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Perché c’è l’ondata dei migranti a Ceuta: la situazione nell’enclave e la sentenza della Corte suprema spagnola

30 Luglio 2026 - 21:27 Stefania Carboni
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Sono diversi gli aspetti che hanno portato a una crisi simile a quella vissuta nell'area nel 2021. La rabbia dei cittadini della zona, che scendono in piazza: «Ci sentiamo abbandonati, sono in migliaia per strada»
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Per far fronte alla grave crisi umanitaria provocata dall’entrata di centinaia di migranti via mare e via terra a Ceuta, il governo spagnolo ha mobilitato l’esercito in appoggio degli agenti della Guardia Civil, impegnati nei controlli alla frontiera col Marocco. «Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell’esercizio delle proprie competenze e in quelle che possono risultare necessarie per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta. I militari mobilitati saranno coordinati dal comando di operazioni e daranno supporto alla Guardia Civil», informano fonti della Moncloa. Almeno nove i migranti morti mentre cercavano di raggiungere la cittadina nelle ultime ore, in centinaia sono riusciti invece a eludere le recinzioni di frontiera, dileguandosi per le strade.

I cittadini di Ceuta: «Ci sentiamo abbandonati, in migliaia per strada». E scendono in piazza

«Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare». Questa la voce dei residenti di Ceuta, che oggi sono scesi in piazza per un presidio contro la situazione attuale. E raccontano di una situazione diventata insostenibile. «Siamo preoccupati per noi, ma anche per loro, molti arrivano feriti per le traversate a nuoto», raccontano. Le autorità iberiche non danno stime ufficiali dei migranti entrati nell’enclave che sarebbero migliaia: «La valanga umana raggiunge già i 5 chilometri alla frontiera», secondo quanto riportato dalla corrispondente di Tve.

Cosa è Ceuta, la città autonoma sulla punta settentrionale del Marocco

Ceuta è una «città autonoma» spagnola situata sullo Stretto di Gibilterra. La sua particolarità geografica è quella di trovarsi sulla punta settentrionale del Marocco, a circa 70 chilometri da Tangeri, costituendo a tutti gli effetti un’enclave della Spagna in territorio africano.

Proprio a causa di questa posizione strategica, la città è uno dei principali punti d’ingresso strategici per le migliaia di migranti — in gran parte giovani provenienti da Marocco e Algeria — che cercano di fare ingresso nel territorio dell’Unione Europea. Ceuta condivide lo status di città autonoma con Melilla, situata più a est lungo la costa marocchina, nei pressi di Beni Ensar.

Rabat ha più volte rivendicato la sovranità su entrambe le enclavi, chiedendone la restituzione e l’inclusione nei propri confini nazionali. Madrid ha sempre respinto con fermezza le pretese marocchine. La linea spagnola si basa sul principio di storicità: sia Ceuta che Melilla appartenevano alla corona spagnola molto prima della nascita del moderno Regno del Marocco, che ha ottenuto l’indipendenza solo nel 1956. Per proteggere questi confini esterni dell’Unione Europea, la Spagna ha predisposto imponenti misure di sicurezza militari e infrastrutturali come altissime recinzioni di confine, che in diversi punti raggiungono i 20 metri d’altezza e protezioni sottomarine.

Perché si è arrivati a questo aumento del flusso: la sentenza della Corte suprema spagnola e il ricorso del migrante algerino

Attualmente Ceuta vive la peggior crisi migratoria dal 2021 (quando ci fu una crisi diplomatica con il Marocco per l’accoglienza di Brahim Gali, presidente della Repubblica democratica araba dei Sahrawi). Ci sono due fronti giudiziari che stavolta hanno aperto all’emergenza. Il primo è il ricorso, vinto, da parte di un migrante algerino, arrivato a Ceuta a nuoto senza scavalcare recinzioni o filo spinato. Il Tribunale di Ceuta, la Corte Superiore di Giustizia dell’Andalusia e infine la Corte Suprema hanno accolto le sue ragioni contro l’espulsione. Perché per l’appunto sarebbe arrivato via mare senza superare un “elemento di contenimento frontaliero” (come barriere o reti), condizione che invece fa scattare il respingimento. Questo primo filone crea un precedente, permettendo ad altri migranti arrivati nelle stesse modalità a non esser rimpatriati. Secondo aspetto giudiziario è la sentenza della Corte Suprema, che ha annullato diversi articoli del Regolamento sugli stranieri del 2024. Tra questi uno che salvava le amministrazioni dall’obbligo di assistere subito i minori stranieri non accompagnati su territorio spagnolo.