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Negoziati con Putin, l’altolà di Schlein a Conte: «Prima il programma, poi le primarie»

03 Agosto 2026 - 18:31 Alba Romano
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Il presidente M5s: se vinco mi batterò per una soluzione negoziale
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«Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito». Così Elly Schlein replica a Giuseppe Conte, che tra domenica e lunedì aveva assestato un doppio colpo al Pd, rilanciando la proposta di fermare ogni aiuto militare all’Ucraina e affermando che a decidere sul grande nodo di politica estera «saranno gli italiani alle primarie». Schlein non affronta direttamente il tema dell’Ucraina, su cui ha posizioni diverse da quelle di Conte, ma prova a invertire l’ordine delle operazioni del Campo Largo: prima il programma condiviso, poi le primarie. «Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi e concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori», prova a rilanciare la segretaria Pd.

Cos’ha detto Conte sull’Ucraina

Sul sostegno militare a Kiev «all’inizio abbiamo votato in Parlamento per l’invio, perché c’era una chiara asimmetria militare rispetto alla Russia. Adesso continueremo a non votare a favore di altri invii ma per imprimere una svolta negoziale». Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, in un’intervista alla Stampa, parlando così della posizione sull’Ucraina interna al campo progressista: «Scioglieremo questo nodo con le primarie. Lo faremo decidere agli italiani». Concetti già espressi in forma quasi identica domenica nel corso del suo intervento alla manifestazione PiazzaAsiago, nel quale Conte aveva addirittura ipotizzato per se stesso un ruolo da protagonista nel riaprire i canali diplomatici con Vladimir Putin per imprimere quella «svolta negoziale» che l’Europa trascurerebbe di proposito.

La ricetta per «stanare Putin»

«Se dovessi vincere le primarie e tornare a Palazzo Chigi, il giorno dopo mi batterò in Europa per una soluzione negoziale che tuteli gli interessi di Kiev», ha spiegato Conte. Garantendo poi che, prima delle primarie, saranno definiti «alcuni punti non negoziabili». Uno di quei punti, dice, è il «sì alla difesa comune europea e no a riarmo dei singoli Stati e economia di guerra». Parlando della crisi migratoria a Ceuta, Conte ha poi definito una decisione «vergognosa e inutile» quella della premier di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna.

La Tav

Sugli scontri No Tav in Val di Susa, Conte ha poi detto di aver «condannato subito quelle violenze, senza se e senza ma. E penso sia sbagliato lasciare la sicurezza alla destra, proprio mentre fallisce su quel terreno». Ma sulla linea Tav Torino-Lione, Conte ha concluso commentando così: «È un progetto della fine degli anni ’80, ora siamo nel 2026. Ci vogliamo chiedere se serve ancora?».

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