Il Parlamento Ue sloggia Google e lancia Qwant. Cos’è il motore di ricerca «made in Europe» che protegge i dati personali

Addio Google, benvenuto Qwant. Da oggi il Parlamento europeo cambia motore di ricerca e prova a lanciare la corsa del piccolo operatore francese al posto del colosso americano. Non si tratta di una delle tante normative che l’Assemblea di Strasburgo discute con effetti sui cittadini/consumatori Ue, ma di un’iniziativa interna. A partire dal 4 giugno, eurodeputati, assistenti e funzionari del Parlamento troveranno impostato come motore di ricerca di default Qwant, un piccolo ma interessante operatore nato in Francia. Una chiara sfida al predominio di Google, capace in due decenni di diventare per miliardi di persone sinonimo di ricerca online, tanto da dare forma al verbo che indica quell’azione per antonomasia. La scelta, che tecnicamente è solo un’indicazione – ciascuno potrà poi tornare a un motore diverso da quello preimpostato – ha un chiaro sapore politico. Punta infatti a sostenere operatori tecnologici che proteggano nel modo più rigoroso i dati personali degli utenti – ombra sull’operato di Google, e al contempo a far crescere imprese europee del settore, contrastando lo strapotere dei colossi americani. Come scrivono le stesse autorità di Strasburgo in un’email interna agli eurodeputati intercettata da Politico, il cambiamento viene promosso «in linea con l’impegno del Parlamento per la sovranità digitale e la protezione dei dati personali degli utenti».

Che cos’è e come funziona Qwant
Qwant non è tecnicamente un attore “nuovo”. L’azienda è stata fondata in Francia nel 2011 e ha aperto in quel Paese nel 2013. Si presenta esplicitamente come operatore che mette al centro la protezione dei dati personali. «Il motore di ricerca che non sa niente di te», è il claim. O ancora, «il motore di ricerca in cui l’utente è l’utente, non il prodotto!». In concreto, l’impegno con gli utenti è quello di non conservare le cronologie delle ricerche e non vendere i loro dati ad enti terzi. La pubblicità, sotto forma di annunci in vista tra i risultati di ricerca, c’è anche su Qwant. Però l’impegno del browser di fatto è quello di non profilare gli utenti, a meno che questi non diano l’esplicito consenso a ciò. Differenza lampante con Google, che basa la precisione dei risultati mostrati a ogni utente anche sulla base di un’attenta profilazione ottenuta incrociando l’impressionante mole di dati che è in grado di memorizzare – da ricerche online ma anche posta elettronica, video, mappe e così via. Per accedere ad alcuni servizi dedicati però, per esempio quelli di nuova generazione sviluppati con l’AI, viene richiesto di registrarsi su Qwant creando un account collegato al proprio indirizzo mail.

AI, bambini, indice web: servizi e limiti
Un altro servizio dedicato che Qwant propone agli utenti – e che piace molto ai regolatori francesi ed europei – è quello del browser Junior, impostabile dai genitori per le ricerche sicure dei minori. D’altra parte anche nella versione “generalista” del motore è possibile impostare il meccanismo di filtro prediletto – nessuno, moderato o rigido – rispetto a eventuali di ricerche di contenuti per adulti, leggi in primis pornografici. L’investimento di Qwant nella costruzione di un ambiente tecnologico “made in Europe” alternativo a quello americano è dimostrato infine dalla joint venture lanciata da fine 2024 con la tedesca Ecosia – che opera a sua volta un suo motore di ricerca. L’iniziativa chiamata “European Search Perspective” mira a costruire un indice di ricerca europeo, una sorta di catalogo di pagine, archivi e algoritmi sul web gestito in Europa e con la “solita” attenzione ai dati. Una piccola oasi di convivenza tra tecnologia, mercato e diritti – per lo meno nelle intenzioni. Più che piccola bisognerebbe dire minuscola, però. Secondo i dati raccolti da StatCounter, oggi Qwant vale in Europa appena lo 0,14% delle ricerche web, contro l’oltre 88% di Google, e pure nella Francia dove è nato e opera non arriva all’1%. La spinta delle istituzioni Ue lo aiuterà a crescere?

