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Donzelli celebra la “Rivoluzione welfare” del governo Meloni: «Lo Stato non deve trattare tutti allo stesso modo»

04 Agosto 2026 - 16:14 Roberta Brodini
donzelli sala stampa senato rivoluzione welfare meloni
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Fratelli d'Italia annuncia l'arrivo di maggiori misure a sostegno degli anziani
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Si avvicina il quinto anno di legislatura del governo Meloni e, con esso, il delicato appuntamento delle elezioni. Tempo di bilanci, quindi, per la maggioranza, che oggi ha convocato una conferenza stampa al Senato per rivendicare i risultati ottenuti in materia di welfare. L’iniziativa, dal titolo Rivoluzione welfare. La via italiana all’inclusione, è stata promossa dal presidente della X Commissione permanente del Senato, Francesco Zaffini, e ha visto la partecipazione del vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, e di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, a partire dal responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli. Un occasione per rivendicare le politiche a sostegno di «uno Stato giusto, che non mette sullo stesso livello le persone indipendentemente dalle proprie fragilità».

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Donzelli: «Non siamo più l’Italietta che cambia governo ogni sei mesi»

«Noi non crediamo che lo Stato debba obbligatoriamente erogare a tutti i cittadini lo stesso servizio, nello stesso modo e a prescindere dalle difficoltà e dai meriti». È con queste parole che Donzelli ha sintetizzato quella che, a suo avviso, rappresenta la principale differenza tra il modello di welfare del centrodestra e quello del centrosinistra. Un’impostazione che, secondo il deputato di FdI, si contrappone a misure come il salario minimo e il reddito di cittadinanza, sostenute da quella che nel corso dell’incontro è stata definita «l’opposizione più longeva di sempre».

Per Donzelli, la «via italiana al welfare» del governo Meloni non si fonda più esclusivamente sull’intervento diretto dello Stato, ma su una rete coordinata composta da volontariato, terzo settore e realtà private, «che riescono a fornire quei servizi meglio di quanto potrebbe farlo lo Stato, a un costo minore e con una maggiore attenzione umana».

Il deputato ha poi rivendicato la tenuta della maggioranza in vista della festa nazionale di Fratelli d’Italia, in programma il 4 settembre a Bari: «Abbiamo smentito chi continuava a dire: “Vedete, litigano”». Da qui il richiamo alla stabilità dell’esecutivo: «Siamo la maggioranza più solida che la Repubblica italiana abbia mai avuto», un Paese stabile, con credibilità internazionale, «non più l’Italietta che cambia governo ogni sei mesi, ma un’Italia sulla quale gli altri Stati e gli investitori internazionali possono contare».

I tre pilastri del welfare secondo il governo Meloni

Secondo Fratelli d’Italia, la cosiddetta “Rivoluzione welfare” rappresenta il superamento della «logica assistenzialista» attribuita ai governi precedenti. Una lettura politica della riforma che la maggioranza contrappone alle misure adottate dai governi precedenti e che resta al centro del confronto con le opposizioni. Il nuovo modello, presentato dalla maggioranza come una svolta rispetto al passato, si fonderebbe invece su un Patto di solidarietà sociale articolato in tre pilastri: rafforzamento del welfare pubblico, valorizzazione del terzo settore e sviluppo del welfare aziendale. Quest’ultimo, ricordano dalle file meloniane, favorito anche dalle politiche sintetizzate nello slogan «Più assumi, meno paghi», con la rivendicazione del record di occupazione femminile e giovanile e della «deduzione del costo del lavoro del 120%, che arriva al 130% nel caso di persone fragili».

Il welfare pubblico: da reddito di cittadinanza ad assegno di inclusione

A illustrare i risultati rivendicati dal governo è stata il vice ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci. Tra gli interventi citati figurano i 545 milioni di euro destinati al potenziamento dei servizi sociali territoriali attraverso équipe multidisciplinari, con l’assunzione di 3.839 tra psicologi, pedagogisti, educatori e personale amministrativo. Sul fronte dell’infanzia e dell’adolescenza, Bellucci ha poi ricordato il progetto desTEENazione, che prevede la realizzazione di 100 comunità dedicate ai giovani tra gli 11 e i 21 anni: 50 sono già operative grazie a un investimento complessivo di 342 milioni di euro. A queste si aggiungono altri 401 milioni destinati al sostegno dei minori vulnerabili tra 0 e 17 anni.

Bellucci ha inoltre annunciato che entro la fine dell’anno dovrebbe essere approvato il Piano nazionale per l’individuazione precoce, la prevenzione e il contrasto delle fragilità della popolazione anziana. Tra le misure citate anche il sostegno al co-housing generazionale attraverso un Piano casa da 10 miliardi di euro. L’incontro è stato anche l’occasione per marcare la distanza rispetto alle politiche dei governi precedenti. «Con il reddito di cittadinanza i nuclei familiari ricevevano in media 540 euro al mese. Con l’Assegno di inclusione, invece, ricevono mediamente 681 euro al mese: quindi prendono di più», ha affermato Bellucci.

Terzo settore, Bellucci: «San Francesco esempio del welfare italiano»

Tra i risultati rivendicati figura anche il via libera dell’Unione europea al nuovo regime fiscale per gli enti del Terzo settore: «Il governo Meloni ha messo in sicurezza la fiscalità agevolata per gli enti del Terzo settore, riuscendo a ottenere per la prima volta l’ok dell’Unione europea rispetto a quella fiscalità agevolata che il governo Renzi, nel 2017, aveva messo in crisi», ha dichiarato Bellucci. Un’accusa chiara, quindi, quella all’ex premier Renzi, che avrebbe demandato la questione a Bruxelles senza negoziare una disciplina specifica per l’Italia.

Nel suo intervento la viceministra ha richiamato anche San Francesco, nell’ottocentesimo anniversario della sua morte, definendolo un esempio per il welfare italiano e un simbolo di una «tradizione italiana della solidarietà sociale che affonda le proprie radici nelle confraternite medievali». Tra gli altri risultati citati figurano la proroga dell’esenzione Iva per gli enti del Terzo settore fino al 2036 e l’aumento del tetto del 5 per mille, passato da 225 a 610 milioni di euro.

Welfare aziendale: una priorità per Meloni

Ampio spazio è stato dedicato anche al welfare aziendale, che Bellucci ha ricordato essere un tema evocato da Giorgia Meloni sin dal suo discorso di insediamento. Tra le misure ricordate, l’aumento dei benefit fino a mille euro annui per i dipendenti, con soglie più alte per chi ha figli o affronta un trasferimento lavorativo, oltre alla riduzione della tassazione sui premi di produttività e all’aumento della soglia esentasse dei buoni pasto.

Infine, la viceministra ha difeso gli strumenti destinati a chi è occupabile ma privo di un impiego, ricordando l’incremento del sostegno economico per la formazione, passato da 350 a 500 euro mensili per un massimo di 24 mesi, rivolto alle persone tra i 18 e i 59 anni. «Non si possono fare parti uguali tra diseguali», ha concluso Bellucci. «Lo Stato giusto è quello che non mette sullo stesso piano le persone indipendentemente dalle loro fragilità».

Foto copertina: © Roberta Brodini

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