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Maxi incendio in Andalusia, almeno 11 morti: la strage dei turisti per un cavo elettrico caduto. Vittime intrappolate nelle auto – I video

Le vittime sono state colte di sorpresa dal fronte del fuoco e dal fumo mentre tentavano l'evacuazione a bordo dei propri veicoli: non si escludono altri dispersi
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«L’origine del rogo potrebbe essere nella caduta di un cavo elettrico». È quanto riferisce l’assessore regionale alla Presidenza e alle Emergenze della Giunta dell’Andalusia, Antonio Sanz, sull’incendio che sta devastando l’area di Los Gallardos, in provincia di Almeria, in Spagna, e che ha provocato almeno 11 morti. L’incendio è divampato alle 16:35 di ieri dopo che il numero di emergenza 112 aveva ricevuto più di 150 segnalazioni da parte dei cittadini. Secondo alcune testimonianze, all’altezza del chilometro 511 della strada statale N-340A sarebbe caduto un cavo elettrico che, entrando in contatto con la vegetazione ormai inaridita dalle recenti ondate di caldo estremo che hanno colpito la Spagna, avrebbe innescato le fiamme.

Il bilancio delle vittime: almeno 11 morti

Il bilancio ancora provvisorio dell’incendio è di undici morti accertati. Lo conferma l’assessore regionale rivedendo la stima di 12 vittime emersa in un primo momento. Una parte delle vittime è stata trovata ancora dentro le proprie auto, sorprese dalle fiamme mentre tentavano la fuga lungo una strada secondaria vicino a Bedar. Sanz ha parlato di due scenari distinti, quattro cittadini britannici morti in un veicolo, e altre sette persone decedute mentre, dopo aver abbandonato i percorsi di evacuazione indicati, cercavano «una via d’uscita dal fumo», spiegano le autorità locali. Il numero dei feriti è salito a otto, quattro dei quali gravi per ustioni, e l’assessore ha precisato che il conteggio potrebbe ancora cambiare vista la complessità delle operazioni sul terreno.

L’incendio

Il rogo è divampato giovedì sera nella zona di Almeria, nel sud della Spagna, e secondo alcuni testimoni sarebbe stato innescato dalla caduta di un cavo elettrico che ha poi incendiato la vegetazione secca, alimentata dalle temperature elevate della zona. Le fiamme hanno reso necessaria l’evacuazione totale del comune di Bedar e delle frazioni di Almocaizarf, El Chocolate e Los Collados, per un totale di circa mille persone messe in salvo. Circa 150 vigili del fuoco, supportati da mezzi aerei e dai militari dell’Unità Militare di Emergenze, sono impegnati nello spegnimento, reso ancora più difficile dall’impossibilità di utilizzare l’arteria principale di Bedar per contrastare l’avanzata del fronte del fuoco, tanto che parte degli evacuati è stata trasferita nella vicina Lubrin.

«Tragedia senza precedenti»

Per l’assessore Sanz si tratta dell’incendio «con le conseguenze più gravi registrato finora» in Andalusia, una «tragedia senza precedenti». Il premier Pedro Sanchez, in un messaggio su X, ha espresso «enorme tristezza e desolazione davanti alle terribili conseguenze dell’incendio», rivolgendo il proprio cordoglio ai familiari delle vittime e annunciando la mobilitazione dei mezzi del ministero della Transizione ecologica, della Protezione civile e delle forze di sicurezza. Sulla stessa linea il governatore della Giunta andalusa Juanma Moreno, che con l’animo «pieno di angoscia e spezzati dal dolore» ha manifestato «costernazione» per l’accaduto e vicinanza a tutti i comuni colpiti dal rogo.