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A scuola l’eredità del Covid si fa (ancora) sentire: il livello in italiano e matematica è più basso del pre-pandemia – I dati

11 Maggio 2026 - 18:09 Ygnazia Cigna
invalsi dati
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Le città del Nord perdono terreno, mentre Caserta e Reggio Calabria vanno in controtendenza
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L’illusione che, una volta tolte le mascherine e riposti i pc della Dad, la scuola potesse tornare magicamente ai livelli pre-2019 si infrange contro i dati. La pandemia nel sistema educativo è, infatti, un’onda lunga che continua a far produrre strascichi. Le ultime rilevazioni provinciali delle prove Invalsi, elaborate dall’Osservatorio del Sole 24 Ore, tracciano un quadro problematico del 2024/25, quando quasi un ragazzo su due ha tagliato il traguardo della licenza media o del diploma senza possedere le competenze minime necessarie in italiano e matematica. Il dato nuovo e rilevante, però, è proprio il tracollo rispetto al periodo pre-pandemico.

Il tracollo in italiano e matematica

Il confronto con l’ultimo anno pre-pandemico (2018-19) parla da sé perché mostra una flessione che, in alcuni casi, raggiunge gli 11 punti percentuali. Il dato più allarmante riguarda i diplomandi. In quinta superiore, la quota di studenti che raggiunge i livelli di apprendimento minimi previsti in italiano è crollata dal 64,9% del 2019 al 52,6% attuale. In matematica la situazione è ancora più critica perché oggi solo un maturando su due (il 50,7%) è preparato, contro il 61,4% di sei anni fa. Anche la terza media soffre, dove in italiano si sono persi sei punti e in matematica cinque.

Non solo Sud. Il problema colpisce le metropoli del Nord

Oltre alla caduta generale, è rilevante anche la geografia del declino. Le grandi città del Centro-Nord, che solitamente hanno punti positivi nei dati, sembrano aver perso la bussola. L’esempio più evidente è Milano. Qui, nel 2019, tre studenti su quattro (75,6%) erano in linea con gli apprendimenti in italiano. Oggi quella percentuale è scivolata sotto il 60%. Trend di decrescita che accomuna anche le altre grandi città. Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze e Roma hanno, infatti, registrato cali pesanti, compresi tra i 10 e i 20 punti.

La controtendenza del Sud

In questo scenario di grigiore generalizzato, le uniche luci arrivano dal Mezzogiorno. Nonostante i punteggi assoluti restino spesso inferiori a quelli settentrionali, le province sotto il Garigliano sono le uniche a mostrare segni di recupero. Quattro province (Caserta, Benevento, Reggio Calabria e Agrigento) hanno superato i livelli pre-Covid in italiano, in matematica i casi di successo salgono con Vibo Valentia, Cosenza e Crotone che si aggiungono alla lista. Ora si attendono gli esiti delle prove Invalsi 2026, che si concluderanno il 29 maggio per le scuole superiori.

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