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Dopo la lettera di 200 ricercatori, la ministra Bernini cambia il Bando FIS 3: slittano le scadenze per salvare i progetti

05 Maggio 2026 - 19:29 Ygnazia Cigna
Il dietrofront del ministero. Ecco quali sono le nuove scadenze del bando
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Il ministero dell’Università e della ricerca ha deciso di prorogare i termini per l’avvio dei progetti del Bando FIS 3, il programma da 475 milioni di euro dedicato al finanziamento della ricerca fondamentale che aveva portato i ricercatori a scrivere alla ministra Anna Maria Bernini. Con un decreto di oggi, le scadenze vengono infatti spostate e i progetti inizialmente previsti con avvio entro il 30 maggio 2026 potranno ora partire fino al 30 settembre 2026, mentre quelli con termine fissato al 30 ottobre 2026 avranno tempo fino al 31 dicembre 2026.

Le proteste dei ricercatori

La decisione arriva dopo settimane di forti criticità sollevate da ricercatori e università. Il Bando FIS 3, che finanzia 326 progetti di alto profilo scientifico, è finito al centro di un acceso dibattito per i tempi ritenuti troppo stretti per avviare attività di ricerca complesse. A pesare erano soprattutto le procedure amministrative, la necessità di attivare contratti nelle università ospitanti e i tempi lunghi per l’acquisto della strumentazione scientifica.

La lettera alla ministra Bernini

Per questi motivi, 222 ricercatori vincitori avevano inviato una lettera al ministero dell’Università e della ricerca denunciando il rischio concreto di non riuscire ad avviare i progetti nei tempi previsti. In alcuni casi si parlava addirittura della possibilità di dover rinunciare ai finanziamenti, con conseguente perdita di risorse già assegnate e blocco di attività di ricerca già programmate.

La precarietà dei ricercatori

Con la proroga, il ministero prova quindi a disinnescare le criticità più urgenti e concede più tempo per la fase organizzativa e amministrativa. Resta però aperta una questione più ampia, sollevata dagli stessi ricercatori sempre nella lettera al ministero, quella delle condizioni strutturali in cui si sviluppa la ricerca finanziata, tra precarietà e necessità di garantire maggiori tutele adeguate a chi guida progetti scientifici di lungo periodo.

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