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Svolta sulla morte di Roberto Guerrini, confessa un 19enne: «Incontro sessuale degenerato, l’ho ucciso con la statuetta di Buddha»

25 Giugno 2026 - 13:23 Alba Romano
milano interprete roberto guerrino morto
milano interprete roberto guerrino morto
Incastrato da pesanti indizi, il giovane è stato fermato in stazione a Melzo. Indagato anche un suo amico 17enne
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C’è una svolta nelle indagini sulla morte di Roberto Guerrino, l’interprete 60nne ucciso nel suo appartamento di via Oxilia a Milano lo scorso 13 giugno. I Carabinieri hanno fermato infatti un 19enne di origine marocchina sulla base di pesanti indizi di colpevolezza. Il fermo è stato eseguito la sera di lunedì 22 giugno e convalidato mercoledì mattina, e oggi se ne è avuto notizia. I rilievi del Ris di Parma avrebbero permesso di accertare la presenza nell’appartamento di Guerino del 19enne la sera dell’omicidio. Grazie agli impianti di videosorveglianza, i Carabinieri hanno ricostruito i movimenti del giovane fino a Melzo e l’hanno bloccato in stazione con i bagagli, probabilmente pronto alla fuga. Ora il 19enne è in carcere a San Vittore, accusato di omicidio volontario e rapina. È indagato a piede libero anche un amico 17enne che che il giorno dell’omicidio era in sua compagnia.

La lite, i colpi con la statuetta di Buddha e la rapina

Il ragazzo avrebbe ammesso di aver ucciso Guerrino nel corso dell’udienza di convalida del fermo. I due si sarebbero dati appuntamento a casa dell’interprete per un incontro a pagamento contrattato sul sito “bakekaincontri”. Ma l’approccio sarebbe degenerato, forse per una lite: «Volevo fare qualche soldo. Poi durante l’approccio, mi sono irrigidito e ho reagito», avrebbe detto agli inquirenti secondo quanto riporta Repubblica. Il 19enne d’altronde risulta avere piccoli precedenti per rapina, maltrattamenti e lesioni e una passione per le arti marziali. Dopo aver preso a pugni Guerrino, il giovane avrebbe confermato di averlo ucciso colpendolo con una statuetta di Buddha di legno, trovata sporca di sangue in casa. Poi il giovane avrebbe rubato dalla casa un iPad e dei cellulari appartenenti a Guerrino, nascondendoli in uno zaino, prima di prendere la fuga col suo amico. Il tablet è stato ritrovato nei giorni scorsi durante una perquisizione a casa del 19enne. «Volevo andare in montagna», avrebbe detto ancora nell’udienza di convalida, anche se secondo chi indaga il giovane si era già allontanato nei giorni successivi al delitto da Melzo, in direzione Messina. Poi però era tornato.

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