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«Impara a comportati», morto per le coltellate in spiaggia: killer in fuga. Il giallo sul 37enne e la lite a Savona: cosa hanno visto i testimoni

06 Luglio 2026 - 11:11 Giovanni Ruggiero
Savona accoltellato spiaggia
Savona accoltellato spiaggia
Alla scena hanno assistito diversi turisti, molti giovanissimi. L'aggressione in pieno giorno al "Prolungamento" della spiaggia savonese. Le urla dell'aggressore ancora ricercato
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Non ce l’ha fatta il 37enne di origine straniera ferito a coltellate ieri pomeriggio sulla spiaggia libera sotto piazzale Eroe dei Due Mondi, al Prolungamento di Savona. L’uomo, senza fissa dimora, è morto nella notte, dopo essere arrivato in condizioni gravissime, in arresto cardiaco, all’ospedale San Paolo di Savona. Era stato intubato e trasportato in codice rosso, poi sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza e trasferito in rianimazione con prognosi riservata fin da subito. Ora si cerca l’uomo che lo ha accoltellato durante una lite, fuggito subito dopo il gesto: l’ipotesi di reato è cambiata da lesioni a omicidio.

Cosa raccontano i testimoni dell’accoltellamento

A ricostruire la scena, secondo quanto riportato da Silvia Campese su Il Secolo XIX, è Benedetto Brandolani, 18 anni, di Codogno, che si trovava a pochi metri di distanza. «Ero in spiaggia con la mia fidanzata e con un amico, eravamo arrivati al mattino, siamo turisti. A un tratto ho visto un uomo in costume che si avvicinava a un ragazzo piuttosto vicino a noi», racconta. «Le loro urla hanno attirato la mia attenzione. Poi l’aggressore ha detto, scandendo bene le parole, “Impara a comportarti”. Ha tirato fuori un coltello e l’ha colpito nel basso ventre. La vittima si è girata verso gli amici che erano con lui e ha detto urlando: Ragazzi, mi ha accoltellato. Ha camminato sino alla scaletta e, una volta in piazza vicino a un’attrazione del luna park, si è accasciato a terra». Il giovane ha poi chiamato i soccorsi e collaborato con le forze dell’ordine per aiutare a individuare il responsabile.

Le indagini sul movente

Carabinieri e polizia hanno raccolto le testimonianze dei presenti e contano sulla rete di videosorveglianza della zona per ricostruire ogni dettaglio. Secondo quanto emerso, l’aggressore si sarebbe cambiato i vestiti subito dopo il fatto per poi scappare lungo la spiaggia, dove le ricerche proseguivano ancora ieri sera. L’uomo ferito, sempre secondo le prime indagini, avrebbe dormito da circa una settimana in una tenda nella zona più appartata del Prolungamento, sotto le mura del forte Priamar. Il movente resta da chiarire: la frase pronunciata prima del gesto farebbe pensare a una vendetta o a un regolamento di conti, non escluse questioni legate allo spaccio. Intanto alcuni operatori degli stabilimenti balneari della zona hanno rilanciato l’allarme sicurezza: «Da tempo denunciamo una situazione ormai ingestibile», hanno detto, «si aspetta che ci scappi il morto? Serve un presidio fisso, la spiaggia così affollata e senza sorveglianza non è accettabile».