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Giovanni Carnevali nuovo ad della Juve, via Comolli con buonuscita: chi è il dirigente scelto da John Elkann

Giovanni Carnevali
Giovanni Carnevali
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Il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha deliberato la nomina di Giovanni Carnevali come amministratore delegato e direttore generale del club. Lo riferisce la società bianconera in un comunicato ufficiale, precisando che all’ex Sassuolo viene affidata «la guida manageriale della Società con l’obiettivo di rafforzare il progetto sportivo e industriale bianconero». La nomina arriva dopo le dimissioni di Damien Comolli, che lascia con una buonuscita da 850mila euro lordi, mentre il club rinuncia a recuperare il bonus alla firma.

Le prime parole di Carnevali da dirigente della Juve

Ai canali ufficiali bianconeri, riportati dalla Gazzetta dello Sport, Carnevali ha dichiarato di essere «orgoglioso e onorato» di entrare in un club con una storia così radicata, ringraziando la società, l’azionista di maggioranza e John Elkann per la fiducia ricevuta. «Affronto questa nuova sfida con grande senso di responsabilità e con la convinzione che, attraverso l’impegno quotidiano, sia possibile costruire un percorso di crescita duraturo e un futuro di successi», ha aggiunto, promettendo di lavorare per rendere la Juventus «sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del Club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri».

Sedici anni al Sassuolo e testimone di nozze di Marotta: chi è Carnevali

A 65 anni è arrivata la grande occasione della sua carriera: dopo il fallimento della gestione Comolli, inizia l’era Carnevali. La prima esperienza di un dirigente noto negli ambienti del calcio italiano è alla Milanese, dove incontra Ariedo Braida, poi direttore spotivo del Milan, ma soprattutto stringe un’amicizia profonda con Beppe Marotta. Un rapporto che dura tutt’oggi: Carnevali è stato il testimone di nozze dell’attuale presidente dell’Inter. Per sedici anni si è scritto «Sassuolo» e si è letto «Andrea Carnevali». L’ormai ex amministratore delegato neroverde è approdato in Emilia nel 2014, con la squadra appena promossa per la prima volta in Serie A. In appena due anni ha portato il Sassuolo addirittura a conquistare una storica qualificazione in Europa League. Un’impresa resa possibile a una scelta quasi sempre azzeccata di allenatori e talenti.

Sotto la sua gestione sono passati sulla panchina neroverde Eusebio Di Francesco e Roberto De Zerbi, fino ad arrivare a Fabio Grosso, prossimo allenatore della Fiorentina. In questi sedici anni ha saputo sempre rimandare al mittente le avances delle big per la stella Domenico Berardi, affiancandogli giocatori che oggi militano in grandi squadre: da Gianluca Scamacca e Manuel Locatelli a Giacomo Raspadori e Andrea Politano. L’ultima opera è stata la costruzione di una squadra in grado di raggiungere l’11esimo posto in classifica da neopromossa, nella stagione appena conclusa.

Le parole d’addio di Damien Comolli

Dopo appena un anno si è conclusa la parentesi di Damien Comolli, arrivato prima come direttore generale e poi promosso ad amministratore delegato a novembre. Il dirgente francese ha pagato la stagione fallimentare della Juventus, chiusa con un sesto posto e mancando la qualificazione alla Champions League. Alla base del divorzio anche una forte differenza di vedute con il tecnico bianconero, Luciano Spalletti: la Juventus vuole aprire un ciclo con l’ex ct della Nazionale. Ecco quindi le dimissioni di Comolli: «Desidero ringraziare John Elkann ed Exor per avermi offerto l’opportunità di lavorare per questo prestigioso Club. Un ringraziamento speciale va infine ai tifosi bianconeri per il loro incredibile sostegno. Sono loro a rendere questo Club un luogo davvero unico e speciale», ha dichiarato il dirigente francese, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.