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Trova una borsa con 7mila dollari sul vaporetto a Venezia ma se li prende il Comune: ora il giudice lo obbliga a restituire la somma alla lavoratrice

10 Luglio 2026 - 13:23 Olga Colombano
Il proprietario della borsa non è mai stato trovato e per legge i settemila dollari spettano a chi li ha rinvenuti. La battaglia legale della dipendente del vaporetto
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Il Comune di Venezia dovrà restituire 7mila dollari alla dipendente di un vaporetto che li aveva trovati a bordo di un’imbarcazione nell’estate del 2022. A stabilirlo è stato il giudice di pace con un decreto ingiuntivo, dopo i ripetuti rifiuti dell’amministrazione comunale di riconsegnare la somma alla lavoratrice, nonostante quanto previsto dall’articolo 929 del Codice civile. La donna aveva, infatti, rinvenuto una borsa abbandonata sul vaporetto della linea su cui lavorava. Al suo interno, tra caramelle e pochi altri effetti personali, c’erano 7mila dollari in contanti, suddivisi in banconote da cento. Come riporta Il Gazzettino, seguendo il regolamento comunale, la dipendente aveva consegnato la borsa all’ufficio degli oggetti smarriti, nella speranza che fosse possibile risalire al proprietario.

Perché i soldi spettano a lei per legge

L’assenza di documenti o elementi utili all’identificazione, però, aveva reso impossibile rintracciare chi aveva perso il denaro. La legge stabilisce che, trascorso un anno dal ritrovamento senza che il proprietario venga individuato, il bene trovato diventa di proprietà di chi lo ha rinvenuto. Per questo motivo, dopo il termine previsto, la somma sarebbe dovuta passare alla lavoratrice del vaporetto. La donna decide così di affidarsi ad un avvocato per far valere i propri diritti, ma l’avvocatura civica del comune di Venezia si rifiuta di restituirla.

La battaglia legale

Secondo il Comune, l’articolo 929 del Codice civile non sarebbe applicabile in questo caso, perché la donna non avrebbe trovato la borsa da semplice cittadina, ma durante il proprio orario di servizio. Per l’amministrazione, dunque, si sarebbe limitata a svolgere le proprie mansioni lavorative. Nel 2024 la donna ha quindi deciso di rivolgersi al giudice di pace di Venezia, che ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune per ottenere la restituzione del corrispettivo della somma ritrovata, convertita in euro, oltre agli interessi. Si tratta di un provvedimento con cui il giudice ordina a un debitore di pagare una somma di denaro o consegnare un bene entro 40 giorni dalla notifica della decisione. L’amministrazione comunale avrebbe inizialmente scelto di non dare seguito al decreto, ma il giudice di pace ha nuovamente dato ragione alla lavoratrice, obbligando infine il Comune a restituirle la somma.

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