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La prof gli chiede della festa del papà, lui scoppia a piangere e si salva. A casa viveva come uno schiavo: la stalla da pulire e le violenze

15 Maggio 2026 - 19:32 Matteo Revellino
Auto carabinieri
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Veniva puntualmente picchiato con una cintura dal padre, mentre la madre non sarebbe. mai intervenuta. Alle violenze partecipavano anche i fratelli. Il caso del 12enne salvato dopo il racconto a scuola
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Una domanda a scuola sulla festa del papà ha rivelato anni di abusi, psicologici e fisici, ai danni di un bambino di 12 anni. Ora la famiglia, una coppia di cinquantenni italiani, deve rispondere all’accusa di maltrattamenti in famiglia in concorso. È successo nel Montebellunese, nel Trevigiano, come racconta il Corriere della Sera: il ragazzino avrebbe vissuto per anni di fatto come uno schiavo in casa con la sua famiglia. Secondo le indagini, il bambino sarebbe stato costretto a svegliarsi all’alba per lavorare nella stalla di famiglia e, una volta rientrato da scuola, a svolgere ulteriori lavori, senza tempo per i compiti. Il padre lo avrebbe anche picchiato con una cintura, con il silenzio della madre, mentre avrebbe ricevuto percosse anche dagli altri fratelli.

Le indagini

Le indagini sono cominciate il 25 marzo 2025. Qualche giorno prima, il 19, festa del papà, l’insegnante di sostegno del bambino gli aveva chiesto se avesse preparato qualche parola per il proprio padre. A quel punto è arrivata la confessione del ragazzino, che allora frequentava la prima media: il 19 marzo lui non avrebbe celebrato la festa del papà, ma avrebbe subito come sempre percosse continue dal padre, definito «cattivo». La segnalazione alla dirigente scolastica ha fatto scattare immediatamente il protocollo di tutela previsto per i minori.

Il racconto delle violenze subite

Nel corso del colloquio, lo studente avrebbe raccontato una quotidianità segnata più dai ritmi della stalla di famiglia che da quelli dell’infanzia e della scuola. Ogni giorno, all’alba, sarebbe stato costretto ad alzarsi per accudire gli animali e ripulire l’ovile. Attività che, secondo quanto riferito, proseguivano anche nel pomeriggio, subito dopo il rientro dalle lezioni, lasciandogli poco o nessuno spazio per lo studio, il riposo o il gioco. Il minore avrebbe inoltre riferito di continue punizioni fisiche: il padre, stando alle accuse, lo avrebbe colpito ripetutamente anche con una cintura usata come una frusta, infliggendogli violenze descritte dagli inquirenti come particolarmente gravi. Violenze che avvenivano davanti agli occhi della madre, che assisteva silenziosa. Erano anche i fratelli a contribuire al clima di orrore: qualche settimana prima dello sfogo, il dodicenne era arrivato a scuola con una profonda ferita sulla guancia, procurata proprio da un suo fratello con una forca.

Le intercettazioni e l’arresto del padre

La svolta delle indagini è arrivata grazie alle intercettazioni ambientali e dalle riprese video attraverso delle telecamere installate segretamente dai Carabinieri all’interno dell’abitazione. I militari sono intervenuti ai primi di maggio dello scorso anno, dopo l’ennesimo episodio di violenza. Il padre è stato arrestato, mentre il bambino trasferito in una struttura protetta. Secondo quanto emerso, il minore ha cominciato il difficile percorso di recupero, riprendendo i contatti con i compagni delle scuole e con l’insegnante di sostegno.