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Il Comune che ha chiesto a Messner 190mila euro di affitti arretrati: «Non paga dal 2014»

02 Maggio 2026 - 07:50 Cecilia Dardana
reinhold messner
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L'amministrazione di Cibiana di Cadore accusa il re degli ottomila metri di non versare il canone dal 2014. Tra quote annuali e penali giornaliere, il debito ha raggiunto cifre record: senza un accordo legale la struttura sul Monte Rite potrebbe non riaprire i battenti il prossimo giugno

Reinhold Messner, l’icona dell’alpinismo mondiale che ha scalato tutti i quattordici ottomila, deve ora affrontare una sfida decisamente più burocratica tra le cime delle Dolomiti bellunesi. Come riportato da Repubblica, il piccolo comune di Cibiana di Cadore ha presentato un conto salatissimo all’alpinista 81enne: circa 190mila euro di arretrati legati alla gestione del Museo nelle Nuvole. Secondo l’amministrazione del borgo, che conta appena 300 anime, Messner non avrebbe versato regolarmente il canone d’affitto per la struttura situata sul Monte Rite a partire dal 2014.

Il peso delle penali e il contratto contestato

Al centro della contesa c’è un accordo che prevedeva un affitto annuo di 5mila euro. Tuttavia, a far lievitare la cifra fino a sfiorare i 200mila euro sono state le sanzioni previste dal contratto in caso di ritardo, fissate a 100 euro per ogni giorno di mancato pagamento. Secondo i calcoli del Comune, i versamenti sarebbero stati regolari solo fino a dodici anni fa, lasciando un vuoto finanziario che oggi l’ente pubblico non è più disposto a ignorare. Per il momento, il re degli ottomila ha preferito non commentare pubblicamente la vicenda, limitandosi a passare il dossier nelle mani dei suoi avvocati per tentare una mediazione.

A rischio l’apertura del museo

La disputa legale arriva in un momento critico per la stagione turistica. Il Messner Mountain Museum (MMM) Dolomites, conosciuto da tutti come il Museo delle Nuvole, allestito all’interno di un suggestivo ex fortino della Grande Guerra a 2.181 metri di altitudine, dovrebbe riaprire ufficialmente il primo giugno. L’amministrazione di Cibiana è stata però categorica: senza il saldo degli arretrati o un piano di rientro certificato, la struttura non potrà ripartire. Il museo, celebre per i suoi lucernari in vetro che richiamano i cristalli di dolomite e per la vista a 360 gradi che spazia dalla Marmolada alle Tofane, rappresenta uno dei poli d’attrazione principali della zona, e una sua chiusura prolungata danneggerebbe l’economia del territorio.

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