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La nuova legge sulla caccia domani al Senato: cosa cambia se passa e a quali animali sarà legale sparare

16 Giugno 2026 - 17:58 Federico D’Ambrosio
caccia legge
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Il testo approda in aula a palazzo Madama. Ambientalisti in rivolta e c'è anche il rischio di una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea
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In commissione da quasi un anno, la proposta di legge sulla caccia arriva domani, 17 giugno, nell’aula di Palazzo Madama. Ma nonostante la lunga attesa non è certo che poi sarà effettivamente messa in votazione il giorno stesso, perché la capigruppo potrebbe di nuovo far slittare la discussione di merito di almeno una settimana.

Gli animali da cacciare

I contenuti del testo sono stati cambiati più volte ma dall’opposizione vengono comunque considerati alla stregua di un lasciapassare che permetterà di aprire il fuoco contro molte specie per le quali oggi è impossibile, ad esempio il piccione di città e l’oca selvatica. Lo stambecco, che era nel testo inizialmente votato dalla commissione è stato poi tolto, soprattutto per le proteste del governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio. Si abbassa il livello di protezione del lupo che, quindi, potrà essere abbattuto all’interno di piani di contenimento (ma non cacciato)

La protesta degli ambientalisti

Più in generale, la nuova norma, se dovesse passare senza nessun emendamento neppure della maggioranza in aula, permetterebbe di cacciare in altura, di fare le “braccate” al cinghiale anche d’inverno, di sparare sui valichi montani, durante i periodi migratori e con una certa libertà alle Regioni visto che il ruolo dell’Ispra risulterebbe ridotto. Contro il testo c’è stata una conferenza stampa di Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, assieme ad un gruppo di parlamentari del Movimento cinque stelle, tra le quali Dolores Bevilacqua e Alessandra Maiorino. «Una scelta precisa contro l’ambiente, che ignora la scienza per accontentare chi vuole trasformare il nostro patrimonio naturale in un bersaglio», ha commentato Peppe De Cristofaro di Avs.

Lo scontro con l’Ue

Resta ai margini il tema della lettera informale con cui la Commissione Ue ha fatto sapere che se il testo sarà approvato così come emergeva nella prima lettura della commissione avrebbe posto l’Italia in procedura d’infrazione. Dopo aver protestato, accusando Bruxelles di ingerenza, la maggioranza ha limato il testo ma potrebbe non bastare ad evitare sanzioni.

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