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Ceuta, la proposta dell’Italia al vertice Ue: il «modello Albania» finanziato da Bruxelles. Cosa prevede il piano Meloni

02 Agosto 2026 - 12:20 Ygnazia Cigna
meloni ceuta modello albania
meloni ceuta modello albania
In vista del Consiglio straordinario dei ministri dell'Interno del 4 agosto, Roma affila le armi per gestire la crisi nell'enclave spagnola
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L’Italia si presenterà al vertice straordinario dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, convocato per martedì 4 agosto sulla crisi migratoria di Ceuta, con una proposta per creare una rete di centri destinati al rimpatrio dei migranti irregolari. Il modello è quello dell’accordo con l’Albania, ma con una differenza sostanziale. Le strutture sarebbero finanziate dall’Unione europea e localizzate prevalentemente in Paesi africani. L’iniziativa sarà illustrata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Cosa prevede la proposta dell’Italia

L’ipotesi allo studio prevede il coinvolgimento di una serie di Stati terzi, tra cui Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Etiopia, Uzbekistan, Armenia e Montenegro, dove potrebbero essere realizzati gli hub destinati ai rimpatri. Roma chiederà, inoltre, di applicare in modo rigoroso il nuovo sistema Gsp+, che dal 1° gennaio 2027 collegherà i benefici commerciali concessi ai Paesi in via di sviluppo alla loro effettiva collaborazione nel riaccogliere i cittadini presenti irregolarmente nell’Unione europea.

Cos’è il sistema Gsp+

Il GSP+ (in italiano SPG+, Sistema di Preferenze Generalizzate Plus) è un regime speciale dell’Unione europea che azzera i dazi doganali sulle esportazioni verso il mercato Ue per i Paesi in via di sviluppo più vulnerabili. In cambio, gli Stati beneficiari devono rispettare standard internazionali su diritti umani, lavoro, tutela ambientale e buon governo. L’obiettivo ora è realizzare un’applicazione più rigida sulla cooperazione sui rimpatri.

Il vertice straordinario dell’Ue spinto dall’Italia

Il Consiglio straordinario è stato convocato per il 4 agosto dopo la lettera firmata da 22 capi di Stato e di governo europei, promossa da Italia e Danimarca, con cui è stato chiesto un intervento urgente delle istituzioni europee per affrontare la crisi scoppiata nell’enclave spagnola di Ceuta. L’iniziativa, nata da un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen, ha ottenuto il sostegno della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nel documento, inviato anche al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidenza di turno del Consiglio Ue, i leader chiedono un maggiore coinvolgimento di Frontex e una verifica dell’efficacia della cooperazione tra Bruxelles e il Marocco nella gestione dei flussi migratori.

Rimpatri e vittime: la situazione a Ceuta

La riunione si terrà martedì mentre proseguono i rimpatri dal territorio di Ceuta verso il Marocco. Secondo le autorità spagnole, oltre 73mila persone sono già state riportate oltre confine. Il bilancio delle vittime accertate in mare sarebbe di 72 migranti. All’origine della crisi, secondo il governo di Madrid, ci sarebbe una sentenza della Corte suprema spagnola che ha dichiarato illegittimi i cosiddetti «respingimenti a caldo» dei migranti intercettati in mare prima di poter chiedere protezione internazionale. Ricostruzione in parte contestata da alcuni analisti, secondo cui invece il governo del Marocco avrebbe in qualche modo favorito l’allentamento dei controlli alla frontiera per esercitare pressione sulla Spagna. Per il momento, però, Sánchez sta puntando il dito contro le reti di trafficanti e ha ringraziato il governo del Marocco per la collaborazione.

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