
Argentina-Svizzera, 12 luglio alle 3
La delusione per il rigore sbagliato, l’amarezza del palo, la frustrazione per le occasioni fallite, la paura per l’eliminazione e, infine, le lacrime di gioia per il pericolo scampato: sono tutte le emozioni che ha provato Lionel Messi nell’ottavo di finale folle contro l’Egitto. Alla fine l’Argentina dimostra di essere dura a morire e, anche se con un piede fuori dal Mondiale, prosegue il suo cammino alla difesa del titolo conquistato quattro anni fa. L’Albiceleste è intramontabile e infinita, ma la Svizzera rimane una delle nazionali più difficili da affrontare, grazie alla sua solidità dimostrata anche nel noioso ottavo di finale contro la Colombia, deciso ai rigori.
Altroché percorso in discesa per Messi e compagni. La Nazionale granitica si è rivelata fragile contro Capo Verde e Egitto: sono quattro i gol subiti. La dipendenza da Messi è ormai certificata. Se non si accende la Pulga, per l’Argentina sono dolori. Anche contro Salah, seppure non brillante come ci ha abituato, è stata l’ex stella del Barcellona ad accendere la luce, prima con l’assist per il colpo di testa di Romero, poi con la rete del 2 a 2. La Svizzera ha dalla sua l’entusiasmo di chi è tornata tra le prime otto del Mondiale 52 anni dopo l’ultima volta.
Le due nazionali si sono già trovate in un turno a eliminazione diretta di una Coppa del Mondo: erano gli ottavi di finale del 2014, vinse l’Argentina, ma faticando e non poco. Decisiva fu la rete di Di Maria al 118esimo. Oggi il Fideo, decisivo quattro anni fa in finale contro la Francia, non c’è più e la sua assenza si sente. Motivo aggiuntivo per la Svizzera per sperare. Per l’Italia è il quarto di finale più scomodo: l’inizio è alle 3, quando a Kansas City saranno le 20. Vale comunque la pena rimanere svegli, anche perché non si sa quando sarà l’ultimo tango di Messi ai Mondiali.