicurezza delle monete da 2 euro genuine».
Belgio, Germania, Spagna
In Cina venivano realizzati il nichel e gli altri materiali. Che poi venivano spediti in Europa tramite container che arrivavano in hub logistici tra il Belgio e la Germania. Parte delle monete finiva anche in Spagna. In Toscana venivano assemblati i macchinari citati nelle conversazioni sul social cinese WeChat. I carabinieri hanno sequestrato riproduzioni di diverse emissioni, tra cui quelle per il centenario dell’Aeronautica militare, la Coppa del mondo di rugby in Francia e altre edizioni speciali di Germania, Lussemburgo, Belgio, Slovenia e Grecia.

