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Lo zio lascia 400 milioni al nipote, il regalo (da vivo) del fondatore di “Tre Marie”: l’eredità tra palazzi, quote e case

24 Maggio 2026 - 09:41 Giulia Norvegno
Enzo Ricci, Tre Marie
Enzo Ricci, Tre Marie
Il patrimonio del pasticcere che ha dato vita a uno dei marchi più noti del settore, ormai in mano a Barilla da tempo. L'eredità passata di mano: cosa comprende
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A 91 anni, Enzo Ricci non ha voluto aspettare di diventare un «de cuius» su un testamento per far felice suo nipote. Lo storico fondatore del marchio Tre Marie ha scelto di sistemare l’eredità in vita, firmando il 30 aprile davanti al notaio l’atto di trasferimento gratuito di un patrimonio che, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera a firma di Mario Gerevini, supera i 400 milioni di euro. Beneficiario unico il nipote Alessandro Ricci, 52 anni, figlio del fratello Gianni, già da tempo coinvolto nella gestione delle holding di famiglia. L’ex pasticciere si è tenuto solo l’usufrutto, lasciando al nipote la nuda proprietà delle quote nelle due cassaforti del gruppo, ovvero Viris per gli investimenti finanziari e Milaninvest Real Estate per gli immobili.

Cosa comprende il patrimonio: dal palazzo di Monte Napoleone all’immobiliare Brioschi

Dentro Milaninvest c’è il pezzo forte, il palazzo di via Monte Napoleone 4 a Milano, affittato a Dolce & Gabbana e iscritto a bilancio per 91.935.998 euro. Si aggiungono lo stabile di Sanremo dove ha sede una filiale di Intesa Sanpaolo, che ovviamente gli paga l’affitto, vari appartamenti, negozi e uffici nelle vie più esclusive del centro storico milanese. Tra le partecipazioni finanziarie passate al nipote con l’atto di fine aprile spicca l’80% di Viris, che a sua volta detiene il 18,4% di Brioschi Sviluppo Immobiliare, società quotata a Piazza Affari dal 1914 e riconducibile alla Bastogi dei Cabassi, di cui Viris è secondo azionista. Completano il quadro quote di fondi di investimento, partecipazioni in startup e liquidità varia. Buona parte di queste risorse, ricorda il quotidiano di via Solferino, arriva dalla cessione dell’azienda dolciaria a Barilla nel 1987.

Chi è Alessandro Ricci e la storia delle Tre Marie cedute a Barilla

Alessandro Ricci ha un profilo riservatissimo. Sul sito della Fondazione Paletti Ricci, la onlus dedicata all’infanzia di cui è vicepresidente, è l’unico fra i 15 consiglieri a comparire senza foto. Il curriculum lo descrive come imprenditore nei settori immobiliare e idroelettrico, socio e amministratore delegato di Milaninvest dal 2002. Quanto allo zio, Ricci aveva ricostruito così la vendita dell’azienda al Corriere della Sera: «Nel 1987, insieme ad Alessandro, figlio di mio fratello Gianni, e mio unico nipote, che allora aveva 14 anni, abbiamo deciso di vendere le Tre Marie. L’acquirente è stato Pietro Barilla». Il fondatore rimase poi alla guida fino al 1995, quando lasciò un gruppo da 550 dipendenti e 140 miliardi di lire di fatturato. Oggi il marchio è diviso tra Sammontana, per la croissanteria e la pasticceria surgelata, e Galbusera, per biscotti, pandori e panettoni. Nel 2017 al pasticciere milanese è stato consegnato l’Ambrogino d’oro.

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