Aggredito alle spalle davanti al figlio 13enne, il caso del sindacalista a Piacenza: le tensioni con un gruppo di skinhead e l’indagine della Digos

Ha riportato una doppia frattura alla mandibola Marco Pascai, segretario della Filcams Cgil ed ex consigliere comunale del Pd a Piacenza. Nella tarda serata tra venerdì 29 e sabato 30 maggio è stato aggredito alle spalle con un pugno alla festa del club di rugby Lyons, dove prestava servizio come volontario. Il tutto sotto gli occhi del figlio 13enne. Portato d’urgenza all’ospedale di Parma, l’uomo è stato sopposto a un intervento chirurgico nel reparto di chirurgia maxillo facciale. L’aggressore non è stato ancora identificato, mentre sull’episodio di violenza indaga la Digos.
Tensione alla festa per la presenza di alcuni
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato Pascai avrebbe urtato un uomo, anch’egli non identificato, con cui sarebbe scattato un breve diverbio. Poi sarebbe stato colpito con un pugno alle spalle da un’altra persona nella calca dell’uscita. Pascai a quel punto è caduto davanti al figlio 13enne, mentre l’aggressore si è dato alla fuga. Però la tensione alla festa era scoppiata già qualche ora prima, quando una ventina di persone considerate vicine ai gruppi skinheads di estrema destra avevano tentato di impedire l’esibizione della band torinese “Bull brigade”, vicina al mondo ultras e ai movimenti autonomi. Per questo motivo erano intervenuti polizia e carabinieri ma durante l’operazione sarebbero stati lanciati bicchieri di birra e altri oggetti, e alcuni presenti avrebbero fatto il saluto romano verso il pubblico.
La condanna della Cgil
Dura la condanna della Cgilm, attraverso il segretario generale Ivo Bussacchini:«Quanto accaduto è molto grave. Esprimo la massima solidarietà a Marco (Pascai, ndr) sia come amico sia come dirigente sindacale. Ed è molto grave che un gruppo di fascisti abbia cercato di impedire a una band di suonare. Ma soprattutto ci aspettiamo che le autorità facciano piena luce sull’accaduto e identifichino l’autore di questa vile aggressione. Se venisse dimostrato che si è trattato di un attacco mirato a un dirigente della Cgil, non ci faremo intimidire». Anche la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, ha espresso la sua vicinanza, definendo l’accaduto un fatto di «gravità enorme» e «colpire un uomo davanti a suo figlio è ancora più vile» ha scritto in una nota. Un episodio che potrebbe avere una matrice neofascista: «Ora saranno le indagini a chiarire ogni responsabilità e a ricostruire con precisione i fatti. Ma se venisse confermato quanto emerge dalle prime ricostruzioni, ci troveremmo di fronte a un episodio inquietante che richiama modalità e culture politiche che la nostra democrazia ha già condannato nella storia e che non devono trovare alcuno spazio nel presente», conclude Tarasconi.

