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Via libera alla stretta sulle piscine: stop ai bocchettoni fuori norma. Se non ci si adegua il rischio è la chiusura dell’impianto

23 Luglio 2026 - 11:51 Stefania Carboni
piscine legge bocchettoni
piscine legge bocchettoni
Passa, in modo bipartisan, l'emendamento alla Camera. Disposto un fondo da quasi 5 milioni e l'obbligo di cuffia per i minori
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L’aula della Camera ha dato il via libera all’emendamento al decreto Sport che rafforza la sicurezza nelle piscine, vietando i bocchettoni fuori norma, alla luce delle tragedie avvenute questa estate. La norma è stata approvata con sostegno bipartisan e 244 voti favorevoli. Introduce una stretta su impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo: i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione – dai bocchettoni alle griglie di fondo – dovranno garantire standard tali da impedire l’effetto ventosa. In caso di mancato adeguamento scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma. Con l’emendamento si istituisce inoltre un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche. Tra le novità anche l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni.

L’analisi drammatica di Federalberghi: solo 53,7% italiani nuota in sicurezza

L’Italia, con circa 8.000 km di costa marina (cui si aggiungono laghi e fiumi) è tra i Paesi europei con la più elevata esposizione alle attività acquatiche. Ma solo poco più della metà degli italiani (53,7%) sa nuotare con sicurezza. Il 27,6% ha una competenza limitata, appena sufficiente per stare a galla. E c’è anche una quota consistente (18,7%), che non sa nuotare per nulla. Questa l’analisi di Federalberghi, che emerge in vista della giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti, istituita nel 2021 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. «Per continuare a vivere il mare, i laghi e le piscine come luoghi di benessere e di svago è necessario affiancare alla passione per l’acqua una crescente attenzione alla sicurezza. Perché il miglior tuffo è sempre quello che si conclude con un ritorno sereno a riva», commenta il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara. «La riduzione del numero degli incidenti – afferma Nucara – passa per l’affermazione di una vera e propria cultura dell’acqua. Ciò significa promuovere l’apprendimento del nuoto fin dall’infanzia e sensibilizzare cittadini, imprenditori e turisti sui comportamenti corretti da adottare. Per un Paese con una vocazione balneare così marcata, il tema della piena alfabetizzazione acquatica deve essere un obiettivo primario, per la scuola e per la società». Nucara ricorda che le strutture nei comunu con vocazione marittima e lacuale accolgono ogni anno circa 192 milioni di pernottamenti, pari a circa il 42% del totale: «Si tratta di una delle grandi ricchezze dell’Italia, che tutti hanno il dovere di preservare, anche promuovendo e tutelando la sicurezza in acqua di residenti e turisti».