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Pubblica la foto di un neonato malato per una ricerca scientifica, la madre lo denuncia: 5mila euro di multa al pediatra

22 Maggio 2026 - 20:57 Ygnazia Cigna
medico foto neonato
medico foto neonato
Il materiale era finito anche sul sito della Società Italiana di Pediatria e successivamente rimosso
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Aveva pubblicato le fotografie di un neonato affetto da una grave malformazione all’interno di un elaborato scientifico presentato durante un convegno medico. Immagini che ritraevano il bambino nella culla dell’ospedale, accompagnate da informazioni dettagliate sulla storia clinica della famiglia. Materiale finito anche online, sul sito della Società Italiana di Pediatria, e poi rimosso. Per questo, un medico è stato sanzionato dal Garante per la protezione dei dati personali con una multa da 5mila euro.

La segnalazione della madre

A far partire l’istruttoria è stata la segnalazione della madre del bambino, nel frattempo deceduto, che aveva trovato in rete le immagini del figlio utilizzate nell’ambito della ricerca medico-scientifica. Secondo l’Autorità, nonostante il materiale fosse destinato a un contesto accademico, le fotografie e i dati pubblicati rendevano il minore identificabile, almeno da una cerchia ristretta di persone.

Perché il medico è stato sanzionato

Il Garante ha accertato che il medico non aveva adottato misure adeguate per impedire l’identificazione diretta o indiretta del neonato e, soprattutto, non aveva richiesto il consenso dei genitori alla pubblicazione delle immagini. Consenso considerato necessario ogni volta che vengano utilizzate foto o elementi visivi riconducibili a una persona, anche nel contesto di studi scientifici.

Cosa doveva fare il medico

Le regole prevedono che i soggetti coinvolti nelle ricerche non siano identificabili grazie a specifiche tecniche di anonimizzazione oppure, nei casi in cui ciò non sia possibile, attraverso procedure di pseudonimizzazione accompagnate dal consenso dell’interessato. Nel caso specifico, secondo l’Autorità, il medico avrebbe dovuto ottenere il consenso dei genitori e successivamente rendere dati e immagini non identificabili.

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