Valditara e la gaffe su Piersanti Mattarella: «Me lo ricordo…». Poi spiega: «Un lapsus, mi sono corretto» – Il video

Sono un po’ confusi i ricordi di gioventù del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Almeno a sentire il racconto che lo stesso ministro fa dell’omicidio di Piersanti Mattarella, su cui si è consumata una gaffe che meriterebbe un voto bassissimo in Storia. Il ministro ha partecipato all’inaugurazione di una scuola a Pietradefusi, nell’Avellinese, proprio al presidente della Regione Sicilia assassinato nel 1980.
Ed è in quell’occasione che Valditara scivola affidandosi troppo ai ricordi di lui 18enne: «Sono anche qua, perdonatemi, è importante, per l’inaugurazione della scuola intitolata a Piersanti Mattarella – racconta parlando ai giornalisti, come mostra un video di Repubblica – E qui voglio spendere anche due parole perché all’epoca io avevo diciannove anni, anzi quasi 19 anni, 18 anni avevo… e ricordo quella foto drammatica del Presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio suo fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina».
E qui casca il ministro, visto che il fratello dell’attuale presidente della Repubblica non fu ucciso dai terroristi delle Brigate Rosse, ma dai mafiosi di Cosa Nostra il 6 gennaio 1980. Come mandanti di quel delitto, infatti, furono condannati i vertici della cupola mafiosa, tra cui Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Francesco Madonia, Antonino Geraci e Giuseppe Calò. Finora le indagini sugli esecutori materiali avevano invece coinvolto terroristi sì, ma neri come Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, entrambi assolti.
Piccata la reazione del ministro, dopo che la gaffe è diventata virale. Per Valditara le polemiche sulla sua gaffe sono solo un «atto di sciacallaggio». In una nota, il ministro spiega: «Dopo aver fortemente voluto essere presente alla intitolazione di una scuola nella provincia di Avellino dedicata a Piersanti Mattarella vittima della mafia e dopo aver oggi ricordato almeno 20 volte in diversi interventi pubblici, alcuni visibili anche on line, che Piersanti Mattarella è stato “ucciso dalla mafia”, è un atto di sciacallaggio che si utilizzi un mio lapsus, nell’ambito di diverse dichiarazioni tutte corrette, per fare polemiche sterili. Ci si occupi di cose serie, come per esempio il clamoroso fallimento dello sciopero odierno nella scuola indetto da alcune sigle sindacali».

