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Ci salva il supermercato. Istat: «Gli alimentari frenano l’inflazione, il carrello della spesa stabile a +2,3%»

29 Maggio 2026 - 12:02 Alba Romano
istat inflazione
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Accelerano i prezzi energetici, i trasporti e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. Ad aprile 2026 gli occupati raggiungono quota 24 milioni 337mila, ma la disoccupazione è in aumento nella fascia 35-49 anni
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«Un effetto di freno alla dinamica dell’inflazione si deve ai prezzi dei beni alimentari, che mantengono sostanzialmente stabile il loro ritmo di crescita. Invariata è anche la dinamica dei prezzi del “carrello della spesa” (ferma a +2,3%)». Lo evidenzia l’Istat nel suo commento alle sue stime preliminari dell’inflazione di maggio. «Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona resta stabile a +2,3%, mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sale leggermente (da +4,2% a +4,5%)», si legge nella nota.

Ma la stima annuale dell’inflazione è destinata a salire

Secondo le stime preliminari, a maggio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione di +0,4% su mese e +3,2% su anno (da +2,7% del mese precedente). L’accelerazione dell’inflazione risente prevalentemente dei prezzi energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,6%), energetici regolamentati (da +5,3% a +5,8%), servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,8%) e servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3%). A maggio l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accentua il ritmo di crescita (da +1,6% a +1,8%), come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,1%). I prezzi dei beni e dei servizi registrano un’accelerazione su anno (da +3,1% a +3,5% e da +2,4% a +2,8%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,6% per la componente di fondo.

Ad aprile occupazione in crescita

Ad aprile 2026 il mercato del lavoro registra un miglioramento su base mensile: crescono gli occupati, mentre diminuiscono sia i disoccupati sia gli inattivi. Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, gli occupati aumentano dello 0,5% rispetto a marzo, pari a 123mila unità in più. La crescita interessa uomini e donne, lavoratori dipendenti e autonomi, oltre a quasi tutte le fasce d’età, con l’unica eccezione dei 35-49enni, per i quali il numero degli occupati resta sostanzialmente stabile. Il tasso di occupazione sale così al 63,1%, con un incremento di 0,3 punti percentuali.

Disoccupazione in aumento nella fascia 35-49 anni

Parallelamente, il numero delle persone in cerca di lavoro cala dell’1,3% (-18mila unità). La diminuzione riguarda entrambi i sessi e tutte le classi anagrafiche, tranne ancora una volta i 35-49enni, tra i quali la disoccupazione risulta invece in aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,1 punti), mentre quello giovanile cala al 16,9% (-0,8 punti). In riduzione anche gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che diminuiscono dello 0,8% rispetto al mese precedente (-102mila unità). Il calo coinvolge uomini e donne di tutte le età e porta il tasso di inattività al 33,4%, in diminuzione di 0,3 punti.

Occupazione: il confronto trimestrale e annuale

Nel confronto trimestrale, tra febbraio-aprile 2026 e novembre 2025-gennaio 2026, si registra un aumento di 108mila occupati (+0,4%). Nello stesso periodo diminuiscono sia le persone in cerca di lavoro (-60mila, pari a -4,3%) sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-46mila, pari a -0,4%). Su base annua, rispetto ad aprile 2025, gli occupati aumentano dell’1,1%, pari a 269mila unità in più. La crescita riguarda uomini, donne, i lavoratori tra i 25 e i 34 anni e gli over 50, mentre si osserva una diminuzione tra i 15-24enni e i 35-49enni. Il tasso di occupazione cresce di 0,6 punti percentuali rispetto a un anno prima. Sempre nel confronto annuale, diminuiscono sia le persone in cerca di lavoro (-16,6%, pari a -260mila unità) sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-13mila unità, -0,1%).

Nel dettaglio, ad aprile 2026 gli occupati raggiungono quota 24 milioni 337mila. L’aumento rispetto al mese precedente interessa i dipendenti permanenti (16 milioni 480mila), i lavoratori a termine (2 milioni 525mila) e gli autonomi (5 milioni 332mila). Anche rispetto ad aprile 2025 l’occupazione è in crescita (+269mila unità), grazie all’incremento dei dipendenti permanenti (+143mila) e degli autonomi (+190mila), mentre diminuiscono i dipendenti a termine (-64mila). Nel complesso, il tasso di occupazione sale al 63,1%, mentre quelli di disoccupazione e inattività scendono rispettivamente al 5,1% e al 33,4%.

In rialzo la stima del Pil

L’Istat ha rivisto al rialzo le stime del Pil relative al primo trimestre del 2026. Secondo i dati aggiornati, l’economia italiana registra una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua, nel confronto con il primo trimestre del 2025. L’istituto di statistica spiega che la revisione è stata resa possibile grazie all’acquisizione di informazioni più complete sul periodo di riferimento. Nella stima preliminare diffusa il 30 aprile 2026, infatti, il Pil era stato indicato in aumento dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,7% su base tendenziale. L’Istat sottolinea inoltre che la variazione acquisita per l’intero 2026 si attesta allo 0,6%.