Politici e giornalisti italiani spiati su Signal: c’è Pina Picierno

Alcuni politici e giornalisti italiani sono stati spiati sull’app Signal insieme a manager di aziende considerate strategiche. Tra questi la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, da tempo tra le voci europee più dure nei confronti del Cremlino. La Repubblica racconta di un’indagine dell’intelligence e della polizia postale nei confronti di collettivi di hacker legati a Mosca. Tra i giornalisti ce ne sarebbe anche uno di Repubblica, quotidiano che racconta la vicenda.
I politici italiani spiati
Secondo l’indagine l’intrusione si verificava attraverso l’app di messaggistica cifrata Signal. Ovvero quella che si utilizza per trattare informazioni riservate. La vittima riceveva un messaggio apparentemente inviato dal servizio di sicurezza della piattaforma. Seguendo le istruzioni, comunicando un codice o autorizzando il collegamento di un altro dispositivo, l’utente consentiva in realtà agli aggressori di accedere al proprio account e, quindi, alle conversazioni e ai gruppi. La crittografia di Signal risultava inviolata.
Germania e Olanda
Altre campagne simili si sono sviluppate in Germania e nel Paesi Bassi, colpendo politici, diplomatici, militari e giornalisti. In Italia c’era una lista circoscritta di persone individuate per il loro ruolo. A febbraio, alla vigilia delle Olimpiadi di Milano-Cortina, le autorità avevano bloccato attacchi di origine russa contro i siti collegati ai Giochi e alcuni alberghi di Cortina d’Ampezzo. Nella stessa campagna erano finite nel mirino anche sedi del ministero degli Esteri, compresa l’ambasciata italiana a Washington.
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La risposta di Pina Picierno alle “squadracce del Cremlino”
In un lungo post pubblicato sulla piattaforma X, Picierno ha ribadito il proprio impegno politico senza farsi intimidire dalle violazioni della privacy, denunciando non solo lo spionaggio ma anche le continue campagne di disinformazione mosse contro di lei. «Le squadracce del Cremlino non mi mollano», ha dichiarato la vicepresidente. «Lo vedo ogni giorno, anche dalla quantità di troll e bot mobilitati ad ogni mio sussurro, e non sorprende. Perché l’intransigenza nella difesa della democrazia, della libertà e dell’Europa spaventa i servi del Cremlino più di ogni altra cosa. E ricordate sempre che spaventa moltissimo pure il loro capo meschino che teme la libertà delle persone, dei popoli, dei leader politici e degli Stati più di ogni altra cosa».
Collegando questi attacchi informatici al più ampio contesto geopolitico, ha poi aggiunto: «L’aggressione criminale all’Ucraina è iniziata esattamente per questo. Crediamo e lavoriamo per un’Europa potente, sovrana e giusta».
Infine, un avvertimento diretto a chi ha condotto o facilitato gli attacchi: «E non saranno le loro spie, i loro giochetti, le loro minacce o alcuni traditori di nazionalità italiana a fermarci. Non ci fermeranno, perché siamo liberi e insieme siamo diventati anche forti».

