Trump: «I negoziati con l’Iran potrebbero chiudersi nel weekend, vanno bene. Sul Libano noi allineati con Israele»- La diretta

Resta sempre più faticosamente aperto il tavolo diplomatico tra Usa e Iran, nonostante gli attacchi incrociati «difensivi» tra Usa e Iran nel Golfo fino a quest’ultima notte. Secondo Abc, Donald Trump pretende che Teheran fissi nero su bianco precise concessioni sul nucleare all’interno dell’intesa ancora in fase di trattativa. Intanto le forze americane hanno lanciato un missile contro una nave battente bandiera del Botswana che cercava di raggiungere un porto iraniano violando il blocco imposto da Washington. A renderlo noto è lo stesso Us Central Command. Nelle ultime ore un’ondata improvvisa di raid iraniani ha colpito in Baherein e Kuwait. Secondo i pasdaran, gli americani avrebbero colpito l’isola di Qeshm, snodo cruciale per il controllo dello Stretto di Hormuz, e da qui sarebbe partita una ritorsione di vasta portata. Una raffica di missili balistici ha raggiunto il Kuwait, dove almeno due ordigni sono stati abbattuti dalle batterie Patriot, mentre un altro ha disseminato testate a grappolo prima dell’intercettazione. I Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato di aver puntato l’aeroporto americano di Ali al Salem, già finito nel mirino nei giorni precedenti. Poco dopo è toccato alla contraerea del Bahrein entrare in funzione, con lo spazio aereo chiuso per scongiurare collisioni con i voli di linea. I vertici statunitensi hanno definito le operazioni su Qeshm «azioni difensive» mirate a neutralizzare una minaccia, aggiungendo di aver distrutto almeno tre droni iraniani diretti verso navi civili e diversi ordigni indirizzati contro le basi nel Golfo.
I canali social vicini ai pasdaran hanno annunciato nuove rappresaglie che coinvolgerebbero anche Arabia Saudita ed Emirati, con una seconda ondata lanciata per punire un ulteriore raid aereo americano su Qeshm. Sempre quei profili parlano di sirene a Riad e Dubai, ma al momento non esistono riscontri. Le uniche incursioni accertate dalle autorità locali, oltre che documentate da decine di video, restano quelle su Kuwait e Bahrein, mentre negli altri Paesi del Golfo la censura militare blocca la diffusione delle notizie. Anche il CentCom, il comando che guida le operazioni americane contro l’Iran, nel suo comunicato cita soltanto i missili su questi due Stati. Dopo l’azione statunitense sulla petroliera Lexie diretta verso i porti iraniani, i pasdaran hanno colpito con razzi la portacontainer Msc Panaya, ferma al largo delle coste emiratine, senza che siano chiari i danni subiti. Lunedì un altro mercantile della stessa compagnia, il Sariska V, era già stato centrato da un missile.
Trump vuole separare il caso Libano dall'Iran
Donald Trump vuole separare la questione del Libano dai negoziati in corso con l’Iran. «Stiamo cercando di tenere le due questioni separate. Voglio dire, è una situazione di natura ben diversa. Abbiamo effettivamente parlato con Hezbollah per la prima volta in assoluto. Sappiamo che i contatti ci sono stati. Ieri hanno acconsentito: non spareranno. E nemmeno Israele sparerà», ha replicato il tycoon alla domanda sia possibile raggiungere un accordo con l’Iran senza che Israele cessi le proprie ostilità in Libano. «Vorrei mantenere le due cose distinte. Vorrei separare le questioni, perché sono effettivamente diverse», ha aggiunto.
Trump: «I negoziati potrebbero chiudersi questo fine settimana»
I colloqui con l’Iran potrebbero concludersi «questo fine settimana» e stanno andando «molto bene», assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. «Siamo molto vicini alla firma delle carte», ha ribadito. Solo dopo ci sarà la riapertura di Hormuz.
Araghchi:«Qualsiasi azione militare contro Beirut avrebbe gravi conseguenze e potrebbe portare a una ripresa su vasta scala del conflitto»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che Teheran non sarebbe rimasta passiva di fronte a un eventuale attacco israeliano contro Beirut. In dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim e rilasciate all’emittente libanese Al Mayadeen, il capo della diplomazia iraniana ha affermato che qualsiasi offensiva contro la capitale libanese avrebbe potuto provocare una nuova escalation regionale.
«Abbiamo chiarito che non resteremo in silenzio davanti a un attacco a Beirut. Qualsiasi azione militare contro la città avrebbe gravi conseguenze e potrebbe portare a una ripresa su vasta scala del conflitto», ha dichiarato Araghchi.
Il ministro ha inoltre sostenuto che, quando Israele aveva minacciato di colpire i sobborghi meridionali di Beirut, l’Iran aveva assunto una posizione di fermezza, mettendo le proprie forze armate in stato di massima allerta in vista di un possibile contrattacco.
Le dichiarazioni arrivano sullo sfondo delle tensioni generate dalle minacce israeliane di estendere le operazioni militari ai quartieri meridionali della capitale libanese, considerati una roccaforte di Hezbollah.
Secondo il presidente statunitense Donald Trump, tuttavia, la crisi avrebbe registrato una svolta grazie a un’intensa attività diplomatica. Trump ha infatti affermato di aver ottenuto impegni sia da Israele sia da Hezbollah per interrompere le ostilità.
Pasdaran negano l'attacco in Kuwait
I Pasdaran hanno negato di aver colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, affermando che l’attacco è stato causato da un malfunzionamento di un sistema missilistico Patriot di fabbricazione statunitense. Lo ha dichiarato un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie negando la responsabilità del raid che ha danneggiato parte del terminal passeggeri dell’aeroporto kuwaitiano.
Trump sarà al vertice Nato ad Ankara
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato che Donald Trump parteciperà di persona al prossimo vertice della Nato in programma ad Ankara il 7 e l’8 luglio.
Netanyahu ridimensiona le tensioni con Trump: «Accordo sui temi chiave, divergiamo solo sulla tattica»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha cercato di smorzare le recenti tensioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nelle scorse ore aveva confermato di averlo definito «fottutamente pazzo» in riferimento agli attacchi israeliani in Libano.
Intervistato dalla CNBC a Gerusalemme, Netanyahu ha riconosciuto che tra lui e Trump possono emergere differenze di vedute, in particolare sulla gestione del dossier iraniano, ma ha sottolineato che il rapporto resta solido e fondato su obiettivi condivisi.
«Sulle questioni fondamentali siamo allineati. A volte, come accade nelle migliori famiglie, ci sono divergenze tattiche, ma troviamo sempre il modo di superarle», ha dichiarato.
Commentando le parole utilizzate dal presidente americano nei suoi confronti, Netanyahu ha evitato polemiche e ha adottato un tono conciliante: «Possiamo essere in disaccordo al mattino e agire insieme nel pomeriggio».
Il premier israeliano ha infine ribadito che Israele e Stati Uniti continuano a condividere gli stessi obiettivi strategici nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran.
Trump ribadisce le critiche verso Netanyahu e vuole vedere Khamenei
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’Iran avrebbe accettato di non sviluppare un’arma nucleare e ha lasciato aperta la possibilità di un futuro incontro con la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, qualora i negoziati in corso producessero risultati positivi.
Intervistato nel podcast Pod Force One, Trump ha sostenuto che Teheran abbia già accettato il principio della rinuncia al nucleare militare. Riferendosi a Khamenei, il presidente ha spiegato che il leader iraniano è direttamente coinvolto nei colloqui e continua a esercitare la propria influenza nonostante le indiscrezioni sulle sue condizioni di salute.
«Non ho ancora avuto il privilegio di incontrarlo, ma potrebbe accadere in futuro, a seconda di come evolveranno le trattative», ha dichiarato.
Trump ha inoltre definito un «grande successo» il conflitto con l’Iran, sostenendo che le capacità militari della Repubblica islamica siano state significativamente indebolite. Pur dicendosi fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo, ha ribadito che Washington dispone di alternative nel caso in cui il negoziato dovesse fallire, senza però entrare nei dettagli. In passato, il presidente aveva evocato la possibilità di nuovi attacchi militari.
Rispondendo alle critiche sul suo approccio spesso giudicato imprevedibile, Trump ha difeso la necessità di adattare le decisioni all’evoluzione degli eventi. «I fatti cambiano rapidamente e le risposte devono cambiare con loro», ha affermato, aggiungendo che l’incertezza può rappresentare un vantaggio strategico nei confronti degli avversari.
Nel corso dell’intervista, il presidente statunitense ha anche confermato di aver definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu «fottutamente pazzo» durante una telefonata particolarmente tesa, spiegando di essere preoccupato per il protrarsi delle operazioni israeliane in Libano. Nonostante ciò, Trump ha sottolineato di mantenere ottimi rapporti con il leader israeliano: «Mi piace molto Bibi, abbiamo lavorato benissimo insieme».
Trump ha infine ribadito che la sua decisione di intervenire contro l’Iran era motivata dalla volontà di impedirgli di ottenere l’arma nucleare, sostenendo che, senza quell’azione, Israele avrebbe corso un rischio esistenziale. «Non possiamo permettere che l’Iran abbia una bomba atomica. Israele sarebbe stato il primo bersaglio e avrebbe rischiato di non esistere più», ha dichiarato.
Trump: «L'Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari»
Trump: «Probabilmente prima o poi incontrerò Khamenei»
Le Guardie Rivoluzionarie rivendicano l'attacco alla «Quinta Flotta della marina statunitense» in Bahrein e Kuwait
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato di aver lanciato attacchi di rappresaglia contro obiettivi statunitensi nelle prime ore di mercoledì 3 giugno, in risposta a presunti raid americani contro una petroliera iraniana e alcune strutture affiliate all’organizzazione. Secondo l’IRGC, una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz è stata danneggiata da un attacco aereo, scrive Reuters, mentre una torre di telecomunicazioni sull’isola di Qeshm sarebbe stata colpita dalle forze statunitensi. In risposta, l’Iran sostiene di aver attaccato con missili una nave legata a Stati Uniti e Israele, oltre ad aver preso di mira con missili e droni una base aerea statunitense e il quartier generale della Quinta Flotta Usa. Nel comunicato, l’IRGC ha inoltre avvertito che qualsiasi ulteriore azione contro l’Iran o minaccia alla sicurezza dello Stretto di Hormuz riceverà una risposta più severa.
Consigliere Khamenei: «Diluvio di missili se Usa attaccano di nuovo»
Kuwait: «Una persona uccisa nell'attacco iraniano»
Bahrein: «Intercettati tre missili e droni»
Il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein ha annunciato l’intercettazione e la distruzione di tre missili e diversi droni, accusando l’Iran di proseguire il suo «approccio ostile sistematico» prendendo di mira obiettivi civili nel Regno. Lo scrive Kuna, l’agenzia nazionale del Kuwait, su X
Teheran: Nei negoziati insistiamo su arricchimento uranio e revoca sanzioni»
Teheran condanna l'attacco Usa alla petroliera e a Qeshm
Media: «Attacco iraniano danneggia aeroporto Kuwait»
Il Kuwait ha attivato un piano di emergenza nel suo aeroporto internazionale dopo che droni e missili iraniani hanno preso di mira il terminal T1, secondo quanto comunicato dall’autorità per l’aviazione civile del Paese. Lo scrive Iran International. Le autorità hanno affermato che l’attacco ha causato gravi danni a diverse strutture aeroportuali e ha provocato feriti. I voli sono stati sospesi e dirottati verso aeroporti alternativi fino a nuovo avviso.
Il portavoce del ministero della Difesa, il generale di brigata Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha descritto l’attacco come «un’aggressione criminale iraniana che ha provocato danni materiali significativi all’edificio e feriti».
Media: «Colpi di artiglieria Idf contro città libanese di Blat»
L’artiglieria israeliana sta prendendo di mira la città di Blat, nel distretto di Marjayoun, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera, che ha cronisti sul posto che segnalano inoltre che una forte esplosione è stata udita poco prima nella vicina città di Dibbine
Usa: «Nuova ondata di droni iraniani
«Un’ulteriore ondata di droni iraniani che tentavano di attaccare le forze statunitensi in Kuwait non è riuscita a colpire i bersagli previsti. Le difese aeree del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno abbattuto con successo diversi droni, garantendo che nessun membro del personale o bene americano subisse danni». Così il Comando Centrale degli Stati Uniti su X
Al Jazeera: «13 attacchi di Hezbollah contro Idf nel Sud del Libano»
Fino alla serata di ieri, Hezbollah ha condotto tredici attacchi contro le truppe, i veicoli militari e i posti di comando dell’esercito israeliano nel Libano meridionale. Le operazioni, finalizzate a contrastare le manovre di terra di Israele nella regione, sono state eseguite impiegando droni d’attacco, missili guidati, artiglieria e salve di razzi.
I combattimenti si sono concentrati in settori strategici, tra cui Haddatha, l’area di al-Balou’, la città di Biyyada e le postazioni attorno al Castello di Beaufort. Un comunicato del gruppo riferisce di «intensi scontri» in cui sono stati colpiti carri armati Merkava e azionati ordigni esplosivi, azioni che avrebbero costretto i reparti israeliani a interrompere l’avanzata e ad arretrare sotto la copertura dei raid aerei.
Media Iran: «Esplosioni in Iraq, sirene in Arabia Saudita»
La tv di Stato iraniana Irib afferma che sarebbero state sentite “multiple esplosioni” a Erbil, in Iraq. Sempre secondo Irib anche in Arabia Saudita sarebbero suonate le sirene degli allarmi aerei.
Usa: «Falliti tutti gli attacchi iraniani contro di noi»
«Tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti. Restiamo vigili e pronti a difenderci dall’aggressione iraniana». Lo afferma il US Centcom, definendo «falso» quanto dichiarato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, secondo le quali l’Iran ha colpito la sede della Quinta Flotta in Bahrein e un base nelle regione.
Pasdaran: «Dopo attacco a nostra petroliera, colpita nave Usa-Israele»
«Ieri sera tardi, l’esercito statunitense ha colpito una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz con un proiettile aereo, danneggiandone la sala macchine. In risposta a questo attacco e alla violazione delle norme dello Stretto di Hormuz, la nave statunitense-israeliana Panaya è stata presa di mira da missili navali delle Guardie Rivoluzionarie». Lo affermano i pasdaran, riportati da Iran International.
Teheran: «Loro colpiscono torre radio a Qeshm, noi la V Flotta Usa»
«Avevamo precedentemente avvertito che in caso di aggressione, la risposta sarebbe stata diversa e più severa; e stasera abbiamo dato seguito alla nostra parola. A seguito dell’attacco statunitense a un’antenna di telecomunicazioni e a una petroliera iraniana, abbiamo preso di mira la Quinta Flotta degli Stati Uniti e una base aerea statunitense nella regione». È quanto si legge in una nota dell’esercito iraniano, diffusa dalla tv di Stato Irib su X. «Gli Stati Uniti hanno nuovamente preso di mira con missili aerei una torre di comunicazione dell’Irgc situata a sud dell’isola di Qeshm – confermano i pasdaran riportati da Iran International – In risposta a questo attacco, la Forza Aerospaziale dell’Irgc ha colpito con missili e droni una base aerea ed elicotteristica statunitense situata in un paese della regione, nonché il quartier generale della Quinta Flotta statunitense».
Usa: «Raid difensivi a Qaeshm»
Gli Stati Uniti hanno condotto raid difensivi sull’isola iraniana di Qaeshm. Lo afferma il US Centcom, sottolineando che le forze americane hanno intercettato missili balistici e droni iraniani, inclusi tre missili lanciati al Bahrein che sono stati abbattuti. Le forze americane hanno abbattuto anche tre droni iraniani, ha messo in evidenza il Centcom.
«Le forze americane hanno sconfitto con successo diversi missili e droni iraniani, e condotto raid difensivi sull’isola di Qaeshm», afferma il US Centcom. «L’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i paesi vicini nella regione e tutti hanno fallito nel centrare i loro target. Due missili lanciati al Kuwait si sono spezzati in rotta e tre lanciati al Bahrein sono stati intercettati. Alcuni momenti prima, le forze americana hanno abbattuto tre droni lanciati dall’Iran verso marinai civili che stavano transitando nelle acque regionali. Le forze americane hanno anche condotto attacchi difensivi a una stazione di controllo militare iraniana a Qaeshm», ha aggiunto il Centcom.
Pasdaran: «Toccate un centimetro dei nostri confini e vi ridurremo in cenere»
«Qualsiasi nuova follia, qualsiasi ulteriore aggressione o qualsiasi mossa che tocchi anche solo un centimetro dei nostri confini e della nostra sovranità incontrerà una risposta sismica, schiacciante e decisiva che andrà oltre le normali regole e i limiti». E’ il messaggio diffuso dai pasdaran, scrive Iran International, che avrebbero effettuato «attacchi missilistici precisi e concentrati» contro basi militari statunitensi in Kuwait in risposta a quello che ha definito un attacco statunitense all’isola iraniana di Qeshm.
«Le nostre coraggiose forze non esiteranno a ridurre in cenere tutte le basi degli aggressori e i loro interessi nella regione. Il tempo degli attacchi a sorpresa è finito, e le forze oppressive devono accettare le gravi conseguenze della loro ignoranza e del loro avventurismo sconsiderato». Pasdaran, «toccate un centimetro dei nostri confini e vi ridurremo in cenere».
Nelle prime ore di oggi, infatti, secondo quanto riportato dai media iraniani, si sono udite delle esplosioni sull’isola iraniana di Qeshm. L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr ha riferito che le esplosioni sono state udite sull’isola, senza fornire ulteriori dettagli. In seguito, l’emittente statale iraniana Irib ha affermato che diverse esplosioni sono state udite vicino alle località di Suza e Masen sull’isola. Secondo Irib, le prime valutazioni suggeriscono un possibile impatto di un proiettile in un’area disabitata tra le due località.
Tv Teheran: «Anche il Bahrein è sotto attacco»
«È iniziata una nuova ondata di attacchi contro le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein». Lo scrive su X la tv di Stato iraniana Irib. La notizia è confermata anche da Al-Jazeera, che cita il ministro dell’Interno del Bahrein: ‘State calmi e dirigetevi in un punto sicuro’ l’appello ai cittadini. In Kuwait le sirene, secondo i media internazionali, hanno suonato per una seconda volta

