Gaza, il piano del governo da 1,5 milioni di euro per gli studenti palestinesi. L’ira di Avs: «È propaganda, non possono venire in Italia»

Un passo concreto per garantire il diritto allo studio e la continuità didattica ai giovani in fuga dal conflitto in Medio Oriente. Il ministero dell’Istruzione e del merito ha pubblicato oggi il bando ufficiale destinato alle scuole statali, paritarie e ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) che accolgono studentesse e studenti provenienti dal territorio di Gaza. L’avviso mette a disposizione risorse pari a 1,5 milioni di euro per finanziare azioni formative e di supporto mirate. «Ho mantenuto una promessa fatta ai giovani studenti palestinesi che abbiamo accolto fra noi perché non perdessero la possibilità di un futuro degno. Una misura concreta che testimonia il nostro impegno nell’ambito del Piano generale predisposto dal Governo a metà ottobre per la ricostruzione di Gaza, attraverso un investimento specifico per l’accoglienza degli studenti palestinesi nelle scuole, che comprende il coinvolgimento delle famiglie, la personalizzazione degli apprendimenti e il potenziamento linguistico», ha dichiarato il ministro Valditara.
Come funziona
L’iniziativa si articola su diversi livelli di intervento per favorire un inserimento armonioso dei ragazzi nel tessuto scolastico e sociale italiano. Le scuole avranno la possibilità di attivare laboratori di lingua italiana L2 (italiano per stranieri), fondamentali per abbattere le barriere comunicative iniziali, ma anche percorsi formativi nelle principali aree disciplinari, da quella linguistico-artistica a quella matematico-scientifica, al fine di potenziare le competenze di base.
La scadenza
Un elemento chiave del progetto è l’apertura al territorio. Il bando prevede la creazione di partenariati con amministrazioni locali, associazioni, fondazioni, enti del terzo settore e università. Grande attenzione è rivolta anche alla sfera privata, con il coinvolgimento diretto dei genitori e delle famiglie degli studenti. Le scuole interessate avranno tempo per presentare la propria adesione fino alle ore 18 del 26 maggio 2026.
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Il plauso della maggioranza
Dalle fila della maggioranza arriva un forte sostegno alla misura. Roberto Marti, senatore della Lega e presidente della commissione Cultura del Senato, ha definito il bando una risposta «seria e umana» ai giovani che hanno bisogno di non vedere interrotto il proprio percorso di studio. Sulla stessa linea la sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti. «Ritengo molto significativo il finanziamento di 1,5 milioni di euro. Aiutare a garantire la continuità didattica, il supporto linguistico e percorsi di integrazione attraverso azioni formative significa offrire a questi giovani strumenti per proseguire gli studi ed anche la possibilità di ritrovare fiducia, relazioni e normalità dopo esperienze segnate dalla guerra e dalle conseguenti sofferenze», ha commentato.
L’opposizione: «Solo propaganda. Ci sono 165 palestinesi bloccati»
Non mancano, però, critiche durissime da parte dell’opposizione, che accusa il governo di muoversi solo sul piano dell’immagine. Il deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha contestato l’annuncio definendolo «inaccettabile» di fronte alla realtà dei fatti. Secondo quanto riporta il deputato, ci sarebbero 165 studenti palestinesi vincitori di borse di studio (programma Iupals) che risultano bloccati a Gaza senza notizie da mesi dal consolato italiano di Gerusalemme. «A cosa servono i laboratori di italiano L2 se i destinatari restano intrappolati a Gaza, sotto le bombe, senza acqua potabile, con gli aiuti umanitari ridotti o rivenduti a prezzi insostenibili e con il sistema educativo completamente distrutto? Per questi studenti uscire da Gaza non significa solo studiare, ma sopravvivere», dichiara Bonello. «Il governo Meloni la smetta con gli annunci e si attivi immediatamente per garantire l’evacuazione dei 165 studenti. Senza questo, l’annuncio di Valditara è propaganda sulla pelle di ragazze e ragazzi».

